Roma imperialeLa cappella nel Colosseo (E. Scoditti)

LA CAPPELLA NEL COLOSSEO
Nel Colosseo, simbolo incontrastato della Roma pagana, il Cristianesimo irrompe nel 404, quando il monaco Telemaco si lancia nell’arena a chiede alla folla inferocita di porre fine ai combattimenti gladiatorii.
Finisce così il bagno di sangue che neppure gli editti di Costantino, Giuliano ed Onorio erano riusciti a fermare e, per molti secoli, cala il silenzio sull’arena dove avevano trionfato la forza e la ferocia. Pur tuttavia il Colosseo, con la sua mole e le sue vicende, alimenta le leggende nel Medioevo. Una di esse racconta che, in epoca remota, si aggiravano nell’Anfiteatro, ritenuto un tempio invaso da spiriti maligni, astuti sacerdoti che chiedevano agli attoniti spettatori: “Colis Deum?”, ti curi di Dio? I più rispondevano “colo” e venivano battezzati entrando così a far parte, ignari, della Chiesa nascente. Contro la leggenda, riferitaci dal Graf, più certe sono le notizie relative alle cerimonie sacre che si compiono nel monumento, in epoca medievale, per rievocare la Passione di Cristo durante la Settimana Santa. Della processione della Jerusalem, che iniziava a Testaccio e terminava nel Colosseo dinanzi al grande fornice occidentale, rimane, nella parte interna, una pittura, molto deteriorata, raffigurante la città di Gerusalemme e il Golgota con le tre croci. Si sa inoltre che nel 1490 la Compagnia del Gonfalone cominciò a rappresentare nel Colosseo il dramma della Passione. La stessa Compagnia, nel 1517 decise la costruzione di una cappella dedicata a S. Maria della Pietà, presso la porta Libitinaria, a est che veniva ad aggiungersi a quelle già esistenti vicino al Colosseo: S. Salvatore de Rota Colisei, S. Giacomo del Colosseo e dei SS. Abdon e Sennen. In questo periodo l’anfiteatro appariva violato nelle sue strutture. Da tempo vi si erano insediati abitazioni e opifici. Dopo il violento terremoto del 1349, i blocchi caduti furono contesi fra il popolo romano, i Frangipane e la Santa Sede. 2522, fra il 1451 e il 1462, vennero usati per la costruzione della mole vaticana e delle mura di Roma. La Cappella di S. Maria della Pietà fu restaurata nel 1622 a le furono aggiunte alcune stanze adibite ad alloggio di eremiti, come attestano l’iscrizione e le lapidi sepolcrali oggi visibili. Il suo aspetto ci è noto dai disegni del XVIII sec. e dal modello del Colosseo elaborato dall’architetto Carlo Lucangeli tra il 1790 e il 1812. Fu demolita nel 1812-13, a seguito della e prime ricerche archeologiche avviate nell’arena e il culto fu trasferito in un corridoio del Colosseo, a nord, sul lato verso Colle Oppio. Questa nuova cappella , che ci è stata illustrata dalla dottoressa Rea e dall’architetto Antonetti, preposti alla cura archeologica e tecnica del Colosseo dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, è costituita da un piccolo ambiente a pianta rettangolare coperto con volta a botte, al centro della quale è affrescata l’immagine della Vergine, di epoca tardo ottocentesca, come suggerisce l’arch. Antonetti. Al XIX secolo risale anche il bassorilievo rappresentante la Madonna della pietà, realizzato in marmo di Carrara e posto al di sopra dell’altare. Per l’ingresso della cappella, sovrastato dallo stemma della Compagnia del Gonfalone, costituito da tre diversi tipi di marmo, sono stati adoperati gli stipiti e la campana del Seicento. Dopo lo scioglimento dell’Arciconfraternita, la chiesetta è stata affidata dal Vicariato di Roma, nel 1936, al Circolo di S. Pietro, che si occupa della sua tutela e vi officia ogni domenica.
(Ester Scoditti)

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