risparmio energetico


Il sole, fonte primaria dell’energia rinnovabile.

Servizio di Raffaela Balestrieri, Architetto

L’uomo è l’unica specie vivente conosciuta in grado di modificare l’ambiente naturale in modo tale da renderlo inadatto, curiosamente, alla sua stessa sopravvivenza.
L’influenza delle attività umane sull’equilibrio ambientale del pianeta è cresciuta in maniera esponenziale, a partire dall’età industriale, fino ad assumere proporzioni tali da rendere indispensabili interventi per invertire la tendenza. Il
consumo scriteriato di combustibili fossili, in particolare, oltre ad esaurire in un brevissimo arco temporale le riserve costituitesi in milioni di anni, sta accentuando l’effetto serra, che di per sé è un fenomeno naturale che permette la sopravvivenza della vita sulla terra, minando così l’equilibrio termico dell’intero pianeta (oltre a mettere a rischio la salute della popolazione).
Al di là di ogni ideologia ambientalista, più o meno radicale, oggi è necessario individuare soluzioni tecniche in grado di assicurare lo sviluppo sostenibile del genere umano.

Veloci da installare, stabili e affidabili, i moduli del tipo STM 180/185 F della SunTechnics si sono affermati sui tetti di utenze private e in grandi impianti a gestione professionale.
Le 48 celle monocristalline, color blu scurissimo, del tipo STM 180/185 F forniscono rispettivamente 180 e 185 Wp di potenza picco nominale, nonostante le dimensioni compatte del modulo: 1318x994x46

IL CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ come soddisfacimento dei bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di fare lo stesso, che è emerso per la prima volta dal Rapporto Brundtland (Our common future) del 1987, suggerisce che per garantire un futuro in armonia con l’ambiente non è necessario tornare ad un qualche stile di vita del passato, ma che è possibile, con un impegno mirato, mantenere elevati standard di benessere e di evoluzione culturale e tecnologica senza impoverire in maniera irreversibile le risorse del pianeta e la nostra stessa sopravvivenza.
L’edilizia ha grandi responsabilità per quanto riguarda i consumi energetici correnti, ma, d’altro canto, presenta la possibilità di ottenere risparmi significativi con investimenti tecnologici relativamente limitati. La diminuzione significativa del dispendio energetico imputabile agli edifici residenziali richiede il miglioramento delle prestazioni dell’involucro e il ricorso a fonti energetiche rinnovabili per il fabbisogno corrente.

IL SOLE. Risulta evidente che, a questi fini, il sole è la sorgente privilegiata, grazie alla sua presenza costante e alla semplicità di utilizzo dell’energia che fornisce gratuitamente (l’irraggiamento diretto diurno, se accuratamente gestito, in inverno può essere sufficiente per riscaldare un’abitazione a basso consumo, senza necessità dell’energia).

Standard energetici e certificazione in Europa.

Per promuovere la conoscenza e l’informazione in materia di risparmio energetico, nell’ultimo decennio si sono affermati in Europa diversi sistemi di certificazione energetica degli edifici, in alcuni casi veicolati in modo cogente da
norme nazionali, in altri casi introdotti in forma volontaria per l’ottenimento di incentivi. Proprio le certificazioni energetiche hanno dato avvio a una domanda di mercato di soluzioni tecniche energeticamente efficienti, che ha stimolato i produttori di componenti e i costruttori di edifici a migliorare continuamente la loro produzione, determinando così un abbassamento dei prezzi di tecnologie ormai non più elitarie e, soprattutto, una innovazione continua nell’ambito del risparmio energetico.

