Speciale Scale


Può sembrare un’esagerazione, ma chi ha inventato la scala è un benefattore dell’uomo: ha semplificato la salita e la discesa, ne ha ridotto molto la fatica, ha aumentato la sicurezza, ha dato la possibilità di creare nuovi spazi e nuove architetture

It may seem an exaggeration, but whoever invented the staircase is a benefactor of man: it has simplified movement, has greatly reduced fatigue, increased security, and has the ability to create new spaces and architectures

Testi di Roberto Summer, architetto

Non sappiamo quale sia il nome di quel benefattore, la sua storia si perde nelle nebbie dei secoli, o meglio dei millenni, ma certo si sa che prima di lui passare da un livello all’altro di un edificio era molto faticoso: l’idea immediatamente intuitiva per colmare i dislivelli, il piano inclinato, infatti, costringeva il piede a una posizione innaturale (inclinata
dello stesso angolo del piano rispetto all’orizzonte e con un angolo ancora più accentuato con la gamba) che affaticava molto i muscoli della gamba e i tendini, sia di questa che della caviglia, e poteva far scivolare; inoltre, ne risentivano anche i muscoli della coscia e quelli della schiena, dato che tutto il corpo assumeva fatalmente una posizione non verticale.
L’invenzione della scala, spezzando quell’ideale piano inclinato in tanti segmenti orizzontali (i gradini, detti anche pedate) e verticali (le alzate), permetteva l’appoggio sempre orizzontale del piede, quindi minor fatica e maggior sicurezza, e nel contempo spezzava il movimento, che prima era continuo, in una serie di innalzamenti e appoggi, con un ritmo più consono alla fisiologia muscolare.

We do not know the name of that benefactor, whose past is lost in the mists of time; all we know is that before staircases, moving from one level of a building to another was very difficult: the immediately intuitive idea for joining different levels, the sloping plane, forced the foot into an unnatural position (at the same angle as the plane, and with an even more pronounced angle with the leg) which tired the muscles and tendons of both of leg and ankle, and you could slip; it was also bad for the thigh and back muscles because the body inevitably assumed a non upright position.

La scala modulare in acciaio inox lucido/satinato può avere i gradini in legno, come in questo caso, vetro, marmo o pietra, e la ringhiera a tondini inox o a pannelli di vetro temperato e stratificato. (Marretti)

La scala modello 500 ha la struttura in ferro laccato bianco tagliato a ginocchio, gradini in rovere sbiancato e ringhiera con 6 tondini paralleli in inox completa di corrimano nello stesso materiale. (Interbau)

Già Rembrandt nel suo “Studioso in meditazione” del 1631 dimostrava di avere apprezzato la scala elicoidale, scala che a tutt’oggi si è evoluta fino a diventare una fusione tra eleganza, stile e praticità.
Questa scala non è più “solo una scala” ma un oggetto statuario, costruita nel rispetto di tutte le norme che regolano la
produzione dei manufatti prefabbricati in cemento armato. (Rizzi)

The polished/satin modular stainless steel staircase can have wooden, as in this case, glass, marble or stone steps, and steel railing posts or panels of tempered and laminated glass. (Marretti)

The model 500 staircase has a white-lacquer iron structure, white oak treads and a railing with 6 parallel stainless
steel rods complete with handrails in the same material. (Interbau).

Even Rembrandt’s ‘Philosopher in Meditation’ of 1631 illustrated his appreciation of the spiral staircase, which today has evolved into a fusion of elegance, style and practicality. This staircase is no longer "just a staircase" but a statuary object, built in compliance with all rules governing the manufacture of precast concrete features. (Rizzi)

LA NORMATIVA

La legge, in particolare la n. 13 del 9 gennaio 1989 col D.M. 14 giugno 1989 n. 236 (regolamento di attuazione della precedente) e le leggi regionali si
occupano soprattutto di scale a uso pubblico, ma comunque dicono qualcosa anche di quelle private: “Le rampe di scale che non costituiscono parte comune o non di uso pubblico devono avere una larghezza minima di 0,80 m. In tal caso devono comunque essere rispettati il rapporto tra alzata e pedata (2 alzate + 1 pedata = 62 – 64 cm), con pedata minima di 25 cm, e l’altezza minima del parapetto (comunemente 110 cm)“.

