S.Teresa di Lisieux a BergamoLa forza della semplicità

Realizzata come luogo di culto provvisorio, interrata e segnalata esternamente solo da un campanile entro un parcheggio, questa chiesa progettata da Vito Sonzogni si rivela densa di significato, di grazia e di misura, completata da opere artistiche e da sapienti tagli di luce.

Può una chiesa essere confusa con un’autorimessa interrata o un magazzino, ma esprimere al suo interno un forte sentimento sacro ?
Il collegamento a quel passo di P.Turoldo tratto da “Il mio sogno” che dice “….queste nostre chiese che sono spesso dei garage, dove tu a volte ti senti così solo come in nessuno spazio” è un richiamo che può giungere spontaneo a chi per la prima volta si avvicina alla chiesa di S.Teresa di Lisieux di Bergamo, un edificio ipogeo, provvisorio, ricavato nel cortile – parcheggio di una lottizzazione residenziale.
Tuttavia, malgrado l’apparenza questa chiesa, riconoscibile a un primo approccio solo dalla presenza di un gruppo di campane posto su una costruzione di circa 5 metri di altezza e che si erge tra le autovetture parcheggiate, l’interno rivela agli occhi del fedele uno spazio ben articolato, raccolto, con una luce ben dosata che predispone alla preghiera e alla contemplazione. La comunità parrocchiale di S. Teresa di Lisieux nel quartiere detto della “Conca fiorita” venne fondata dal vescovo Clemente Gaddi nel 1972. La chiesa, nata su progetto dell’arch.Vito Sonzogni con carattere di provvisorietà, in attesa di una costruzione definitiva che però non fu mai attuata, per la disposizione ipogea e per l’atmosfera che la permea, si identifica meglio in una cripta che, come dice mons. Luigi Pagnoni nelle sue “Chiese parrocchiali bergamasche”, “…risponde tuttavia in modo egregio alle esigenze del culto e degli incontri pastorali”. Dall’esterno l’accesso avviene tramite uno scivolo pavi mentato a porfido che si distingue dall’asfaltatura del par-cheggio del cortile; non esiste un vero e proprio sagrato, ma l’accenno ad uno spazio di rispetto che si conclude con il termine del dislivello dello scivolo. Un’ampia porta, realizzata con cancello vetrato in ferro battuto segnala l’edificio di culto, al cui piano si accede a mezzo di una lunga scalinata che porta ad un atrio di raccolta laterale all’aula. Lo spazio interno è semplice, quasi spoglio, con una presenza iconografica ridotta all’essenziale; le pareti sono intonacate, i pavimenti in cotto e il soffitto, leggermente curvo con disposizione “a vela”, è in cemento armato realizzato con tavole di casseri a vista.
L’aula è rettilinea a navata e termina con un presbiterio articolato da un fondale curvilineo che interpreta giochi di forme absidali che evidenziano i poli liturgici.
Il pavimento del presbiterio è in cotto con gradini realizzati con mattoni a vista, mentre le pareti sono intonacate come l’aula. Altare, ambone, sede e custodia eucaristica sono realizzati in cemento armato a vista su disegno dello stesso progettista della chiesa, il quale concepisce e disegna anche il fonte battesimale, collocato all’ingresso dell’aula, sull’asse dell’altare.
La luce naturale è diffusa. La presenza di finestrature orizzontali e verticali contenute in larghezza e affacciate per lo più su intercapedini mantiene un effetto di penombra. La luce naturale è diffusa. La presenza di finestrature orizzontali e verticali contenute in larghezza e affacciate per lo più su intercapedini mantiene un effetto di penombra.
Lo stesso effetto è mantenuto anche nell’aula dai faretti direzionali, che costituiscono il principale apporto di illuminazione artificiale, e che, rivolti verso le pareti e il soffitto del presbiterio, danno un maggior apporto di illuminazione nel luogo di celebrazione del rito eucaristico. Di grande effetto mistico in questo spazio suggestivo sono le opere scultoree di Franco Daverio: la Madonna con Bambino lignea e il drammatico Crocifisso in bronzo, copia dell’originale che fu donato a Papa Giovanni Paolo II.

SCHEDA DESCRIZIONE EDIFICIO

CHIESA: Santa Teresa di Lisieux (Bergamo)
PROGETTISTA: arch.Vito Sonzogni
ARTISTI: Franco Daverio, Claudio Nani,
ANNO: 1972
CONTESTO: Quartiere periferico di 2200 abitanti ad nord-est di Bergamo. Presenza di edifici multipiano attorno e di ampio parcheggio
SAGRATO: non definito, lo scivolo di accesso è area di rispetto.
CAMPANILE: il gruppo campanario si erge per circa m 5 dal suolo
AULA LITURGICA: a navata, superficie mq 173, orientamento banchi monodirezionale
LUCE NATURALE: vetrate superiori strette e lunghe, vetrate laterali verticali sull’intercapedine effetto generale di penombra
LUCE ARTIFICIALE: faretti distribuiti sulle pareti e sul soffitto, mantengono penombra nell’aula e maggior illuminazione sul presbiterio
PRESBITERIO: elevato su due gradini; altare in cemento armato a vista elevato su una predella; ambone a sinistra dell’altare, in cemento a vista, elevato su un rialzo di mattoni facciavista; sede in cemento a vista con cuscini; custodia eucaristica in cemento, in uno spazio laterale a destra elevata di un gradino dall’aula.
CORO: manca un luogo definito
ORGANO: mobile, elettrico, elevato di un gradino rispetto al piano dell’aula, a lato dell’ambone
FONTE BATTESIMALE: centrale, in asse con l’altare dietro i banchi dell’aula, è in cemento a vista rivestito di lastre di rame sbalzato
PENITENZA: due penitenzierie al centro dell lato destro dell’aula
ICONOGRAFIA: Grande crocifisso sul lato sinistro altare; Madonna con Bambino su mensola alla parete sinistra del presbiterio; Via Crucis formata da sette croci scultoree per lato; paliotto d’altare

 

 

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)