EFFICIENZA ENERGETICA E RISPARMIO

“La sostenibilità di un edificio non appare allo sguardo: non sta nella forma architettonica, che può essere più o meno accattivante. La si riscontra nelle procedure seguite nel progetto e nel cantiere, la cui traccia resta nella check-list…” Così Mario Zoccatelli, Presidente di Green Building Council Italia (GBC Italia), un’associazione no profit fondata nel 2008 e promossa tra gli altri dal Distretto Tecnologico Trentino S.c.a.r.l.
Scopo di GBC Italia è favorire la cultura dell’edilizia sostenibile e promuovere il sistema di certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), uno standard procedurale statunitense che si è imposto negli ultimi anni a livello mondiale, i cui parametri stabiliscono criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, efficienti sul piano energetico e a basso impatto ambientale.
L’Italia è nota come il Paese dell’arte: il che nella pratica architettonica contemporanea si è tradotta a volte, anche in campo ecclesiastico, in una ricerca formale che ha tralasciato gli aspetti sostanziali dell’edificare: tra questi, appunto la “sostenibilità”.
Da tempo la Conferenza Episcopale Italiana va sostenendo iniziative volte a ottenere procedure capaci di migliorare non solo la qualità delle nuove chiese, ma anche il loro rendimento energetico, il loro impatto ambientale, la loro manutenibilità nel tempo: basti citare il convegno organizzato a Roma nell’aprile 2008 dal Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto sul tema “Costruire bene per vivere meglio” e il più recente convegno svolto a Milano nel maggio 2010, relativo all’attività degli Uffici diocesani per l’edilizia di culto, nei quali argomento principe sono state le procedure da seguire nell’attività edificatoria. La certificazione LEED è coerente con tale impegno.
“Tale certificazione – riferisce Zoccatelli – si è diffusa anche nel nostro Paese. Qui attualmente sono in corso lavori importanti, tra cui quello dell’edificio Ifad, la banca della FAO (Food and Agriculture Organization con sede a Roma), il primo dell’ONU a ottenere la certificazione LEED.”
Per riassumere: quando si parla di inquinamento di solito si pensa alla qualità dell’aria.
Questo è un aspetto fondamentale e si stima che il riscaldamento (o il raffrescamento) degli edifici contribuisca per un 40 per cento alla diffusione dei gas serra e di altri inquinanti, ma vi sono molti fattori ravvisabili nella cosiddetta “impronta” ambientale, che riguardano per esempio la possibilità di riciclare i materiali da costruzione, o la salubrità interna degli ambienti: le vernici prodotte da sintesi sono un fattore inquinante.
Al di là delle molteplici specificità, l’opera di organismi come GBC Italia, cui si associa anche la Di Baio Editore con le sue testate tra cui CHIESA OGGI architettura e comunicazione, mira a contribuire a dar concretezza effettiva a una cultura del rispetto per l’ambiente e per le persone.
“Solo una rigorosa attività di pianificazione volta al rispetto degli standard ambientali – insiste Zoccatelli – garantirà che la città del futuro non sia più un aggregato energivoro, pericoloso, inquinante e costoso, ma al contrario un luogo salubre, privo di costi energetici e anche economicamente conveniente: se sulle prime un edificio certificato comporta un esborso superiore a quello di un edificio tradizionale, in breve si dimostra esattamente il contrario. Vi sono casi nei quali già dopo un solo anno di vita l’edificio ha ammortizzato la leggera percentuale in più sborsata per seguire le pratiche di certificazione.”www.welldom.it
Tra passato e prossimo futuro il verbo è “Rinascere”Questi costi aggiuntivi sono dovuti al fatto che la pianificazione di un edificio certificato dev’essere estremamente meticolosa, il che comporta un sovrappiù di tempo utilizzato in sede di progetto; d’altro canto questo si traduce in cantieri che non solo sono più sicuri, ma che non daranno luogo ad arresti imprevisti e a spese aggiuntive. Ma si tratta di procedure utilizzabili solo in edifici nuovi? “No – risponde Giovanni Fabris, del Consiglio d’indirizzo di GBC Italia – le sue procedure sono atte a certificare anche le ristrutturazioni.
Io stesso mi sono occupato recentemente di un edificio del 1560 situato nel parco del Montello (Treviso).
I muri antichi di solito sono massicci e realizzati con materiali del luogo – mattoni pieni, pietre, legno – che di per sé offrono una notevole massa, quindi inerzia termica: sono tutte caratteristiche che vanno nella direzione della bioedilizia.
Gli edifici antichi necessitano di pochi interventi per ottenere un buon grado di rendimento termico: occorre procedere sulla base di un attento studio previo e prestare la massima attenzione per valorizzare le superfici decorate che possano trovarvisi, magari nascoste da intonaci recenti. Terminato lo studio dell’edificio esistente, si deciderà come procedere per valorizzarne le doti. Nel caso del citato edificio cinquecentesco, l’installazione di una pompa di calore e di pannelli radianti in rame a parete sotto intonaco consentono risparmi energetici e l’ottimizzazione del rendimento stagionale con la possibilità di riscaldare e rinfrescare; l’intonaco è traspirante a base di calce realizzato secondo procedure antiche, in modo tale da eliminare l’umidità che si può generare all’interno…” Anche nel caso di ristrutturazioni, le procedure LEED comportano un leggero aumento nei costi di progettazione, compensati da efficienza al momento realizzativo e da una maggiore garanzia di rispetto ambientale.

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