sulle colline sopra LavagnaRAFFINATA SEMPLICITA’ CONTADINA

Servizio di Luisa Carrara
Foto Athos Lecce

Una sensazione di rustica autenticità emana da ogni angolo di questa architettura spontanea sorta sulle pittoresche rovine di una torre medioevale.

Un intenso profumo di erbe aromatiche dà il benvenuto in questo luogo incantevole, dorato dalla luce del sole che si insinua tra gli intrecci irregolari del grande pergolato di viti creando piacevoli giochi d’ombre. La casa, che domina tutto il golfo del Tigullio, è circondata da un folto prato con alberi da frutta e ulivi secolari. E’ stata ricavata da una antica torre del ‘300, precedente proprietà di un mezzadro che l’aveva adibita a frantoio con stalla annessa. Solo recentemente è stata trasformata, dopo un intervento di salvaguardia architettonica, in una bella dimora di campagna dall’aspetto semplice volutamente spartano.

Cromaticamente tutti gli interni sono austeri, dominati dal bianco, dal legno e da pochi giochi decorativi bianchi e blu.

Il frutteto, come anche il lungo pergolato che segna il sentiero di accesso alla casa, sono tornati ad essere parte integrante dell’architettura spontanea sovrapposta a quella che in origine era una costruzione militare. Sono stati conservati i muri irregolari, le piccole finestre, le pareti interne a calce e i soffitti con le vecchie travi di castagno, mentre sono state aperte nicchie e porte e rifatti in ardesia a spacco tutti i pavimenti. E’ ora diventata una casa giovane in cui predomina il contrasto tra bianco e blu, in soggiorno come in cucina, con tocchi di verde che richiamano l’esuberante natura intravista dalle finestre. I mobili sono autenticamente contadini, non arbitrariamente mescolati con pezzi d’antiquariato come sovente avviene in queste riconversioni. La casa ha due piani; al piano terreno ora vi è un soggiorno su due livelli: sotto, dove c’era il frantoio, è stato creato un angolo di conversazione con due poltrone e un divano foderati di bianco attorno a un vecchio camino inserito al posto della mangiatoia; sopra, dove c’era il fienile, è disposta la zona pranzo con un vecchio tavolo in noce, una panca e alcune sedie in legno massiccio sbozzato a mano. Proseguendo, troviamo un disimpegno con una vecchia madia, un tavolino, un antico e curioso portacappelli; da qui parte la scala, che è ancora quella originaria della torre, che ora porta alla zona notte. La cucina è stata ricreata dove c’era una vecchia cappa ancora funzionante ricorrendo a una cucina economica in muratura ricoperta con piastrelline bianche e blu. Nella camera della ragazza è stato organizzato un soppalco a cui si accede con una scala a pioli (proprio come si usava una volta) che risulta economizzare lo spazio.

E’ una casa volutamente rustica con mobili spartani, che risulta accogliente proprio per la sua autenticità e il rigoroso rispetto dei materiali originali.

 

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