Sotto il cielo di Manhattan

Progetto: Diamond and Schmitt Architects
Foto: Steven Evans
Testo: Daniela Canoro

Dalle splendide vetrate di questo grattacielo si può assaporare una vista mozzafiato che si perde all’orizzonte, una posizione privilegiata e davvero panoramica. Situato al sesto piano, il Jewish Community Center, è stato realizzato da Diamond and Schmitt Architects. L’idea di questo progetto è nata nel 1995, il piano è stato progettato successivamente tra il 1998 e 1999, e i lavori, iniziati nel 2000, si sono poi conclusi nel 2002. Nell’idea principale del progetto ritroviamo le tre parole chiave: sport, aggregazione, salute. Infatti, il programma è complesso e comprende tre settori principali: una zona dedicata ad un progetto culturale ed educativo con attrezzature e impianti, 20 aule, un auditorium, un asilo per 150 bambini, uno spazio religioso, una libreria e una sala per i meeting.

Un centro fitness che comprende due piscine, sale per i corsi di aerobica e sale pesi. Infine un’area dedicata agli uffici amministrativi e in alto una splendida terrazza. Le piscine si trovano al sesto piano: una più piccola si caratterizza per una parte mobile che serve per variare la profondità da 0 a 1.4 metri e viene utilizzata per la terapia in acqua agli anziani e per allenare i più piccoli. Una più grande lunga 25m e larga 12. La vasca della piscina è fabbricata interamente con lastre in acciaio inossidabile di 5mm, saldate insieme per formare i pavimenti e i muri. Queste travi arrivano fino agli spogliatoi situati al quarto piano. La vasca poggia su una struttura di travi profonde 200mm che poggiano su una serie di sostegni lunghi 20m e profonde due piani. Al di sopra del piano della piscina si trovano gli altri due piani del centro. Questi piani sono sostenuti da travi in lamiera profonde 1.5m, permettendo così al piano della piscina di rimanere libero dalle colonne. I sistemi separati di ventilazione e di deumidificazione, isolano la vasca dal resto dell’edificio, mentre i sistemi di filtrazione e le tubature della vasca sono posizionate nello spazio interstiziale tra la piscina e i piani sottostanti.Non è, infatti, un caso se nel 2000, questa splendida costruzione ha ricevuto il premio come migliore progetto di architettura nel Canada. Un progetto sofisticato che è riuscito a unire in modo coerente i diversi settori, mettendo d’accordo la complessità tecnica dei sistemi meccanici ed elettrici. Come diceva lo scrittore russo Victor Shklovsky, "l’acqua è l’occhio della terra…": si può così immaginare questa struttura come una
grande sfera di cristallo che ‘osserva’ con circospezione lo spazio sottostante e nello stesso tempo ‘domina’ le strade della 334 Amsterdam Ave di New York.

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