Gli specifici standard esistenti attualmente in Europa danno priorità all’efficienza del comportamento energetico in regime invernale, dunque al solo contenimento dei consumi dovuti al riscaldamento. La Danimarca è stata la prima
nazione ad introdurre la certificazione energetica degli edifici nel 1981; nel 2000 si è dotata di un piano operativo con l’obiettivo di ridurre fino a 45 kWh/m2a il consumo specifico per il riscaldamento degli edifici. Nel febbraio 2002 in Germania è entrato in vigore un decreto sul risparmio energetico,secondo cui tutti gli edifici dovranno essere progettati per avere un basso consumo energetico (25- 60 kWh/m2a).
In Austria il limite massimo di consumo annuo di energia per accedere a incentivi è passato dal valore di 75 kWh/m2a del 1995 a quello di 50 kWh/m2a del 2004. In Svizzera per accedere al marchio Minergie (ossia minimal energie) gli edifici residenziali non devono superare un fabbisogno termico per riscaldamento di 45 kWh/m2a per quelli di nuova costruzione e di 90 kWh/m2a per quelli costruiti prima del 1990.

IN ITALIA La centralità delle politiche di governo del rendimento energetico quale strumento di tutela dell’ambiente e orientamento dello sviluppo secondo una direzione sostenibile fa ingresso, a pieno titolo, anche nel settore dell’edilizia italiana, dopo la spinta in tale senso alimentata dal legislatore comunitario.
A più di un anno e mezzo di distanza dall’emanazione del D.Lgs. 192 del 2005 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”, mentre erano attesi i decreti attuativi e i criteri generali per la certificazione energetica, è stato invece emanato il D. Lgs. 311/06 recante “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192”, tramite il quale vengono apportate delle modifiche alle prescrizioni
già presenti nel primo decreto, soprattutto a quelle inerenti ai requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici.

Il decreto contribuisce a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuo
vendo la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.
Vengono poste altresì le basi alla certificazione energetica degli edifici, dettando i procedimenti di calcolo e le verifiche da effettuare per conseguirla.
L’ambito di applicazione è relativo alle nuove costruzioni, alle ristrutturazioni totali e parziali, alla nuova installazione o ristrutturazione integrale di impianti termici, nonché alla sostituzione dei generatori di calore. Il D.Lgs 311/2006 prevede l’installazione di impianti solari termici per l’acqua calda sanitaria e gli impianti fotovoltaici per la produzione
di energia elettrica. Inoltre nella Finanziaria 2007 viene incentivata l’installazione di caldaie a condensazione, pannelli solari termici e gli interventi atti alla riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio e prevedendo inoltre un innalzamento dal 36 al 55% della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’attuale decreto pone le basi alla certificazione energetica
degli edifici, dettando i procedimenti di calcolo
e le verifiche da effettuare per conseguirla.

CASAWILLEIT, GAIS – MIGLIOR CASA CLIMA 2002
Arch. Albert e Caroline Willeit. È il primo edificio
certificato come CASA CLIMAA PIÙ per il basso
consumo energetico e per la costruzione
con materiali biologici ed ecologici.

Il conto energia – Incentivare gli impianti solari fotovoltaici.

