Vivere la storia in villa

Vista così appare come una villa di nobili origini: l’altezza è cospicua sulla campagna, l’accesso si presenta come un piccolo “atrium” da domus romana, il porticato ha un che di fastoso e la posizione sull’intorno è dominante, un corpo più basso prolunga l’edificio sul lato opposto allo “atrium” e si eleva in un camino che rivela la presenza di un forno.

Ma questa impressione, più che ingannevole, è espressiva di uno slittamento dei valori estetici avvenuto nel recente passato.

La casa sorge vicina alle rive del lago di Puccini e di fronte al mare. Il fabbricato colonico è stato oggetto di un restauro conservativo con materiali di recupero: mattoni vecchi, legno di castagno anticato, tegole d’epoca e pavimento in cotto originale. Ma più originale è la posizione.
Questa infatti era, sino a una decina di anni fa, una casa contadina; poi, acquistata da una famiglia svizzera, è stata ristrutturata: e la casa colonica è diventata villa.
Perché il campo, un tempo riservato a chi lo lavorava, ora è luogo privilegiato per chi riesce a evadere dalla città diffusa che dilata le sue periferie informi sino a chiudersi in un ambiente che a volte appare ostile. Di converso, questa villa è esemplare di un nuovo modo di intendere non solo l’abitare, ma l’essere.

Il volume si eleva su tre livelli fuori terra e consente una vista dominante sul panorama. Le propaggini della casa – porticato, volume d’ingresso, cucina, pergolato, la ricollegano al prato. La piscina, semiprefabbricata, è stata realizzata dalla Pool Versilia con impianto a sale marino.Le travi e l’intonaco, il colore proprio dei materiali e il loro confondersi e sommarsi: la muratura e la struttura delle coperture in legno. Il legno e l’intonaco si armonizzano sia per assimilazione nella patina bianca, sia per contrasto cromatico

Diogene, nel suo recondito ritiro, avrebbe apprezzato: l’essere umano nella campagna si pone di fronte agli elementi della natura e forse così scopre nuovamente la preziosità della propria persona.

Accostamenti diversificati: il sofa in legno a vista imbottito e il divano foderato, un quadro di astrattismo impressionista, un altro figurativo, e il tavolo da cucina sullo sfondo.L’abitazione, svincolata dalle ristrettezze degli spazi urbani, dalle necessità di confronto-
scontro con gli altri edifici attorno, manifesta con maggiore libertà quanto è depositato nell’animo dei proprietari: diventa più propriamente e intimamente il “vestito” maggiore di un’esistenza, che si pone a fronte della propria storia e non deve scontrarsi o competere con i vicini di casa, ma soltanto realizzare al meglio l’immagine che si ha di se stessi.
Così, in questa casa, come del resto avviene per molte cascine ristrutturate, si ritrova l’essenzialità della costruzione, conformata secondo le necessità funzionali e abitative dell’epoca in cui non era la produzione di energia a decidere della qualità di vita, ma la capacità di porsi nell’ambiente.
E i soffitti alti e gli impalcati lignei restano freschi d’estate.E i possenti muri perimetrali offrono una coibentazione naturale per tutte le stagioni, ma esprimono anche, simbolicamente, il senso protettivo dell’edificio verso chi vi abita.
Le travi lignee presentano una trama regolare che scandisce l’ambiente e fa della  necessità strutturale un motivo di pregio estetico, anche grazie alla forza espressiva intrinseca del materiale, con le sue nodosità e fibrosità.Gli archi a sesto ribassato evidenziano la spaziosità delle stanze, l’accoglienza dei passaggi; le pavimentazioni in quadroni di cotto scurito dal tempo hanno superfici irregolari, sia perché la loro fattura lontana nel tempo è artigianale, sia perché sono consunte dall’uso; ma allo stesso tempo si mostrano imperturbate e chi vi cammina sa che resteranno per decenni ancora. In questo modo qui si raggiunge la percezione di abitare il tempo inteso come storia, non come attimo fuggente. E la casa ha una vita che parla di continuità e contemplazione, non di velocità e consumo.

Il tappeto diventa parte dell’architettura: è complemento del pavimento quanto prodromo del lettoNella continuità del fluire spaziale, recuperata secondo gli ultimi dettami dell’organizzazione degli ambienti interni, la struttura portante della casa determina scansioni e individua luoghi
ben demarcati. Così la cucina resta ben collocata in uno spazio proprio, seppure questo sia in continuità col salotto. È notevole quanto influiscano sulle scansioni interne le travi conformate a sesto ribassato, a “schifo” come si diceva un tempo, con riferimento alla “skiff”, cioè la nave, che ha la chiglia così disegnata. Si tratta di un profilo che ha tutto l’andamento dell’abbraccio: e significa protezione e accoglienza.Il bagno è stato mantenuto nelle caratteristiche fondamentali originali: al di là degli elementi nuovi apportati, che rispondono alle necessità dell’agio contemporaneo, si è mantenuto l’ambiente con la sua forma originaria, che rifugge dalle luminosità e trasparenze che caratterizzano il design dei bagni contemporanei. Qui vige piuttosto l’oscurità, che è espressione del desiderio di intimità, accentuato dalla collocazione del lavabo in una nicchia. Mentre un tocco contemporaneo è dato dalla presenza della scala che conduce a una porticina di servizio ma che è stata esaltata nelle dimensioni, così da usufruirne in funzione di serie di ripiani. La finestrella, minima, non illumina a sufficienza l’ambiente: le luci spot diventano momento essenziale per la sua estetica. I bagni sono tutti realizzati su misura, con rubinetteria di Ponzi, serie Versilia; i sanitari sono di Montebianco. In tutta la casa gli infissi sono della Ditta Prandini.La casa che sognavi

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