SPERIMENTARE OGGETTI COMUNICATIVI

La sperimentazione progettuale era merce comune a metà degli anni ’60, un periodo nel quale nascevano grandi teorie critiche che migravano talvolta in nuove forme fisiche.

L’Architettura Radicale suggerì la complessità come categoria centrale di cambiamento e indicò come elemento positivo la molteplicità di lingue e comportamenti.

Il Superstudio di Firenze elaborò i concetti di Design d’Invenzione e Design d’Evasione, esplorando l’introduzione di corpi estranei nel sistema, oggetti multisensoriali con valenze metaforiche, per attrarre l’attenzione, creare interesse, ispirare azioni e comportamenti.
Superstudio, in opposizione ai concetti – mito degli anni ‘60 – flessibilità, modularità e serialità – propose oggetti e spazi unitari, solidi, immobili ed aggressivi nella loro forza di comunicazione fisica, come Onos, (foto 4), del 1967, o Bazaar, (foto 3), del ‘68. Bazaar è formato da elementi componibili di forma anatomica; la struttura in poliestere, rinforzata in fibra di vetro, ha un’imbottitura in poliuretano espanso rivestita in pelliccia acrilica. Alessandro Becchi nel 1970 progettò con lo staff Giovannetti Anfibio, (foto 1 e 2), un poetico divano letto che fu presentato nello stesso anno all’Eurodomus di Torino, una delle fiere più innovative dell’epoca. Bazaar e Anfibio presero parte nel 1972 alla mitica mostra di Emilio Ambasz: “Italy. The new domestic landscape”, al Museo d’Arte Moderna di New York. Il MoMa acquistò un pezzo di Anfibio per la sua mostra permanente e il divano letto venne selezionato e premiato con il Compasso d’Oro.

Anfibio è nei musei d’arte contemporanea di tutto il mondo.
Sandro Santantonio ha creato di recente Love, (foto 5), una seduta girevole a forma di cuore. La poltrona, dalla struttura in lana di vetro rinforzata con profili d’acciaio, ha la base in acciaio inox e l’imbottitura in poliuretano indeformabile ad alta densità. Dune, (foto 6), progetto del 2005 di Sandro Santantonio e Rocco Bruno, si compone di elementi modulabili che si adattano alle esigenze dello spazio.

La foto 7 mostra la chaise longue Starlounge,
dello Studio Space Time, 2007, dalla struttura in legno, imbottitura in poliuretano espanso a densità differenziate, bottoni in acciaio cromato e piedi in pressofusione. Atelier Associati disegna i tavoli Saarinen, in fusione d’alluminio levigata e verniciata e piano in MDF.

Le poltroncine Flower, di Santantonio, 2004, hanno uno scheletro e una base in acciaio inox e un’imbottitura in poliuretano indeformabile. Giancarlo Zema progetta nel 2006 la linea Ring, (foto 8), omaggio allo scultore britannico Henry Moore. I tavoli, le sedie e gli sgabelli sono regolabili in altezza con pistone a gas. I grandi fori sono utilizzabili per riporre borse, riviste e altri oggetti. (Produzione Giovannetti).

Dott. Arch. Giacomo Cornelio

 

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