SANDRO PRETE

 
Tratto da:
Il ferro battuto N°14
Un labirinto di ferro e fuoco

Nella maggior parte delle officine fabbrili della zona di Treviso e dintorni, nei retrobottega o in bella mostra, vi è custodita gelosamente una fotografia dello scultore del ferro Toni Benetton che lo ritrae mentre lavora o in posa fraterna con gli stessi fabbri. Questo rito suggella la grande personalità dell’artista che ha influenzato l’ambiente del ferro battuto nel Veneto e non solo. Un’icona simile la troviamo, naturalmente, anche nell’officina di Sandro Prete, dove la particolarità è che tutti i componenti della famiglia forgiano, con partecipe entusiasmo, sotto la guida del capo-fabbro e contribuiscono a creare manufatti su ordinazione o progettati dal figlio Davide, in armonia con uno stile concreto e moderno. È un laboratorio concepito come un labirinto, al centro del quale arde sempre una forgia, pieno di arnesi che appartengono al passato ma perfettamente efficienti nella loro funzione, e dove la famiglia si destreggia con gesti abili e ripetuti tra fucinature e passaggi al bilancere, tra punzonature a due e colpi di maglio.

 

 

 

 

 

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