QUI LAVORA IL PENSIERO


Sistemi per ufficio: mobili, sedie, tavoli, contenitori.

Spazi aperti, luminosità, facilità di circolazione: gli ambienti di lavoro hanno conosciuto un’evoluzione rimarchevole negli ultimi anni. Oggi gli arredi sono votati a favorire la creatività e il benessere:
dallo studio dei colori all’integrazione delle forme; nel segno della funzionalità e dell’ergonomia integrale: pensati per favorire l’equilibrio fisico e mentale di chi lavora.

Quando Stakanov si sfiancava giorno e notte nelle miniere russe non poteva immaginare quale sarebbe stata l’evoluzione del mercato del lavoro nel giro di qualche decennio. Né lo potevano gli operai che agli inizi del XX secolo erano impegnati in turni di 12 o più ore al giorno per sei giorni alla settimana nelle fabbriche italiane, e per contratto non potevano dedicarsi a prestazioni aggiuntive nel tempo libero.
Ma fortunatamente – e in fondo anche grazie all’opera in cui si sono profusi quegli antesignani della nostra era contemporanea – oggi “lavoro” è prevalentemente qualcosa di molto più comodo, tranquillo, piacevole.
Il design di interni, lo studio dell’ergonomia, la psicologia applicata all’architettura, ci regalano uffici in cui funzionalità
ed estetica fanno tutt’uno. Il colore è studiato per il benessere di chi sta alla scrivania (Foto 1).

Il sistema di librerie e tavoli di diversa altezza si adatta alle esigenze della persona e offre variazioni cromatiche
e tonali: prevalgono tinte rilassanti e nascono secondo il gusto scenari in cui rasserenarsi col verde, stimolare il pensiero nell’alternanza di neri e grigi, energizzarsi con le tinte accese. L’ambiente di lavoro è finalizzato alla qualità dell’abitare, progettato per offrire agio.
Così gli elementi per ufficio – sedili, scrivanie, scaffalature – (Foto 2) sono il frutto di una ricerca continua e attenta: anche stare seduti diventa un’arte, non più una costrizione. Ma poiché nell’ufficio di oggi si preferiscono gli spazi aperti, per conseguenza sorge il problema della privacy: ecco che i sistemi integrati si traducono in strategiche disposizioni che conciliano il lavorare insieme con la riservatezza della singola postazione.
Mentre l’universalità del design è ben espressa dall’incontro di elementi hi – tech con contesti vetero – industriali.

Le librerie modulari (Foto 3 e 4) armonizzano con facilità mantenendo però la loro personalità: pur nella serialità e
nella semplicità hanno un valore estetico, sono quasi come sculture astratte: cornici per volumi, classificatori, schedari, o semplicemente per suppellettili ornamentali. E la precisione del disegno comunica un senso di leggerezza e trasparenza che contrasta con la loro capacità prestazionale. Nell’ufficio, eleganza vuol dire prestigio: un senso di
importanza che infonde sicurezza in chi vi opera.

1. Elementi arborei per “Stripes Collection”, Fantoni.
2. Linearità e fantasia: un insieme proposto da Herman Miller.
3. – 4. Ritmo e espressione: cassettiera in pelle “cBox” e scaffale “cBook”, Dieffebi.
5. Funzionalità e individualità: multipostazione “Cartesio”, Faram.
6. 7. 8. La libertà e la necessita: i tavoli tubolari si complementano nell’arte, Sagsa.

Qui sta il valore della capacità di comporre postazioni e strumentazioni, divisori e pareti, trasparenze e opacità. La razionalità non è semplicemente misura e ottimizzazione degli spazi, ma anche eleganza (Foto 5).
E se “less is more”, i tavoli (Foto 6 – 7 – 8) esprimono la libertà del possibile. A diversi ripiani, in diverse dimensioni e cromie, la loro struttura tubolare permette un’infinità di superfici orizzontali: sono il terreno su cui si poggiano riviste e cui ci si accosta per confrontare opinioni. Sono l’elemento che è divenuto emblema del dialogo: non caso oggi si dice “aprire un tavolo” invece di “aprire un dialogo”.

L.S.

 

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