Quadri su fondo bianco

Tratto da:
99 Idee Casa N°69
Quadri su fondo bianco
DiBaio Editore

Un regista televisivo voleva una casa dove dimenticare il mondo del lavoro: ha scelto uno spazio bianco con grandi quadri scelti e amati come amici.
serivizio di Walter Pagliero foto Marina Papa


A Roma accanto al parco di villa Ada Maurizio Rasio, sceneggiatore, regista televisivo e creatore della prima web television italiana (Real Life TV), è sempre vissuto a Roma, da giovane con i suoi genitori in un complesso chiamato Villa Nomentana, e poi in questo appartamento a cento metri dal precedente. Era una vecchia casa con stanze molto suddivise, immersa nel verde ma senza grandi finestre.

“Trovandomi al primo piano, desideravo prima di tutto dare luce all’interno, per poi inserirvi nel modo più solare un ambiente minimalista.”

Questa ristrutturazione, curata dall’arch. Paola Lombardi di Milano, ha demolito molte pareti per creare spazi aperti secondo le esigenze del committente, dipingendo tutto di bianco per permettere alla luce di riflettersi e moltiplicarsi. “Essendo al primo piano, desideravo prima di tutto dare luce all’interno, per inserirvi nel modo più solare un ambiente minimalista ed estremamente funzionale che desse a me l’atmosfera idonea a un relax completo e ai miei quadri unruolo da protagonisti. Di aggiunto vi sono solo alcuni ricordi, come la pelle di zebra appartenuta a mio nonno paterno che aveva vissuto molti anni nel Congo, alcune sculture africane della sua collezione, e naturalmente i quadri.
Molti sono del pittore e architetto romano Massimo Catalani, uno è di un astrattista russo degli anni ‘20, due di una pittrice norvegese, un altro (quello sulla libreria) del dadaista Pablo Echauren. Sono dipinti che amo molto e nei quali investo tutti i miei risparmi. Ma non sono un intenditore e mi affido totalmente alle sensazioni che ognuno di essi mi dà: a volte sono fortunato e non costa molto, a volte mi arrendo di fronte a cifre iperboliche, in altri casi ho venduto la camicia pur di comprarlo. In due occasioni è stato difficile acquistarli perché l’autore non li voleva cedere. Per il pannello lungo e stretto appoggiato al pilastro c’è una lunga storia: a cena da una persona vedo un quadro verticale che mi piace molto, mi faccio dare l’indirizzo della pittrice, la vado a trovare e m’innamoro di un altro suo quadro, che però non vuole cedermi perché è il ritratto della cugina che tiene per le mostre. Con pazienza torno periodicamente alla carica ma senza risultato.

Un anno e mezzo dopo, il miracolo: forse dopo un bisticcio con la cugina, lei mi telefona per sapere se avevo ancora la “cotta” per quel ritratto. La stessa storia si è ripetuta con la grande natura morta di pomodori: stavano di fronte a me mentre pranzavo in un ristorante di Capalbio e per due ore li ho mangiati con gli occhi. Ma non ne ero sazio, sentivo che dovevo portarmeli a casa. E anche questa volta il colpo è riuscito.” Essendo una persona del mondo dello spettacolo, questo appartamento viene utilizzato per cene con molta gente, sempre allegre e animate come a Roma si usa dai tempi della felliniana dolce vita, e il grande tavolo da pranzo lungo circa cinque metri permette la presenza di ventidue coperti e di ventidue sedie, di giorno dislocate nei vari ambienti della casa. Questo tavolo, in legno chiarissimo come il pavimento, è stato trovato in un laboratorio dismesso dell’hinterland milanese. L’illuminazione interna è a bassa tensione con fili che pendono dal soffitto e decine di lampadine puntiformi dalla luce molto bianca che, accese tutte insieme al massimo, danno un effetto di luce solare.

“La mia casa è pensata per ospitare molta gente, ma è perfetta per un single e va bene per una coppia.”

“Non so se si prova la stessa sensazione guardando le foto, ma vivendo la casa di persona si sente molto la presenza delle piccole statue africane e di quelle riportate dai miei viaggi, come ad esempio il drago indonesiano, che ha un aspetto terrificante per proteggere la casa, ma che per ben due volte non ha saputo evitare l’arrivo dei ladri. Quando in vacanza trovo qualcosa che ne vale la pena, prendo sempre per la casa una piccola statua o un tappeto etnico (africano ma anche sardo) con cui nella stagione fredda copro quasi completamente il pavimento (queste foto le hanno fatte d’estate).” Personalmente in questa casa quel che più colpisce è la determinazione con cui si è realizzato un grande spazio bianco per farvi spiccare, come fate morgane nel deserto, grandi quadri iperrealisti (i pomodori, la pera, i piedi, la donna) in un turbinio di cibo e sesso che sembra esprimere una gioia di vivere che ricorda la Roma pagana. E colpisce il grande spazio (più di 120 metri quadri) destinato a ricevere, soprattutto a tavola, quegli amici che nel mondo romano del cinema, della pubblicità e della televisione tendono a diventare centinaia. “La mia casa è stata pensata per raccogliere molta gente, ma contemporaneamente è perfetta per un single e va bene per una coppia. E’ una casa dove riesco molto bene a esprimermi, sia scrivendo che progettando.”

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