Con il D. M. del 19 Febbraio 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 45 del 23 Febbraio 2007 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito i nuovi criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica
da impianti solari fotovoltaici. Il provvedimento consentirà di allineare l’Italia agli altri paesi europei all’avanguardia nel settore e di eliminare parte delle lungaggini burocratiche, che avevano appesantito il vecchio “Conto Energia”. In particolare non sarà più necessario attendere l’accoglimento da parte del GSE (ex GRTN) della richiesta di concessione
delle tariffe incentivate, ma una volta richiesto l’allaccio al Gestore di rete locale, si potrà procedere direttamente alla realizzazione dell’impianto, e dopo aver collegato l’impianto alla rete elettrica si potrà richiedere al GSE il riconoscimento, per 20 anni, della tariffa incentivante relativa alla tipologia di impianto realizzato. Il decreto disciplina l’accesso alle tariffe incentivanti per chi produce energia attraverso impianti fotovoltaici, e fissa le tariffe da un minimo di 36 ad un massimo di 49 centesimi di euro per kWh prodotto, innalzandole rispetto alla normativa previgente.
Altra novità riguarda la certificazione energetica dell’edificio, richiesta solo per avere diritto al premio aggiuntivo (art. 7) e non più requisito per accedere alle tariffe incentivanti. È previsto un ulteriore aumento dell’incentivo, anche fino al 30%, per i piccoli impianti che alimentano le utenze di edifici sui quali gli interessati effettuano interventi di risparmio energetico adeguatamente certificati.
Modificato anche l’obiettivo nazionale di potenza fotovoltaica da installare: dai 2.000 MW entro il 2015, previsti dalla bozza precedente, si è passati a 3.000 MW entro il 2016. Ricordiamo che non si tratta di un finanziamento in conto capitale a fondo perduto necessario per la realizzazione degli impianti, bensì di un meccanismo di incentivi che remunerano l’elettricità prodotta dagli impianti per 20 anni. Il nuovo progetto del Governo apre la porta del solare a Privati, Imprese, Enti Pubblici, Condomini residenziali, che potranno installare impianti con procedure semplici, agevoli e produzione di energia elettrica de-fiscalizzata che gli verrà pagata per un valore triplo rispetto alla tariffa media di fornitura, rendendo – per la prima volta – l’investimento in energia solare un attività remunerativa, a rischio sostanzialmente nullo e con rendimenti superiori a quelli dei Titoli di Stato (tasso di rendimento tipico: 8-10% annuo). In sintesi tutta l’energia elettrica prodotta da Impianti Solari Fotovoltaici (misurata tramite un contatore che verrà installato a valle del sistema) verrà pagata per 20 anni con una tariffa molto interessante.
Il nuovo decreto presenta sostanziali miglioramenti, snellimenti burocratici e nuove tariffe incentivanti che privilegiano l’integrazione architettonica dei pannelli nell’edificio: ad esempio gli impianti installati a terra sono considerati "non integrati", gli impianti montati sopra le tegole sono considerati "parzialmente integrati", gli impianti in cui i moduli prendano il posto delle tegole sono considerati "integrati".

GLI INCENTIVI SONO ORA I SEGUENTI, ESPRESSI IN € PER OGNI KILOWATTORA
PRODOTTO DALL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO:

LE TARIFFE INCENTIVANTI SONO STATE FISSATE IN BASE A TRE CATEGORIE DI IMPIANTI IN BASE ALLA TAGLIA:

– DA 1 A 3 KWP (KILOWATT DI POTENZA);
– DA 3 A 20 KWP;
– OLTRE 20 KWP; (NON SONO PREVISTI LIMITI DI POTENZA).

ALL’INTERNO DI QUESTE CATEGORIE, OGNUNA È DIVISA IN IMPIANTI:

PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DA 1 A 3 KWP È PREVISTA UNA TARIFFA DI:
– 0,40 € PER KWH PRODOTTO SE NON INTEGRATO;
– 0,44 € PER KWH SE PARZIALMENTE INTEGRATO;
– 0,49 € PER KWH SE INTEGRATO;

PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DA 3 A 20 KWP SI SCENDE, RISPETTIVAMENTE A:
– 0,38 € PER KWH PRODOTTO SE NON INTEGRATO;
– 0,42 € PER KWH SE PARZIALMENTE INTEGRATO;
– 0,46 € PER KWH SE INTEGRATO;

PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CON POTENZE SUPERIORI A 20 KWP A:
– 0,36 € PER KWH PRODOTTO SE NON INTEGRATO;
– 0,40 € PER KWH SE PARZIALMENTE INTEGRATO;
– 0,44 € PER KWH SE INTEGRATO;

QUESTE NUOVE TARIFFE RIMARRANNO IN VIGORE FINO AL 31 DICEMBRE
2008, MA SARANNO RIDOTTE DEL 2% PER
CIASCUN ANNO DOPO IL 2008 E RESTERANNO SEMPRE FISSE PER 20 ANNI (NESSUNA INTEGRAZIONE È PREVISTA IN BASE AL TASSO DI INFLAZIONE).

Chiariamo subito un dubbio molto comune: l’incentivo è proporzionale all’energia elettrica prodotta, cioè l’incentivo
viene pagato su tutta l’energia prodotta dall’impianto che installiamo, non soltanto su quella in eccesso che riversiamo nella rete elettrica.
L’incentivo non viene pagato dall’ENEL, ma dal GSE, il Gestore del Sistema Elettrico nazionale: il pagamento è
mensile, per 20 anni…

 

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