Roma e le sue chiese nazionali

Terminale di Pellegrinaggio

“Se già nella mentalità classica Roma era la città per eccellenza, perché capitale dell’impero, in quella cristiana essa rimane il centro della Chiesa, perché sede del successore di Pietro. Per questo Roma fin dall’antichità è meta di pellegrinaggi popolari e delle visite “ad limina Apostolorum” dei vescovi. Dal 1300, quando Bonifacio VIII, indisse il primo Anno Santo, si è istituzionalizzata la prassi dei pellegrinaggi giubilari con gran concorso di popolo. La cristianità disseminata nel mondo intero trova così in Roma l’approdo a cui ancorarsi e il porto da cui partire con rinnovato vigore. Nella molteplicità delle culture e nella professione dell’unica fede i credenti in Cristo hanno fatto di Roma il segno dell’universalità della Chiesa nella diversità delle presenze. Da tempo immemorabile è così sorta la consuetudine di edificare nell’Urbe chiese nazionali e regionali per rappresentare i vari popoli e per accogliere chi veniva a Roma con devoto raccoglimento. Queste molteplici chiese, molte delle quali ancora aperte al culto, danno alla “città eterna” i colori del cosmopolitismo cristiano. Sono centri di animazione pastorale e di iniziative culturali che concretizzano il lavoro di promozione e di evangelizzazione nella tipicità delle singole culture. Con le sue numerose chiese nazionali e regionali, Roma è a buon titolo madre premurosa che accoglie i pellegrini da ogni parte del mondo. Questi sacri edifici sono segno di pluralismo culturale, di varietà rituale, di ricchezza espressiva. Per chi viene da terre lontana, trovare in Roma una propria sede dà conforto e vedere in Roma la sede di tanti altri popoli dà speranza. Questi monumenti dello spirito sono dunque tangibile manifesto che l’unico vangelo di Cristo è stato predicato fino agli estremi confini della terra”.
Carlo Chenis Segretario, Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa

Quasi tutte le chiese che si riferiscono a una comunità nazionale, rappresentano il rifacimento tardo-rinascimentale-barocco di chiese preesistenti, realizzato in un momento particolarmente felice per Roma, l’epoca di Giulio II, di Leone X, di Clemente VII, di Paolo III… Epoca di intensa attività edilizia e di radicale mutamento del linguaggio artistico che, ai primi del Seicento, culmina in forme espressive molto originali. È questo un periodo glorioso per la Chiesa che, dopo la vittoria della Controriforma, chiede agli artisti la celebrazione del suo trionfo. Tale trionfo dal 1575 vede accorrere fedeli da ogni parte del mondo a Roma, dove si susseguono manifestazioni religiose straordinarie, offerte dalle diverse Nazioni, come evidenzia la lettura dei pellegrinaggi dell’epoca. Delle 29 chiese nazionali, il gruppo più numeroso è quello legato alle nazioni europee; vi sono anche chiese di comunità regionali. Qui presentiamo sette delle più significative chiese nazionali.

Armenia
S. Biagio della Pagnotta
Francia
S. Luigi dei Francesi
Germania
S. Maria dell’Anima
Irlanda
S. Patrizio
Polonia
S. Stanislao alle Botteghe Oscure
Russia
S. Antonio Abate

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