TRASPARENZE SUL MARMO

L’edificio, del 1916, era oscurato dalla patina del tempo e dai palazzi sorti vicini nella periferia postbellica. L’intervento dell’Arch. Giancarlo Marzorati ha trovato un punto di equilibrio per quest’architettura di maniera, che è stata resa a una nuova luminosità che vive di nitore e limpidezza anche nell’adeguamento liturgico.

Non proietta quel senso di inattingibile, augusta aulicità, proprio delle grandi architetture storiche. Ma, come tante chiese realizzate “in stile” tra Otto e Novecento, anche questa, nata in aperta campagna, ha la dignità di quel che è ben radicato nella vita sociale.
Come tante altre opere “romaniche”, alla carenza di autenticità, rispetto agli archetipi, sopperisce grazie alla solidità della fabbrica, al valore intrinseco dei materiali, all’emblematica espressività del disegno. Ma se all’origine il suo volume troneggiava sulla campagna, oggi resta compresso tra palazzi: come se fosse avvenuta una traslazione fuorviante, perché ogni architettura, ma in particolare quella della chiesa, non è un oggetto “in sé”: stabilisce sempre un rapporto spaziale e semantico con l’intorno.
La soverchiante espansione urbana in questo caso aveva un effetto svilente sulla chiesa, minandone la condizione di preminenza gerarchica.

Eretta durante la prima guerra mondiale, la chiesa si trovava in aperta campagna. Negli anni è stata assoggettata a diversi interventi, operati anche con intonaci e colori di sintesi. L’attuale restauro ha ritrovato le condizioni primigenie, con intonaci e colori a calce e terre naturali.Infatti, a differenza delle architetture storiche autentiche, che per natura hanno un carattere inviolabile, il confronto con le produzioni recenti della periferia urbana ne accentuava la condizione di vetustà, ergo di gracilità. Se una chiesa romanica autentica apparirebbe eterna rispetto a nuovi edifici vicini, questa ripresa fuori tempo assumeva un che di effimero, come effimere sono spesso le realizzazioni dell’edilizia massiva. Il pregio del restauro conservativo è stato di operare una nuova nascita dell’edificio, a partire dalla facciata. Il recupero dell’intonacatura originaria e delle tinte che evidenziano fregi, cornici e decori, rende la chiesa a una premodernità partecipata, vissuta quanto vissuta e partecipata era un tempo la sua presenza nell’intorno campestre. E all’interno è stata svolta un’accurata pulitura delle superfici.
Il che ha riportato l’ambiente alle condizioni primigenie, togliendo aggiunte quali le ridipinture in acrilico che, oltre a impedire la traspirazione, portavano a camuffamenti quali quello delle fasce orizzontali sulle colonne in pietra.L’effetto generale è quello della riscoperta della luce come elemento architettonico primario. Trovata la cromia originaria, questa è stata ripresentata su tutte le superfici, su intonaco naturale; ripulite le pitture murali, le modanature e gli archi color mattone chiaro, la luminosità dell’ambiente è rifiorita. L’intervento illuminotecnico ha disposto i corpi illuminanti sopra i capitelli e altre sporgenze: la luce all’intorno si diffonde in modo indiretto, esalta i colori ritrovati e raggiunge l’effetto di una generale trasparenza e permeabilità dell’ambiente. L’intervento liturgico ha riguardato lo spostamento del tabernacolo e della sede, un tempo in asse dietro l’altare, e del fonte battesimale. La sede è stata posta sul lato destro (rispetto alla navata) all’innesto del presbiterio, il fonte lì accanto in una nicchia, il tabernacolo al margine sinistro dell’abside su di una colonna in marmo bianco vicentino: lo stesso materiale della sede e del nuovo ambone, a sinistra sul presbiterio. Tutta la pedana è stata rivestita in parquet, a vantaggio della luminosità dell’ambiente e dell’accentuazione dell’altare, che è rimasto.Progetto: Arch. Giancarlo Marzorati
Parroco: Don Angelo Cairati
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano: Arch. Francesco Chieca
Liturgista: Mons. Claudio Magnoli
Curia di Milano-Ufficio BCE: Arch. C. Capponi (responsabile), Arch. A. Mariani
Intervento di restauro: RC Restauro Conservativo, Busto Arsizio (Varese)
Illuminazione: Disano Illuminazione, Rozzano (Milano)Opere in pietra, in rame e leghe di rame
Dipinti murali e intonaci
Opere in stucco e lignee

www.rcrestauro.it

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