Tegole ceramizzate

Da relativamente poco tempo sul mercato, sono eredi di una grande tradizione decorativa e al contempo funzionale

La tecnica della realizzazione dei pavimenti ceramici è stata portata nel settore della copertura con risultati di grande rilievo tecnico. Due sono le tecniche principali, quella del gres ceramico e quella del gres fine porcellanato.

La prima è più indicata per le coperture di tipo tradizionale, la cui forma si rifà a quella dei coppi e alle colorazioni tradizionali dell’argilla, anche in versione anticata. La seconda tecnica che deriva da quella della pavimentazione per esterni, si avvicina più alle coperture di pietra, grazie alla forma piatta, con una superficie scabra, e alla colorazione stonalizzata.
Entrambe danno un prodotto inalterabile, totalmente ingelivo, impermeabile (assorbimento 0,05%), inattaccabile dagli
agenti esterni (acidi, funghi, muschio, macchie), molto robusto, perdonabile senza alcun problema, facilmente montabile e sagomabile con un normale tagliapiastrelle; le diverse colorazioni permettono il miglior inserimento in ogni contesto ambientale e con ogni architettura. (Fornace Sila)

Nelle foto: è illustrata la tegola piatta in gres porcellanato con colorazione stonalizzata sulla tonalità del grigio: la sua resistenza all’usura e alle intemperie è ineguagliabile; alcuni fori di fissaggio ne facilitano la posa velocizzandola e
rendendola sicura. (Molinà)

Colorazioni antiche

Anche con le tegole ceramizzate si possono avere le colorazioni sfumate per la perfetta integrazione in contesti storici o nelle architetture tradizionali: la tecnica è sempre quella dell’ingobbio, solo che qui viene applicata alla tecnologia della monocottura, solitamente usata per le ceramiche da pavimento e da rivestimento. Il risultato è una colorazione assolutamente inalterabile, anche dopo lunghissima esposizione alle intemperie, e una superficie più compatta e resistente; l’acqua scivola meglio e non intacca la tegola, il gelo non esercita la sua azione disgregante, lo smog e l’inquinamento non alterano l’aspetto né la particolare trama della superficie.

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