Sia le scale a giorno che a chiocciola (a pianta circolare o quadra) possono essere realizzate in acciaio inox, legno, alluminio, vetro acrilico, marmo, granito, ferro trattato alla paraffina per la sua inalterabilità. (Interbau)

In questo ampio soggiorno con soppalco, la scala che li collega ha forma a U, struttura in trave di ferro autoportante, gradini e corrimano in massello.

Both open and spiral staircases (circular or square in plan) may be made of stainless steel, wood, aluminium, glass,
acrylic, marble, granite, iron and treated with paraffin for its durability. (Interbau).

In this large living room with a loft, the connecting staircase has a U-shaped structure in selfsupporting steel beams,
with steps and handrails in wood.

Ma ovviamente non si deve solo badare all’aspetto fatica-sicurezza, pur fondamentale: la scala, fin dai tempi più antichi,è diventata uno strumento formidabile dell’architetto, con cui
articolare gli spazi e i volumi, con cui realizzare eleganti conformazioni che plasmano gli ambienti e li valorizzano.

The invention of stairs, breaking the slope into horizontal (steps, also called treads) and vertical (the riser) segments, meant the foot could always be supported horizontally, resulting in less fatigue and greater safety.

LA GIUSTA TIPOLOGIA

In base allo spazio che abbiamo a disposizione e all’effetto estetico che vogliamo ottenere, sceglieremo la tipologia della scala: rettilinea se l’ambiente si sviluppa in lunghezza; a L o a U, con angoli retti o arrotondati, se vogliamo destinare alla scala una sua zona, chiusa o aperta a seconda
se vogliamo separazione o interazione; a chiocciola se lo spazio è minimo
e vogliamo creare un elemento di forte impatto simbolico; addossata
a una parete per minimizzarla; al centro dell’ambiente per farla protagonista assoluta.

LA DIMENSIONE DEI PIANEROTTOLI

La larghezza deve essere almeno uguale a quella delle rampe che vi si affacciano e sarà senza dubbio maggiore se vi si aprono delle porte, dato che è necessario lasciare davanti a esse uno spazio di sosta e di accesso; per quanto riguarda la profondità, bisogna tener conto che chi sale (o scende) deve mantenere lo stesso ritmo di passo anche in piano, per cui è bene che il pianerottolo sia profondo almeno quanto una pedata della scala più un numero intero di passi: minimo uno se non ci sono porte, due o più in caso contrario.

LA SAGOMA D’INGOMBRO

Per calcolare la larghezza di una scala, bisogna
considerare il passaggio delle persone e prendere
in esame la loro sagoma d’ingombro, 60
cm frontali e 35 di fianco: se la scala è a uso privato,
basterà il minimo di 80 cm o, per una persona
di fronte e una di fianco, 95-100 cm; se
invece è condominiale, pertanto, il minimo sarà
per due persone affiancate, 120-125 cm.

La scelta dei materiali della scala è sì eminentemente tecnica (devono essere in grado di accogliere il piede senza farlo scivolare, devono resistere al calpestio e all’usura, devono durare nel tempo) ma anche peculiarmente estetica: il legno
conferisce calore e intimità, il marmo produce lucentezza e distacco, l’acciaio apporta brillantezza e forza, il cemento dà scabra solidità.

It also broke the movement, which beforehand had been continuous, into a series of elevations and supports,
with a rhythm more suited to muscular physiology.
But of course one must not only consider the fatigue/safety aspect, albeit fundamental: the staircase, since ancient times, has been used as a formidable tool for architects to articulate spaces and volumes, producing elegant conformations that shape environments and enhance them.
The choice of materials for the staircase is mainly technical (they must be able to accommodate the

Questa leggera ed elegante scala elicoidale che collega più piani ha una struttura autoportante in acciaio inox con tiranti che la collegano alle solette dell’edificio e ringhiera nello stesso materiale, esili ma robusti i tondini orizzontali. (Edilco)

L’uso della ghisa (fusione di ferro e carbone) nella seconda metà dell’Ottocento ha portato a lle scale una grazia assoluta, permettendo l’uso di raffinati decori sulle colonnine delle balaustre ma anche sui gradini, traforati come pizzi.

