San Lorenzo

Tratto da:
Chiesa Oggi 47
Architettura e Comunicazione

Lo splendore notturno delle Basiliche Milanesi

San Lorenzo


SAN LORENZO

La basilica sorgeva fuori dalla cerchia urbana, lungo la via per Ticinum (nome romano di Pavia, sulla direttrice più breve in direzione sud, verso Roma), lambita dalle acque della Vetra. Privo di fonti letterarie o epigrafiche che ne consentano una precisa identificazione nel quadro dell’edilizia ecclesiastica paleocristiana milanese, il monumento pone una serie di problemi interpretativi in ordine alla datazione, alla committenza, alla destinazione primaria e alle fasi costruttive, problemi cui si è ovviato in diversi modi, dando interpretazioni valide che coprono ben tre secoli (IV, V, VI). Gli estesi rifacimenti a cui fu sottoposto nel corso dei secoli non ne hanno alterato l’impianto originario. Il corpo centrale è un tetraconco di grande ampiezza al quale, sull’asse delle esedre nord, est e sud sono collegati sacelli di perimetro ottagonale. Nella quarta esedra si inserisce l’attuale facciata ottocentesca. Il corpo centrale estremamente complesso si è quasi interamente mantenuto nella sua struttura originaria composta da quattro torri quadrate, disposte ai vertici di un quadrilatero. Le quattro torri sono collegate a settori di corona circolare: i lati di questi ultimi corrispondono esternamente al muro perimetrale, internamente a colonnati a due piani. Il vano al centro, circondato da un ambulacro definito dai colonnati ad esedra terminanti in pilastri collegati alle torri, era coperto da una cupola, contraffortata dalle torri d’angolo e sostituita, a seguito del rifacimento che seguì al crollo del 1573, da quella attuale, impostasi su un alto tiburio ottagonale. Per l’illuminazione del complesso sono stati usati 196 proiettori collocati strategicamente attorno all’edificio e sugli elementi architettonici dello stesso, in modo tale da evidenziarne la massa centrale, la cupola, le torri angolari, il portico cinquecentesco. Elementi caratterizzanti sono la complessità della volumetria e la diversità dei materiali: laterizio lombardo delle torri e parte intonacata su tiburio. Questo porta a creare una differenza colorimetrica oltre che di luminanza tra i volumi. È, tra le 14 chiese, quella con la maggiore potenza di illuminazione installata: quasi 20 Kw, con molte piccolissime sorgenti che avvolgono tutto il monumento.

 

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