Romanica e razionale


ARCHITETTURA – CONCATTEDRALE DEL SACRO CUORE A HOUSTON INTEXAS (USA)

Una chiesa “come una volta”, realizzata con ampia compartecipazione di artisti da diverse parti del mondo e con un disegno ben sperimentato nella storia, cui i progettisti Ziegler-Cooper aggiungono solo pochi tocchi di contemporaneità.

Una chiesa “che sembri una chiesa”: la richiesta che sa un poco di allarme e di spaesamento viene da molto uomini di Chiesa quando si trovano investiti del ruolo di committenti di un nuovo edificio di culto. Tale richiesta contiene implicito il rimando a forme architettoniche note e sedimentate nell’animo: dal IV secolo fino all’irrompere del Gotico, il disegno architettonico della chiesa è rimasto ancorato a linee e volumi ben precisi.
Questi in fondo sono tutti ripresi dal tipico edificio pubblico dell’antichità romana: la basilica. Ma l’origine laica di questo manufatto è ormai dimenticata, dopo secoli e secoli di utilizzo prevalentemente ecclesiastico. Così la basilica, completata dal transetto che in pianta forma una croce, si radica nella storia come una forma densa di significato, degna a priori di ospitare il popolo orante, suo volto caratteristico nel contesto urbano.
E anche ai nostri giorni, pur dopo l’impatto sorprendente e spesso sconvolgente della modernità, la “forma basilica” permane come paradigma di luogo sacro: così lo studio di architettura ZieglerCooper ricorre proprio a una riedizione del romanico, quando alla fine degli anni ‘90 è incaricato dall’Arcivescovo di Galveston-Houston, S. E. Mons. Joseph A.
Fiorenza, poi sostituito da S. Em. Card. Daniel N. Di- Nardo, di ripercorrere i passi di un “catechismo di pietra” per preparare una basilica grande a sufficienza da ospitare tutti i fedeli che accorrono dal vasto territorio di questa diocesi, che è la decima per dimensioni negli Stati Uniti. Una felice coincidenza fa sì che tale edificio sia compiuto più o meno in contemporanea con la nuova cattedrale di Oakland in California: quest’ultima (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione 86/2009), è stata invece progettata secondo un approccio decisamente consono all’architettura contemporanea.

In alto, la collocazione del crocifisso sopra l’altare.
L’imponente statua lignea è alta circa 6 metri.
In basso: la navata verso l’altare e dall’altare.
Pagina a lato: facciata e cupola. Nelle pagine precedenti: vista notturna; davanti alla nuova, sta l’antica basilica.

La circostanza offre quindi l’opportunità di aprire un confronto tra i due differenti approcci: il nuovo e l’antico.
Quello che (esemplato dalla concattedrale di Houston) ripercorre le linee radicate nella storia e quello che (esemplato dalla cattedrale di Oakland) si sintonizza sul sentire attuale.
Il confronto è tanto più possibile e produttivo, poiché, oltre alla contemporaneità cronologica, le due realizzazioni si trovano in un contesto socio culturale relativamente omologabile: sorgono in due Stati americani (la prima in Texas, la seconda in California) che fortemente risentono sia dell’impulso all’innovazione tecnologica, sia della pressione di una cospicua immigrazione recente dai paesi ispanici. Sia a Houston, sia a Oakland, la nuova cattedrale sorge in pieno centro urbano e si confronta con vicine torri di recente edificazione, con le quali non v’è possibilità di ”competizione” in
termini di dimensioni.
A Houston risulta evidente un aspetto che a Oakland è invece assente: la nuova concattedrale sorge prossima a quella già esistente, edificata nel 1897 con caratteristiche neo-gotiche.

UNA TRADIZIONE IN MOVIMENTO

Lo Studio MELLINI, fondato a Firenze nel 1958, progetta e realizza mosaici e vetrate d’arte. Fondendo da decenni attenzione per i dettagli, scelta di materiali pregiati, flessibilità delle lavorazioni nel soddisfare ogni stile, capacità
tecniche, generazioni di artigiani tramandano una tradizione di passione nel creare, unendo gusto per il bello a espressione del contenuto, realizzando opere artistiche di valore unico chiamate a completare luoghi per il sacro tanto importanti in Italia e nel mondo, come ad esempio per la Concattedrale di Houston in Texas.
Opere artistiche realizzate da valenti artisti e artigiani, utilizzando materiali di prima qualità: vetrate artistiche originali, create a mano con pittura a pennello, mosaici artistici realizzati nell’antico stile veneziano con l’uso di tessere di materiale vitreo colorato in pasta o di marmi di diversi colori e resistenza illimitata nel tempo. Senza impegno, MELLINI è a disposizione per ricevere richieste, fare visite nei luoghi di collocazione, proporre soluzioni, elaborare progetti personalizzati e corredati di descrizioni tecniche e preventivi dettagliati.

