Editoriale – Rivoluzione Creativa

Il mestiere di architetto è un mestiere avventuroso, una sfida per l’ingegno.
L’architettura è un’arte di frontiera, un’arte di “rapina”, perché trae ispirazione da ciò che incontra, rimanendo contaminata e arricchita dalla realtà.
Ma se l’architettura comincia dal fare, dalla forza della necessità, si trasforma poi in arte del celebrare, del rappresentare, e solo quando la capacità di rispondere a un bisogno reale riesce a coincidere con la capacità di rispondere ai desideri, alle allusioni, ai sogni, è lì che l’architettura diventa straordinaria.
La complessità di questo mestiere, fatto di ascolto della gente e dei luoghi, di riflessione, di rischio e avventura, ci aiuta a comprendere tutte le difficoltà da affrontare per esercitare una professione che tra tante è quella che vanta da sempre un impegno totale verso il mondo che ci circonda.
Gli architetti hanno curato, assistito, programmato e progettato il territorio nei suoi aspetti funzionali ed estetici. Per questo, l’architetto si propone quale “regista” della complessa opera di trasformazione del territorio e quale coordinatore di tutte le attività rivolte a tale trasformazione.
Il territorio non è risorsa inesauribile, una volta modificato non ritornerà mai più come prima. E gli errori si pagano in termini di orrori perenni esposti al giudizio di chi ne subisce gli effetti.
Così come il settore dell’Edilizia e delle Costruzioni sta passando nel nostro paese un periodo di crisi , lo stesso si può dire per l’Architettura, settore in cui tra l’altro le differenze di reddito tra uomini e donne e tra architetti di età inferiore ai 30 anni ed architetti più “maturi” è più evidente che nel resto dell’Europa.
Potrebbe comunque essere proprio l’Architettura a risanare la crisi del settore Edilizio, proprio grazie alla Riqualificazione Urbana, settore che nei prossimi anni, ci auguriamo, diventi sempre più importante nel nostro Paese, anche grazie alle innovazioni introdotte nei materiali e nelle tecnologie in uso in edilizia.
A trainare maggiormente la ripresa, secondo le stime, sarà la progettazione o la riqualificazione secondo le più avanzate indicazioni di Sostenibilità Energetica, tema sempre più importante nel mondo moderno, sia per ciò che riguarda l’attenzione all’ambiente, sia per ciò che riguarda l’attenzione ai costi ed al benessere abitativo.
Il futuro dell’economia e della società in cui viviamo è sempre più influenzato dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze, innovazione. Questa capacità è sempre stata importante ma in questi ultimi venti anni è, a livello mondiale, letteralmente esplosa.
Oggi dal 25 al 35 % circa dei lavoratori nei paesi avanzati lavorano nei settori più “creativi” dell’economia, impegnati in campi come la scienza, l’ingegneria, la ricerca e sviluppo, la comunicazione, la finanza, le industrie tecnologiche ma anche l’arte, la musica, la cultura, il design. Stiamo vivendo in un’era di grande trasformazione economica e sociale, senza dimenticare la provocazione che internet ha portato nell’informazione, profonda almeno quanto quella che ha visto il passaggio
dall’economia agricola all’economia industriale.
Quel cambiamento provocò la sostituzione di alcuni fattori di produzione (terra e lavoro agricolo) con altri (materie prime e lavoro operaio).
La trasformazione in atto è invece basata sul ruolo cruciale dell’intelligenza umana, della conoscenza, della creatività. È un cambiamento in corso già da anni e che continuerà per molti anni ancora.
Sta trasformando non solo le nostre economie e la nostra società, ma anche la nostra vita, i nostri gusti e le nostre preferenze, e sta modificando anche la geografia della competizione globale e locale, la conformazione delle nostre città e delle nostre regioni.
Questi enormi cambiamenti sono stati esplorati nel corso di uno studio condotto sulle città e regioni degli Stati Uniti, che ha portato all’elaborazione della teoria delle 3T, secondo cui per competere nel sistema economico attuale è necessario far leva su Talento, Tecnologia e Tolleranza; una teoria descritta a fondo nel libro di Richard Florida
“L’Ascesa della nuova Classe Creativa”.
Per superare la crisi globale bisogna che ci sia un impegno condiviso tra le istituzioni e i cittadini che valorizzi il ruolo dell’architetto nella sua giusta dimensione e collocazione, senza ridurre l’architettura a formule o modelli matematici, mortificandone il ruolo di garanzia del vivere a misura d’uomo.
Bisogna ritornare a CREDERE in un mestiere fatto di passioni, che risponde alle necessità dei cittadini e che ritorni a rappresentare, nella sua forma più elevata, il grado di civiltà raggiunto dall’uomo.
Quanta rabbia c’è oggi nel mestiere dell’architetto? Tutta questa rabbia o ribellione è il miglior sistema che ha un professionista per ritrovare se stesso, e citando Marguerite Yourcenar occorre ricordare che l’avventura del creare è “sapere guardare nel buio, con coraggio, senza scappare”.Curriculum Immobiliare
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