Ristrutturare l’appartamento


Un interno giocato su vari piani e molta trasparenza

Una scala azzurrina punta verso il cielo e invita a sognare. Il resto è semplice, minimale, volutamente elementare.

Ogni cosa ha un posto ma intorno lo spazio non è soffocante. Molto belli gli scorci dall’alto inondati di luce grazie alle grandi finestre. Anzi, si può senz’altro dire che questo è un interno costruito sugli effetti di luce, quella diurna, la più importante per vivere in modo naturale.

Progetto Federico Delrosso architetto
Foto Adriano Pecchio

A Piazzo, piccolo borgo che sovrasta Biella, un antico edificio accoglie oggi un open space su due piani abitato dallo stesso architetto che l’ha progettato, Federico Delrosso.
Come spesso avviene negli edifici nati in altri tempi e per altri stili di vita, volendolo trasformare in una normale abitazione di oggi si è iniziato col dividerne lo spazio creando una vasta zona soppalcata, grande ma non incombente. È la logica del loft che con questo tipo di interventi non solo cerca di moltiplicare lo spazio fruibile, ma con scale, passerelle praticabili e nuovi percorsi si sforza di articolare in modo più moderno il discorso architettonico. Qui il gioco è scoperto: appena entrati ci si trova di fronte a una scala aerea dipinta con un tenuissimo celeste. A destra, sotto al soppalco, è stata progettata una cucina a “L” dove di può pranzare seduti su sgabelli, mentre a sinistra è stato
previsto un tavolo con sedie regolari e una libreria (che è stata successivamente eliminata per dare più spazio e respiro a tutto il piano terra).
Il soppalco ospita a destra una camera da letto assai essenziale e a sinistra un piccolo ma confortevole salotto per la conversazione.
Il bagno è di fianco alla cucina e la grande luce che vi penetra viene utilizzata per illuminare lo spazio comune attraverso una cornice di vetrocemento posta intorno alla porta. L’impatto visivo è articolato ma, insieme, è semplice. La scala e il soppalco sono “leggeri” al punto giusto e tutto ha l’aria molto giovane.

Una scala celestina come il profilo del soppalco fa pensare
a un gioco di ragazzi più che a un interno minimalista.

Uno spazio stretto e lungo, ma soprattutto alto, viene raddoppiato con un soppalco a “C”, che al centro conserva uno spazio alto il doppio per dare enfasi all’ingresso. La scala quasi centrale completa l’effetto da villa anglosassone su due piani, ma senza enfasi. Della struttura cinquecentesca rimangono godibili le grandi aperture ad arco diventate finestre: da qui un flusso di luce su scala ciclopica illumina ora un interno gradevolmente minimal.

W. P.

Opere edili, Edilternengo, Ternerago (BI); opere in vetrocemento, Vetroarredo (FI); opere in ferro, O.M.L.A. (BI); pavimento in pietra, quarzite norvegese, Cesare Ariotti, (VC); opere di decorazione, Passadore decorazioni, Ponderano (BI); illuminazione, Dimensione Luci (BI); arredi fissi in legno, Gardiman Pietro, Vigliano B.se (BI); radiatori, Runtal; arredi di serie delle aziende: Desalto, Biesse, Halifax, Flou.

Federico Delrosso architetto
Essenziale e razionale nelle scelte formali, emozionale
e innovativo nella ricerca di materiali e finiture che danno corpo ai suoi progetti. Delrosso, architetto dal 1996 ha scelto il cuore della sua produttiva Biella, nei volumi storici di un ex laboratorio tessile, per trasformare le esigenze della committenza in nuove occasioni per fare architettura. Dal 2004 l’attività si estende all’estero e nasce "Federico Delrosso Architects", un team dedicato alla progettazione residenziale, commerciale e di design con sede dal 2007 anche in zona Pietrasanta, nuovo quartiere milanese scelto da studi, agenzie e scuole di progetto.

L’architettura per Delrosso è un insieme coerente di dettagli, qualità, attenzione ai segni organici del contesto naturale e rispetto per gli elementi storici di edifici da ripensare. Il risultato è un’eleganza formale senza eccessi, esaltata dall’impiego attento e sperimentale dei materiali, con combinati e inaspettati usi di ferro, vetro, legno, pietra, corian e finiture pensate ogni volta ad hoc. Interno ed esterno dei suoi edifici dialogano spesso attraverso ampie vetrate o aperture che sottraggono materia in cambio di volumi di luce. Naturale o tecnica, la luce diventa un componente architettonico ogni volta da progettare per costruire spazi e soprattutto atmosfere, sensazioni e richiami emotivi.

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Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: moltiplicare lo spazio con un soppalco non invasivo. Dare molta importanza allo spazio
come funzione, pensando il meno possibile (ma senza fare rinunce) al lato formale degli oggetti.
Innovazione: un approfondito calcolo termotecnico per rendere più economica la climatizzazione.
Uso dei materiali: quarzite norvegese per i pavimenti e ferro verniciato di celeste per la scala e, in parte, per il soppalco.
Nuove tecnologie: un impianto radiante di ultima generazione all’interno del pavimento.

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