Dalla casa passiva alla casa attiva

I temi del risparmio energetico degli edifici, dell’efficienza energetica e dei sistemi impiantistici fanno ormai parte della produzione edilizia corrente. In primo luogo perché i provvedimenti legislativi nazionali, quale il DLgs 192/2005 e smi, e i provvedimenti regionali , prevedono degli obblighi minimi di legge in caso di nuove costruzioni o ristrutturazione di edifici esistenti, in secondo luogo perché, grazie alla introduzione dell’obbligo di redigere l’Attestato di Certificazione Energetica degli edifici in caso di nuova costruzione , compravendita o locazione, il proprietario, l’acquirente e la cittadinanza possono conoscere la prestazione energetica di un edificio, in maniera semplificata, grazie alla attribuzione di una classe energetica.
Questi due fattori uniti alla crisi energetica, economica e immobiliare, ed alla mutata sensibilità, hanno contribuito a modificare il mercato e gli obiettivi degli imprenditori ed operatori del settore delle costruzioni.
Il successo delle fiere quali il Klimahouse a Bolzano, o Solarexpò a Verona sulle fonti rinnovabili, e il numero di convegni sul tema energia durante il SAIE a Bologna ed il MADEexpo di Milano, confermano la tendenza.
In un tale contesto gli imprenditori edili ed impiantistici si stanno dotando degli strumenti per promuovere i propri prodotti e capacità e rispondere alle esigenze di una committenza, sempre più attenta ed interessata al risparmio energetico.Si riporta una esperienza imprenditoriale svolta dal CEIR  un consorzio di imprese artigiane elettriche ed idrauliche con sede in Ravenna, che ha deciso di acquistare una vecchia cascina rurale, per trasformarla in un circolo per i propri iscritti e come, edificio che consentisse di “dimostrare” le capacità del consorzio a realizzare edifici ad alte prestazioni energetiche. La “Casa piccola impronta”, chiamata così perché ha una ridotta “impronta ecologica” sul territorio, è così diventa l’occasione per dimostrare “dati alla mano” i vantaggi delle soluzioni adottate. L’edificio esistente era costituito da due corpi, di cui uno su due livelli, infissi in legno con vetro singolo, basamento su terreno e copertura in legno, per una superficie utile di 145 m2. Il fabbisogno di energia primaria era di circa 210 kWh/m2anno, pari a circa 51.600 kWh/anno, ovvero un costo energetico annuo di circa 3.600 €/anno (14,60 €/m2), se occupato durante tutto l’anno ed utilizzato in regime continuo, come prevede la normativa.L’intervento ha previsto tre strategie: risparmiare, aumentare l’efficienza energetica ed usare le fonti rinnovabili.
La prima scelta è stata quella di ridurre le dispersioni termiche mediante l’isolamento delle pareti verticali, orizzontali e della copertura. I nuovi infissi adottati sono di due tipi: nella parte esistente si è scelto un telaio in legno ad alta prestazione ed un vetrocamera basso emissivo (tramittanza 1,10 W/m2K), mentre nella sala riunioni sono stati scelti dei tripli vetrocamera basso emissivi, con interposto, tra il vetrocamera ed il vetro verso l’esterno, una tenda veneziana così da garantire la schermatura durante il regime estivo.
Il secondo aspetto ha riguardato gli impianti di climatizzazione, in quanto si è deciso di utilizzare terminali impiantistici a bassa temperatura, quali i pannelli radianti per il riscaldamento e per il raffrescamento estivo, alimentati, a cascata, da tre diversi sistemi di generazione: un impianto solare termico, una pompa di calore aria/acqua ad alta efficienza, una caldaia a condensazione.
Il terzo, ed ultimo aspetto, riguarda l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, oltre ai pannelli solare termico, posizionati sulla copertura della sala riunione è stato aggiunto un impianto fotovoltaico da 6,8 kWp.Professor Valerio Tarabusi, laureato in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Bologna, è docente di prima fascia e titolare degli insegnamenti di Fisica Tecnica Ambientale e di Illuminotecnica e Acustica.
La sua attività di ricerca è indirizzata prevalentemente nel settore dell’acustica applicata, dell’impatto ambientale, dello scambio termico applicati al settore civile e industriale.

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