La forma del benessere

Le terme di Bad Ragaz, centro di cura e wellness svizzero vicino al Liechtenstein, sono conosciute fin dal Medioevo e rappresentano oggi la sorgente acrotermale più ricca d’acqua d’Europa. L’acqua sgorga a una temperatura di 36,5°C dalla selvaggia roccia della gola del Tamina.
La sorgente calda di Bad Pfäfers nelle gole della Tamina, a sud di Bad Ragaz, secondo quanto attestato, veniva utilizzata già nel 1242 per i suoi effetti curativi. Le gole costituiscono una meraviglia naturale e, collocata proprio nel mezzo, sorge la più antica struttura termale barocca della Svizzera: l’Alte Bad Pfäfers.
Il 1868 fu un anno decisivo: l’architetto glaronese Bernhard Simon acquistò dal cantone i terreni dell’antica tenuta abbaziale di Pfäfers e vi fondò lo stabilimento termale Ragaz-Pfäfers, costruendo inoltre nuove infrastrutture, tra cui il Grand Hôtel Quellenhof.All’inizio degli anni ’90 sono stati attuati importanti interventi di ampliamento delle infrastrutture termali, sportive e ricreative e dell’industria alberghiera e para-alberghiera, che richiamano ospiti soprattutto dall’Europa occidentale e dagli Stati Uniti.
Il progetto per i bagni termali Tamina è il risultato di un concorso in due fasi a partire dal 2003.
L’obiettivo della prima fase del processo è stato quello di coordinare i grandi interventi architettonici in sospeso in termini di pianificazione urbanistica.
La progettazione del Centro Termale è stata vinta dallo studio di architettura Smolenicky & Partners: il concetto visivo alla base di questi bagni, fortemente proiettati verso l’alto, è quello degli alberi della foresta: la dimensione dell’immenso, capace di provocare sensazioni che i romantici chiamavano “sublimi”, si fonde in questo progetto con il fascino del bianco assoluto e della luce utilizzata in modo scenografico.
La simmetria degli “alberi” di questi bagni però ricorda anche in qualche modo proprio le terme e i templi degli antichi, dove le colonne erano tutte perfettamente equidistanti e la proporzione regnava sovrana.Materialmente il progetto possiede lo stesso aspetto sia internamente che esternamente.
Le stecche di legno bianco come la neve sono riportate internamente come rivestimento della parete.
In questo senso non c’è l’architettura reale degli interni e degli esterni all’edificio, ma solo una intera architettura dell’ edificio.
Invece di essere indipendente, la forma del volume dell’edificio emerge dal territorio racchiudendogli spazi esterni.
Nella zona dei bagni a cielo aperto, per esempio, il volume dell’edificio si apre al prato e alle pendici boscose del crinale. La vista si estende oltre gli edifici esistenti, schermata da gruppi di alberi piantati di recente.

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