UN’AULA LITURGICA PIÙ GRANDE

Convocato da S.E. Mons. Carlo Chenis presso gli uffici curiali di Civitavecchia, un sonnolento pomeriggio di agosto, non potevo immaginare che avremmo posto le basi per l’ampliamento della parrocchia di Sant’Agostino, al fine di dare più degna collocazione alla “figurina” della Madonna di Medjugorje assai cara alla comunità che vi si raccoglie in preghiera. Si discussero fatti assai pratici, relativi ad esempio alla gran copia di fedeli – centinaia di persone su svariate decine di pullman – che settimanalmente si recano a venerare l’immagine della Vergine. E ancora: problemi funzionali e tipologici; urbanistici e geologici; relativi ai diversi edifici che cadono entro i confini parrocchiali: la chiesa, la casa dei padri, il centro accoglienza gestito dalle suore. Ulteriore oggetto di discussione, la liceità del tendone (strutturina in tubi e teli cerati), allestito vicino alla chiesa per le assemblee domenicali e le celebrazioni solenni.
La chiesa di Sant’Agostino, realizzata nel 1954, è opera dell’Arch. Boccianti (Bari 1922); fa parte di quel gruppo di chiesette rurali in appoggio alla nutrita comunità contadina che allora conduceva in mezzadria le terre della bassa Maremma; realizzate per lo più in calcestruzzo armato intonacato e basamento a bugne in pietra locale, si somigliavano tutte per la semplicità compositiva, per la presenza di portici a uso frangisole e del campanile assai alto separato dal corpo di fabbrica principale. Scarsa la dotazione di servizi: piccola sagrestia, poche aule per il ministero pastorale, penitenzieria ridotta a un paio di confessionali. E ancora: nessuna aula feriale e nessuna per le feste. Di contro, in Sant’Agostino spicca la presenza di due opere del Maestro Andrea Cascella, il fonte e la croce in ceramica a smalto. Oggi, a distanza di 50 anni, quelle chiese fanno parte di zone urbanizzate; nello specifico la parrocchia di Sant’Agostino si erge in località Pantano, toponimo che evoca le condizioni antiche del suolo.Il progetto consiste in una serie di attività edilizie, alcune relative al corpo della chiesa parrocchiale esistente, altre riguardanti edifici di nuova formazione, il tutto in un disegno che prende a spunto l’impianto tipologico esistente e lo migliora, con la realizzazione di tre chiostri di misura decrescente da Nord a Sud – separati da portici – quello più ampio parzialmente occupato dalla casa di accoglienza, esistente, ristrutturata in occasione del Grande Giubileo del 2000. Sulla corte Nord, si prevedono il nuovo edificio per le opere parrocchiali, gli uffici parrocchiali esistenti e la sagrestia; su quello mediano la torre mariana, l’area absidale della chiesa esistente e la navata di nuova realizzazione; su quella Sud, la nuova aula assembleare e la nuova penitenzieria.
In dettaglio. La chiesa esistente, al fine di migliorarne le funzionalità liturgiche, sarà modificata tramite aggiunta di una navata sul lato sinistro; si noti che l’edificio esistente è asimmetrico, a due navate: quella centrale coincidente con l’aula liturgica vera e propria, quella destra di “processio”. Si noti ancora che qui, nella navata destra, è posizionata tutt’oggi la statuina della Madonna di Medjugorje. Nella navata di nuova costruzione sarebbe posizionato il bel fonte del Maestro Andrea Cascella e la stessa navata condurrebbe, in area absidale al percorso di accesso alla torre mariana, dove sarà posizionata in forma definitiva la statuina, e alla nuova aula liturgica, passando per la penitenzieria. Alla destra della chiesa sarebbe posizionato invece il nuovo edificio delle opere parrocchiali, con aule per il catechismo e servizi disposti su due piani e scala esterna sul fronte porticato, in diretto contatto col salone esistente e con la zona degli uffici parrocchiali; la canonica rimarrebbe invece dov’è, al primo piano dell’edificio che attualmente affianca la chiesa alle spalle del campanile.La nuova aula liturgica dispone di un’ampia navata centrale, una navatella laterale destra a chiudere il percorso porticato e uno pseudo transetto sul lato sinistro, così da consentire una disposizione dei fedeli circumstantes; è completata da un piccolo fabbricato per i pellegrini, in area absidale, con ampia dotazione di servizi ed è preceduta da un generoso sagrato sagomato secondo le linee di confine da un lato e dall’altro secondo la giacitura della casa di accoglienza.
La disposizione interna, così come concordato in fase pre-progettuale, è caratterizzata da un ampio presbiterio terminante in una parete absidata; sul bema trovano posto l’altare, presumibilmente quello della chiesa di Sant’Agostino ivi spostato per essere sostituito da uno più piccino e affiancato dai candelabri e dalla croce astile; l’ambone sagomato in lunghezza al quale si accede con rampa e scalini; la sede del presidente affiancata dalle sedute dei diaconi ed eventualmente da quella dei concelebranti principali, lasciando i ministranti sulla panca in area absidale; una piccola credenza sulla sinistra e la schola sulla destra, posta su due livelli, uno dei quali in galleria, alla quale si accede da apposita scala. Il tabernacolo sarebbe riposizionato nella chiesa esistente, al posto della statuina della Vergine, alla destra del presbiterio.
L’aula ospiterebbe circa seicento persone sedute ed altrettante in piedi in considerazione anche del fatto che la parete di ingresso sarebbe completamente apribile, mediante una serie di porte a vetri, consentendo al sagrato di partecipare della celebrazione che si svolge all’interno, in giornate di clima favorevole.
Assai importante è lo studio della luce solare, che, oltre a filtrare dalle vetrate in facciate e in abside, pioverebbe, opportunamente filtrata dalla copertura. La nuova aula infatti, improntata a nobile semplicità (secondo SC , 124), è sormontata da un “cappello” alla maniera del primo Mendhelson, che – oltre ad aumentare la tensione in area presbiterale, creando una forte sensazione di elevazione contribuisce all’illuminazione e funge da camino per l’estrazione dell’aria calda in estate e da accumulo di area calda durante l’inverno.Il progetto iconografico, curato da P. Silvano Maggiani O.S.M. è basato sull’idea che la centralità dell’evento della lacrimazione si riferisce alla morte e resurrezione di Cristo, dando pertanto all’evento la giusta collocazione in ambito dogmatico.
Il progetto prevede opere pittoriche e a figura intera e sviluppa il tema delle ore come narrazione della vita di Cristo.Località Pantano, Civitavecchia
Progetto architettonico:
Archh. Stefano Mavilio, Giampiero Lilli
Progetto impianti: Arch. Mauro Angeletti
Strutturista: Arch. Salvatore Pece
Liturgista: P. Silvano Maggiani O.S.M.
Artisti: Bruno Ceccobelli, Piero Casentino

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