Stufe a pellet: calore ecologico

Materiale: i pellets, fotografati da Fabrizio Gini, sono stati forniti
da Larus Impianti, azienda specializzata nella realizzazione di
macchine che producono pellets
Testo: Roberto Summer

Pellets noce e ciliegio, Pellets di faggio, Cippato

Da qualche tempo è disponibile un combustibile dotato di alto potere calorifico, di grande praticità d’uso ma soprattutto di elevato valore ecologico: il pellet. Si presenta sotto forma di piccoli cilindretti di dimensioni variabili tra i 5 e i 15 mm di diametro e i 5 e i 30 mm di lunghezza; è ottenuto dalla pressatura, senza aggiunta di alcun collante o di altri elementi estranei, di segatura o di scarti di segheria o della lavorazione industriale del legno o delle operazioni agricole (potatura, selezione arborea etc.) ma comunque sempre di legno non trattato con alcun elemento chimico; ha un basso contenuto di umidità (inferiore al 12%) e una grande densità; è facilmente immagazzinabile, in quanto fornito in sacchi di facile manovrabilità. Basta versarlo nei serbatoi delle stufe progettate per questo combustibile altamente ecologico (infatti il materiale di cui è fatto verrebbe buttato via), alimenta una combustione molto efficace, pulita (spesso non necessita di una vera e propria canna fumaria ma solo di un piccolo scarico) e soprattutto automatizzata e programmata da apposite centraline: così si ha un calore più sano, economico, ecologico e comodo come quello di una caldaia domestica a gas.

PALAZZETTI
La disponibilità di pellet (vedi anche il box qui sotto) e la loro praticità hanno spinto la Palazzetti alla progettazione di un’intera gamma di stufe alimentate con questo combustibile: le stufe Ecofire. In tutte queste stufe la combustione della legna, che già di per sé è un’operazione ecologica, in quanto la legna è una risorsa rinnovabile con un’opportuna politica di riforestazione e anzi può dare occasione di sfruttare aree incolte o destinate all’abbandono di reddito agricolo, viene ulteriormente potenziata sia con l’uso del pellet (ricavati da scarti non utilizzabili per altri scopi) sia col sistema della doppia combustione: nella parte alta del focolare viene immessa aria secondaria preriscaldata che provoca una seconda fiammata e brucia l’ossido di carbonio e altri gas rimasti incombusti, liberando altro calore e fornendo un fumo di scarico più pulito, in cui è presente solo anidride carbonica, nella stessa quantità che la legna ha accumulato con la sintesi clorofilliana e che comunque libererebbe se si decomponesse nel bosco: le emissioni di ossido di carbonio risultano così molto al di sotto dei limiti prefissati dalle normative europee. Nella gamma Ecofire, l’ultima nata è Mini Lux, dal design innovativo, pulito e molto elegante, piccola e compatta, particolarmente adatta per chi ha problemi di spazio: infatti non necessita di una tradizionale canna fumaria, ma solo di uno scarico esterno dei fumi di diametro 8 cm con un tratto verticale di almeno 150 cm.

(a sinistra) Mini Lux, disponibile sia in versione tutto acciaio che con finiture in maiolica in vari colori, ha una potenza termica di 8,2 Kw, un rendimento dell’83% (elevato), un serbatoio di 18 kg di capacità che consente un’autonomia di 36 ore di funzionamento alla minima potenza e un’alimentazione elettrica (per l’accensione dei pellet) di minimo consumo (110 W).

RIKA

(a destra) La stufa a pellet Premio è il risultato di una lunga ed esclusiva ricerca tecnologica durata anni, con numerose prove di laboratorio e pratiche. I pellet vengono immessi, da un serbatoio di ampia portata che assicura fino a 72 ore di funzionamento continuo, in una camera di combustione realizzata in fusione d’acciaio: in tal modo si garantisce una combustione pressoché totale e valori bassissimi di inquinanti nei fumi emessi.

Il funzionamento automatico viene assicurato da una centralina elettronica intelligente accoppiata a un termostato: basta impostare la temperatura voluta nei vari momenti del giorno e della notte e la centralina regola la caduta dei pellet dal serbatoio nella camera di combustione e quindi il regime di riscaldamento. Il calore emanato da Premio è per convezione naturale, senza uso di ventilatori per attivare la circolazione termica, per cui l’aria non si secca eccessivamente, non muove polvere e il clima risulta particolarmente gradevole per bambini, anziani e per i sofferenti di asma e altre malattie respiratorie. Il design particolarmente pulito ed elegante di Premio, caratterizzato dal rivestimento in acciaio e dalle alette triplici in colore contrastante o uguale al resto, la rende perfettamente inseribile negli ambienti più attuali e contemporanei.

Paglia macinata, bricchetto, segatura

PELLET: NUOVO COMBUSTIBILE
La disponibilità di pellet ha suggerito, soprattutto nelle zone con forte disponibilità di legno in natura e con alta densità di segherie e impianti industriali di trasformazione del legno, come possono essere alcune località montane o distretti industriali del mobile, la creazione di impianti di riscaldamento a pellet non solo per uso familiare o individuale, ma per utilizzo condominiale, pubblico e addirittura per il teleriscaldamento di intere comunità. I presupposti tecnici ed economici fanno sì che tali impianti siano ormai competitivi con quelli tradizionali a combustibile fossile o gassoso e, in questi particolari casi geografici, siano anzi fortemente avvantaggiati dal punto di vista sia economico che logistico: il materiale è disponibile in loco o nelle immediate vicinanze e quindi si abbattono i costi di trasporto e quelli di stoccaggio si riducono; i nuovi impianti di grandi dimensioni sono totalmente automatizzati e quindi richiedono un ridotto impegno di lavoro, minore di quelli a gasolio o a gas, la resa termica è elevata e inoltre si bruciano gli scarti di lavorazione. Il processo di automatizzazione va dall’alimentazione della legna alla sua accensione, dalla pulizia dello scambiatore sino alla sonda lambda regolata da microprocessore per la programmazione di diversi cicli termici. Un nastro trasportatore porta i minuzzoli di legna al pozzo di caduta, da cui una coclea lo introduce nella camera di combustione, a cui affluiscono aria primaria e aria secondaria per la postcombustione.

COME FUNZIONA LA STUFA A PELLET

In ogni stufa a pellet esiste un serbatoio, solitamente di buona capacità, in cui si versano manualmente i pellet, dai sacchi in cui sono contenuti, generalmente fino a saturazione. Poi si programma, attraverso la centralina di cui sono dotate molte stufe, la temperatura voluta nelle varie ore, oppure si regola
manualmente la temperatura e quindi il regime di funzionamento, con la possibilità, per le stufe che ne siano dotate, di
attivare la ventilazione, continua o a intervalli.
I pellet vengono convogliati da una tramoggia nella camera di combustione, dove un sistema elettrico provvede ad accenderli (non occorrono pertanto né fiammiferi né carta né accendifuoco e tutto è automatico); si attivano l’aspirazione primaria attraverso le bocchette di cui è dotata ogni stufa (o anche meglio da una presa d’aria esterna) e la circolazione dell’aria secondaria che provoca la seconda combustione; l’aria calda viene condotta nell’ambiente sia per convezione naturale che per ventilazione forzata (nei modelli che ne sono forniti); l’alimentazione dei pellet è continua, in base alla temperatura o al regime prefissati, e quindi non bisogna far niente più che provvedere alla ricarica del serbatoio, ad intervalli molto lunghi, e godersi in tutta tranquillità il piacevole calore!

 

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