Rispettare la casa del Signore

CENTRO PASTORALE “MARIA IN DER AU” A BOLZANO

Costruito col concorso di diverse Autorità civili oltre che religiose, questo nuovo centro pastorale risponde ai bisogni di una comunità in prevalenza di lingua tedesca, nella periferia di Bolzano. L’edificio risulta perfettamente integrato nel contesto citta-dino, aperto alla piazza e alla vita civile. Il progetto di Abram e Schnabl colloca il luo-go di culto in una costruzione dal raro equilibrio formale e compositivo.

In alto: schizzo a mano del complesso; l’elemento emergente sullo spigolo è quello che ospita il presbiterio. Si nota che il progetto prevede la collocazione del campanile, che non è ancora stato costruito, accanto alla grande scalinata di ingresso. (Foto Studio PEDROTTI)
Il Vescovo di Bolzano, Dr.WIlhelm Egger

 

La storia è densa di significato. Nel 1179 nella zona, prossima al corso del fiume Isarco, ove oggi sorge la nuova chiesa, venne consacrato un convento agostiniano. Era stato voluto da Matilde de Valley, consorte del conte Arnoldo III di Morit e Greifenstein. L’abbazia prese il nome di Sancta Maria de Augea, da cui il tedesco S. Maria in der Au. Il periodo di floridezza economica del convento non durò a lungo: nel 1273 si verificò una prima alluvione che inondò i campi circostanti il monastero, che restò come una specie di isola. E cominciò la lotta dei monaci contro lo strabordare delle acque. Ma nel 1405 la piena ebbe la meglio e il convento venne travolto, abbandonato e i ruderi dispersi negli anni dalla furia delle acque. Gli Agostiniani si trasferirono nel castello di Gries, che divenne il loro convento: convento che dopo varie vicende passò all’ordine dei Benedettini.

La storia degli insediamenti civili nella stessa zona invece comincia nel 1938. In quell’anno si cominciò a costruire un rione nuovo, chiamato “delle semirurali”, in seguito denominato Don Bosco. Lo scopo dell’Amministrazione fascista era probabilmente quello di fornire abitazioni a basso costo per gli operai degli stabilimenti della zona. Le case vennero costruite in fretta: nel giro di un paio di anni furono eretti 228 edifici per 808 appartamenti. Quella che era zona di campagna aperta divenne in pochi mesi città densa di strade e fitta di edifici: tutti simili, ben allineati. Si chiamavano case “semirurali” perché ogni edificio disponeva di un orto proprio. Era il prototipo del “quartiere dormitorio”: non immediatamente contiguo alla città, vicino a essa ma separato da questa. Vi vivevano settemila persone, tuttavia anche nell’immediato dopoguerra restò come un quartiere abbandonato, al punto che era chia-mato “Shangai” dagli abitanti di Bolzano. Ma col passare degli anni la situazione andò via via cambiando: dove sorgevano le casette “semirurali” pian piano presero piede nuovi condominii. Con il crescere del numero degli abitati, la mancanza di servizi, già grave fin dalle origini del quartiere, si faceva sentire sempre più fortemente. Grazie all’iniziativa del parroco che operava nella zona durante l’epoca della guerra e dell’immediato postguerra, don Car-bonari, dal 1947 il quartiere ebbe una chiesa propria. Se la popolazione del quartiere era originariamente italiana, nel periodo postbellico andò via via aumentando la presenza di abitanti di lingua tedesca.