This lightweight and elegant spiral staircase that connects several floors has a self-supporting steel structure with steel rods that connect it to the building slab, and railing in the same material

LA BELLEZZA DEL CRISTALLO

Da qualche tempo la scala ha acquisito un nuovo materiale: il cristallo. A prima vista, sembrerebbe il meno adatto, visto che lo si pensa fragile e soggetto a rotture in determinate condizioni di carico: e invece, purché se ne dimensioni convenientemente lo spessore in base ai carichi previsti (il minimo è di 400 chili per metro quadro), resiste al normale calpestio senza subire alcuna usura (bisogna fare attenzione ai prodotti acidi, che ne intaccano la superficie e la opacizzano); in compenso, la sua bellezza e la sua trasparenza offrono grandi vantaggi, in termini di brillantezza e di leggerezza visiva, con un risultato di grande fascino.

ALTEZZA LIMITE DELLA RAMPA

È un elemento da considerare per primo nel calcolo delle dimensioni: infatti, un’altezza insufficiente renderebbe molto difficoltoso, se non impossibile, e pericoloso il percorso.
Considerando l’altezza statistica dell’uomo a 180 cm, è necessario che tra il filo di ogni gradino
e il soffitto ci siano almeno 210 cm, dato che si compie un movimento e occorre un minimo di agio. Se la scala è percorsa con frequenza da più persone sarà meglio un minimo di 240 cm.

Anche lo sviluppo della scala deve essere progettato per favorire un armonico percorso: quindi, la pendenza deve essere costante per tutta la rampa, senza cambiamenti che altererebbero il ritmo; per ogni rampa di scale i gradini devono avere la stessa alzata e pedata; le varie rampe dovrebbero contenere lo stesso numero di gradini; questi non dovrebbero superare il numero di 15 senza un pianerottolo.

Questa bella scala è autoportante, di lamellare in essenza rovere; ha corrimano in legno e ringhiera in ferro annodato;
la finitura è a olio. Un vasto ripostiglio è integrato nella struttura al piano inferiore. (Giorgio Gilli)

La scala elicoidale con fascioni strutturali autoportanti può assumere aspetti diversi a seconda delle finiture dei gradini, ma rimane una scultura nello spazio. (Edilco)

This beautiful staircase is self-supporting, of laminated oak, with wooden handrail and knot-iron railing; the finish is oil. A large closet is integrated into the structure on the lower floor. (George Gill).

The spiral staircase with self-supporting structural fascias can assume different appearances depending on the details of the steps, but it remains a spatial sculpture. (Edilco).

IL CORRIMANO

Fornisce l’appiglio di sicurezza per chi percorre la scala ed è quindi della massima importanza; il corrimano va posto al limite superiore del parapetto e, per le scale condominiali, deve essere installato su entrambi i lati; in caso di utenza prevalente di bambini si deve prevedere un secondo corrimano ad altezza proporzionata (circa 50-60 cm); in corrispondenza delle interruzioni di piano, il corrimano deve essere prolungato di 30 cm oltre il primo e l’ultimo gradino; su parapetto o parete piena la barra del corrimano deve essere distante da essi almeno 4 cm, ma meglio 8-10; per
consentire una facile presa da parte della mano, la barra deve avere un diametro fra 6 e 12 cm (ideale 7-8) e una forma senza spigoli.

IL PARAPETTO: DIMENSIONI E NORME

Le nuove norme edilizie, contenute nei Regolamenti di tutti i Comuni (con qualche piccola differenza tra uno e l’altro), prevedono che il parapetto sia alto almeno 110 cm (non 90 come sul disegno: così era un tempo), per evitare che si possa inavvertitamente oltrepassare, e sia dotato di colonnine
verticali (non orizzontali) disposte in modo che una sfera di 10 cm di diametro non le possa attraversare: è una garanzia per i bambini piccoli, che hanno la “dote” di infilarsi nei recessi più pericolosi.

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