(Per informazioni: <info@mmellini.com><www.mmellini.com> tel 055496572)

Tale chiesa fu eretta al rango di concattedrale nel 1959, quando Papa Giovanni XXIII, visto il ruolo preminente assunto dalla città, la elevò a sede episcopale associandola in arcidiocesi a Galveston da cui in precedenza dipendeva.
Per inciso, dopo la consacrazione della nuova basilica (che dispone di 1.800 posti a sedere), si è aperto il dibattito, se abbattere o no l’antica chiesa: più piccola, oggi decisamente insufficiente, dalle mura in mattoni anneriti ma ricca di risonanze affettive.
Il prospetto frontale della nuova cattedrale di Houston è quello che presenta i caratteri più evidentemente innovativi, costituiti dalla facciata e dal campanile.
La vetrata di facciata, rettangolare (alta oltre 12 metri), è inquadrata da una cornice aurea (la cui superficie, come in molti altri elementi, è ricoperta a foglia d’oro) che si prolunga in basso a racchiudere l’ingresso tripartito.
Le linee sono regolari, squadrate, gli angoli retti, tranne che nel frontone: l’impostazione neoromanica è rielaborata in modi che a volte sembrano riecheggiare alcune soluzioni di epoca razionalista, soprattutto nel campanile, leggermente staccato dal lato sud est della cattedrale. Il disegno della torre è composto con una serie di paramenti che fasciano le superfici piane e gli spigoli, evidenziandoli con un ritmico incrocio di bande orizzontali e specchiature che si incavano con il crescere dell’altezza sino a dare luogo alle aperture della cella campanaria. Vi è un ricercato gioco di incroci e studiati arretramenti che impreziosiscono e rendono vibranti le superfici altrimenti intessute di brevi scarti regolari. Con le dovute proporzioni, simile è l’andamento delle specchiature e delle aperture nel corpo della cattedrale, per quanto qui tutto divenga di dimensioni maggiori.

La cupola all’incrocio del transetto e la fuga di archi
sulla navata. Pagina a lato, in senso orario: la vetrata
e il portale, vista esterna notturna; il battistero in
marmo rosa scuro con inserti d’oro tra le colonne;
la cattedra.

Concattedrale del Sacro Cuore a Houston in Texas (USA)

Progetto: Ziegler-Cooper Architects, Houston
Vetrate artistiche:
MELLINI Art Glass and Mosaics, Firenze (facciata e navata)
Tabernacolo, oli sacri, arredi in bronzo:
Sr. Angelica Ballan, Pddm, Roma
Via Crucis: Julian e Victoria Christina, Pittsburgh (Pennsylvania, USA)
Foto: courtesy Rohn & Associates Design, Inc.
Fotografi: Rolf Rohn, Maria Hubbard, Aker Zvonkovic.

E, soprattutto nella basilica, il disegno architettonico è accompagnato da diversi segni. Anzitutto tre croci d’oro sono in evidenza sul campanile, sulla cuspide del frontone e sopra la cupola (quest’ultima si trova a circa 52 metri di altezza e si eleva per oltre 5 metri). Quindi la vetrata (di Romano Cosci) che mostra Cristo Risorto sopra un panorama di
grattacieli di una metropoli contemporanea.
Nel tripartito fornice d’ingresso spiccano i bassorilievi sopra le porte in marmo di Carrara, imitazione anch’essi dell’iconografia medievale: al centro un Gesù benedicente con corona inserito in una mandorla, da un lato i santi Pietro e Paolo, dall’altro Jean Marie Odin, con Antonio Margil: il primo vescovo della diocesi e il francescano che qui portò il cristianesimo. Anche il nartece è concepito in modo coerente con il percorso medievale e sul pavimento reca un tondo chiaro in cui spiccano tre cerchi intrecciati, simbolo della Trinità.
La lunga navata è misurata dalle colonne (sei per lato) che in alto definiscono specchiature in cui si aprono gruppi di tre finestre: il numero degli elementi è, qui come dovunque nella basilica, inteso in funzione simbolica (le dodici tribù di Israele, i dodici Apostoli…).

Il confronto tra l’esistente chiesa del Sacro Cuore,
costruita nel 1897 in stile neogotico quale quarta
chiesa cattolica della città, eretta a concattedrale nel
1959, da Giovanni XXIII. Nel 2004 Giovanni Paolo II
ha elevato la Diocesi allo stato di Arcidiocesi.
L’evoluzione della chiesa edificio segue quello della
Diocesi e così oggi, poiché questa è giunta ad avere
quasi due milioni di fedeli, si è resa necessaria una
basilica di dimensioni maggiori. Il nuovo edificio ha una
superficie coperta di oltre 3000 metri quadrati, i suoi
rivestimenti esterni sono tutti i marmo, mentre la
copertura della cupola è in rame. Sopra questa si
eleva una croce rivestita a foglia d’oro dell’altezza
di 5 metri. A sinistra: la pianta della nuova basilica,
disposta secondo l’asse nord-sud, con la facciata a sud,
così che durante tutto l’arco della giornata la vetrata
frontale inonda di luce la navata. Si nota la pluralità
di cappelle laterali che richiamano ai santi significativi
per la storia dell’evangelizzazione in America.

Contro le bianche superfici dell’interno risaltano il fonte battesimale, posto in asse, a metà del percorso verso l’altare. Questi due luoghi liturgici, altare e battistero, così come l’ambone, sono in marmo rosso e con lo stesso materiale sono realizzate la cornice a tre archi che inquadra la cattedra e la superiore cornice entro cui sta il crocifisso ligneo, su uno sfondo oro. L’incrocio tra transetto e navata è risolto con archi e pennacchi i
n cui stanno inserite quattro croci orlate d’oro, mentre la cupola è elevata sopra dodici finestre vetrate con le immagini degli Apostoli e reca al centro (in chiave) un oculo circolare che filtra la luce zenitale attraverso l’immagine della colomba, figura dello Spirito Santo.
Ai lati del presbiterio, due archi ospitano il SS. Sacramento in un tabernacolo la cui architettura richiama quella della chiesa stessa, e le ampolle degli oli consacrati.
La statuaria e l’apparato iconografico sono stati realizzati con ampia partecipazione di artisti e artigiani europei, in particolare italiani. La forma generale e i singoli elementi sono di facile riconoscibilità e quasi tutti direttamente derivati dalla tradizione, con pochissimi inserimenti (quali la vetrata frontale) che segnano brevi discontinuità.

(L.S.)

 

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