Tecnica nuova per il legno vecchio

La Basilica di San Marino, ricostruita tra il 1826 ed il 1838 in stile neoclassico, si trova alla sommità del Centro Storico, sul Monte Titano. Il restauro delle sue capriate lignee è stato realizzato con una tecnica nuova, che ha consentito di mantenere aperta la Chiesa durante i lavori, basata sull’utilizzo di protesi lignee per sostituire le parti danneggiate.

 

A seguito di un’ispezione, mirata ad accertare lo stato di conservazione delle capriate in legno di abete, è emerso in tutta evidenza il grave stato di degrado delle testate in corrispondenza del loro ancoraggio nella muratura; infatti sono risultate pressoché completamente compromesse da distruttivi attacchi biologici. Un devastante attacco di carie bruna ha reso quasi inesistenti le parti terminali delle capriate con evidenti pregiudizi per la stabilità dell’intera struttura. Considerato il precario stato di conservazione della struttura, a causa del quale si potevano ipotizzare in almeno tre delle capriate rischi di crollo, come primo intervento si è provveduto all’inserimento di un sostegno provvisorio. Successivamente per la definizione dell’intervento di restauro conservativo, si è proceduto ad un preciso ed accurato rilievo dello stato di fatto unitamente allo studio delle strutture in legno. La morfologia del sito su cui sorge la Pieve (sulla sommità del monte Titano con un lato della costruzione esposto sul filo di uno strapiombo di circa 300 m), le conseguenti difficoltà per una tradizionale cantierizzazione e soprattutto la necessità di dover mantenere sempre aperto al pubblico l’edificio di culto, hanno imposto una soluzione progettuale di restauro che non richiede lo smontaggio della copertura e nel contempo garantisce le necessarie condizioni di sicurezza ed agibilità sia per l’esecuzione dei lavori che per la fruibilità del monumento. Considerate le priorità, è stata subito scartata l’ipotesi dell’impiego di betoncini o conglomerati di resine armati con VTR a favore di un sistema a “tenone e mortassa” che prevede l’uso esclusivo di protesi in legno e consente di operare, congiuntamente al sistema di sostegno provvisorio appositamente progettato, senza dover smontare la copertura. L’intervento di restauro ha portato al rifacimento per sostituzione delle estremità dei puntoni e delle catene ammalorate con apposite protesi di legno. La connessione legno-legno così ottenuta è solidarizzata, alla parte di struttura di legno non ammalorata, con un incollaggio epossidico e con uno spinottamento degli elementi dell’unione, dopo aver eliminato accuratamente tutte le parti degradate. Prodromico e determinante per la riuscita dell’intervento è stato il sistema di sostegno provvisorio, realizzato con saette di acciaio, vincolate alla catena di legno, e supportate alla base della muratura. E’ importante ricordare che tutte le operazioni sono state precedute da un’attenta e mirata ispezione, da parte del tecnologo del legno, sull’insieme delle strutture in modo da acquisire più qualificate indicazioni finalizzate ad ottimizzare l’intervento. Questa nuova tecnica di restauro è stata possibile proprio dall’adozione del particolare sistema di sostegno provvisorio su richiamato, adatto per sostenere la struttura lignea e, senza dover rimuovere la copertura. Nelle fasi di posa in opera è stato necessario garantire un minimo di spazi operativi funzionali al lavoro per mezzo dell’innalzamento di alcuni centimetri del manto di copertura, agendo con un martinetto idraulico sul puntone della capriata. Ciò ha consentito il non trascurabile vantaggio di operare esclusivamente dall’interno, evitando la rimozione della copertura, garantendo nel contempo un’adeguata sicurezza complessiva per la fruibilità dell’edificio.

La sezione (in alto) mette in luce la relazione tra copertura e volta interna della basilica ottocentesca. Qui a lato: la facciata. A destra dall’alto: protesi in legno di abete, preallestita prima della posa in opera. La protesi posta in opera. Sistema di sostegno provvisorio della capriata durante il restauro. Interno della Basilica con la volta neoclassica.

Pieve di San Marino
Indirizzo: P.le Domus Plebi
Committente: Repubblica di San Marino Dicastero
Territorio e Ambiente Progetto e calcolo strutture: Dr. Arch. Michele Ruffino (Torino)
Tecnologo del legno: Dr. Gabriele Bonamini (Cascina Terme, PI)
Direzione Amministrativa: Dr. Ing. R.Tura, Geom. P.M. Felici
Impresa appaltatrice: RIABITAT sas (Ellera, PG)
Direttore di cantiere: Geom. R. Cirimbilli

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