Negli anni ’70 la necessità di una specifica pastorale in lingua tedesca era assai sentita e dal 1978 si prese a praticare una funzione settimanale in lingua tedesca presso la chiesa di Don Bosco. Da qui prese quindi avvio una serie di iniziative tese a favorire l’aggregazione della comunità di lingua tedesca. Nel 1977 venne nominato un parroco che seguisse appositamente la pastorale in questa lingua: da allora prese sempre più concretamente forma l’idea di dotare la comunità tedesca anche di una chiesa propria.Venne interessato anche l’Isti-tuto per l’Edilizia Sociale della Provincia Autonoma di Bolzano ( IPES), che aderì al progetto. Ecco che finalmente, grazie al concorso delle Autorità civili e religiose, il progetto, che nel frattempo era stato affidato allo studio bolzanino di Abram e Schabl, poté concretarsi. I lavori furonomessi a concorso e vincitrice risultò una impresa di Roma.
La costruzione cominciò nel 1997. La nuova zona residenziale delle ex Semirurali di Bolzano si estende su di un’area di 24 ettari. Vi è una grande piazza in posizione centrale: qui si colloca la nuova edificazione. Si tratta di una struttura complessa, comprendente un garage interrato (committente il Comune di Bolzano), un condominio (committente l’IPES), locali per un distretto sociale e sanitario (committente l’Assessorato alla Sanità) e in fine la chiesa con gli annessi servizi parrocchiali (com-mittente la parrocchia Don Bosco). Insomma, quello del Centro pastorale “Maria in der Au” è un progetto che ha coinvolto diverse amministrazioni, diversi interessi. E’ importante sottolineare come tutte le iniziative, tutte le necessità, tutte le diverse attività siano riuscite ad armonizzarsi per raggiungere un unico fine, che è quello di fornire alla comunità di lingua tedesca un luogo dotato di molteplici servizi. Al piano terra dell’edificio polifunzionale si trovano gli uffici del Distretto Sanitario. La chiesa è collocata al piano superiore: vi si accede tramite un’ampia, elegante, aperta scalinata che conduce a una piazzetta coperta: un autentico sagratonartece, aperto verso sud e verso nord. Da un lato di questa piazzetta coperta si trovano la sala parrocchiale e gli altri servizi ecclesiastici, nonché gli uffici del parroco. Dall’altro lato, la chiesa. Si tratta di un’ampia sala con pianta “a ventaglio”, dotata di atrio sul lato lungo, di cappella e di coro. Una parete concava fa da sfondo all’altare e nasconde lo spazio della sacrestia, collocato allo spigolo. La disposizione dei banchi consente sia di dare adeguatapreminenza al luogo dall’altare, sia di permettere l’esperienza della comunità celebrante. Le pareti sono interamente tinteggiate di bianco, in gradevole contrasto con la pavimentazione scura e con le sculture dai richiami antropomorfici che caratterizzano i poli liturgici, composti da lastre di marmo bianco e da sostegni scultorei in bronzo brunito. La luce è diffusa da aperture basse e da lucernari.
Pietro Petrini

A sinistra e a destra: due viste dell’aula ecclesiale, che ne mettono in ri-lievo l’articolazione e gli effetti di luce, capaci di determinare un’atmosfera di silenzio e di raccoglimento.

 

“Lo spazio – vuoto – della chiesa prende carattere e principalmente sacralità dalla strutturazione del presbiterio” scrive l’artista autore dei poli liturgici, Lois Anvidalfarei.

Rispettare la casa del Signore
Dall’omelia del Vescovo di Bolzano, Dott.Wilhelm Egger 26 marzo 2000
“Il vangelo dell’odierna terza domenica di Quaresima è un invito rivolto agli uomini, di venerare e santificare la casa del Signore. Ciò significa innanzitutto, che sia chiaro lo scopo di questo spazio: esso è la casa del Signore., la casa della Co-munità, il luogo nel quale importanti stazioni della nostra vi-ta vengono accompagnate dalla chiesa, dalla comunità, da Dio. Questo chiediamo a Dio, che ci riesca di venerare, difen-dere e tenere nella massima considerazione questo spazio. Perché in questo edificio riceviamo il pane della vita e in que-sto edificio creiamo la nostra comunità.”

Centro Parrocchiale “Maria in der Au”, Bolzano
Committente: I.P.E.S. Prov. Bolzano;
Provincia Auto-noma di Bolzano; Assessorato alla Sanità, Comune di Bolzano; Parrocchia Don Bosco
Progetto: Abram & Schnabl, architetto, BZ
Progettazione statica: Dr. Ing. Röck – Planteam – BZ Prog.
Termosanitaria: Dr. Ing. A. Briessmair, Brunico
Prog. Elettrica: Faching. W. Melleier, Terlano
D. l.: Dr. Arch. M. De Fonzo I.P.E.S., Geom. A. Detassis
Artista: Lois Anvidalfarei, Badia
Vetrata artistica: Mag. Uli Prugger, Gruppe Gut
Sorveglianza tecnica: Dr. Ing. Werner Hunglinger
Impresa costruttrice: S.A.I.S.E.B. Srl. Roma
Impianti elettrici: Elettra System Snc. Bolzano
Impianti termoidraulici: SICRI Impianti Srl
Banchi: CALOI Srl, Susegana (Treviso)
Carpenteria in legno: H. Brugger, Varna
Impermeabilizzazioni: IMPERTEAM Snc, Laives
Pavimenti caldi: Mayrgündter Srl, Bolzano

 

 

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