Tegole tra tradizione e innovazione

Tegole tra tradizione e innovazione

Antichissimo è l’uso delle tegole per la copertura degli edifici. La loro forma e le loro dimensioni con-sentono disposizioni variate, capaci di seguire le diverse pendenze dei tetti a falde o delle coperture a cupola. Oggi vengono usate anche su coperture dal disegno assai ardito e variato. Nella chiesa del Sacro Cuore a Ceccano, la copertura si compone di un tamburo nella parte bassa e di gradoni nella parte superiore. Risulta divisa in sezioni dai costoloni che si dipartono a raggiera dalla corona centrale. Sono usate tegole di rame. Con il tempo, su questo materiale si forma la caratteristica patina autoprotettiva color verde. Una volta sviluppata quella patina, il materiale rimane stabile nel tempo e fornisce una eccellente protezione all’edificio. La sua coloritura, ormai tradizionale si presenta con tonalità variamente cangianti, alla luce naturale. Il che conferisce un aspetto notevolmente caratterizzante agli edifici. La duttilità del rame consente di realizzare tegole di forme e dimensioni variate e di adattarle alle diverse superfici, rendendole adatte alla realizzazione dei progetti architettonici più diversi. Nella chiesa di Ceccano la copertura in rame è stata realizzata da Tegola Canadese Spa di Vittorio Veneto (TV), impresa che si avvale di un sistema di assicurazione di qualità, certificato ISO 9001, il cui ambito è particolarmente esteso comprendendo non soltanto le fasi di sviluppo, progettazione e produzione delle tegole, ma anche la qualità del sistema di distribuzione. Questo tipo di tegole si adatta con facilità ai contesti più diversi: da quello delle moderne architetture agli interventi di ristrutturazione. Uno dei modelli di tegola prodotti da Tegola Canadese, la tegola “Prestige Elite”, viene preparata con un apposito trattamento accelerato di ossidazione che consente di ottenere in breve tempo la caratteristica patina autoprotettiva verderame, per ottenere la quale altrimenti si necessitano mesi di attesa.

La cupola presenta un occhio centrale che illumina l’aula a modo di lanterna.

Campane: il cuore e l’esperienza

La Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, ha eseguito le campane per la nuova chiesa di Danilo Lisi a Frosinone. Al proposito la Pontificia Fonderia Marinelli scrive: Per la lunga esperienza riguardo all’ingegneria del campanile è spesso richiesta la nostra consulenza. Il contatto con costruttori e architetti è per noi indispensabile ma diventa particolarmente stimolante e gratificante quando ci si imbatte in personalità di spicco. I grandi maestri dell’architettura esprimono con esattezza l’idea vasta, complessa e sfaccettata del “mestiere” di architetto: un misto di cuore e cervello, fantasia e ragione, pratiche artigianali e tecniche innovative. In questi casi si percepisce una sorprendente capacità comunicativa che è frutto di esperienza, ricerca, compromesso tra anima e materia, di curiosità e umiltà che porta i progettisti ad “ascoltare” e recepire i suggerimenti degli innumerevoli tra tecnici, esperti ed artigiani che si avvicendano all’innalzamento dei più impegnativi edifici: quelli Sacri. Per la chiesa di Ceccano, il parroco don Dante Sementilli, ha voluto che le 3 campane fossero fuse nella più antica officina del mondo e che fossero dedicarle tutte al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna. Per eseguire l’opera sono occorsi quattro mesi di scru-polosa lavorazione attraverso tecniche invariate sin dal medioevo totalmente artigianali. Al rito della “colata” era presente il Patriarca delle campane, il dr. Pasquale Marinelli, grande maestro di vita e di mestiere che è vissuto per la fonderia, e nella fonderia, fino all’ultimo respiro. Ci ha lasciato lo scorso 5 novembre.

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