Punti luce riflessi nelle trasparenze in un condominio a Siviglia (Spagna)


In un condominio di Siviglia (Spagna)

Testo Ines Colombi

Città di mare, ma pienamente città, Siviglia è tra gli agglomerati urbani spagnoli che hanno conosciuto il maggiore sviluppo nel corso degli ultimi dieci anni. Vi si fondono nobili memorie storiche (fondata come colonia fenicia,
divenne il caposaldo più avanzato dei Romani in terra iberica) e l’attuale spinta al progresso, tipicizzato dal nuovo, avveniristico Museo del Mare progettato da Santiago Calatrava.
Questo condominio sivigliano, in nuce, riassume alcune suggestioni di questo paesaggio storico mediterraneo proteso veso il futuro. È dotato di uno spazio androne- scala di dimensioni cospicue, dovute anche al fatto che la facciata è inclinata.

L’abbondanza di acciai e di vetri rende trasparente l’impianto che si inserisce con gradevolezza entro pareti rivestite
in listelli di pietra, le cui scabre superfici contrastano con la lucida perfezione di quelle del corpo ascensore.
Nella lucidità del metallo a specchio, si inseriscono come momenti di discontinuità i pulsanti e le luci. La logica dell’intelaiatura metallica non ne resta scalfita o minimamente alterata. Orientate non secondo l’asse verticale, le lampade interne alla cabina fanno scorrere la luce sul cielino e la riflettono sui vetri e sui montanti, in un moltiplicarsi di immagini a caleidoscopio, ma senza molteplicità di colori. L’ordine dato dalle strutture si mantiene pur nel proliferare dei
riflessi.

Uno sguardo dall’alto sull’ingresso evidenzia la luminosità dell’insieme: le piante diventano mediatrici tra dentro e fuori. In alto: gli sbarchi dell’ascensore sono collegati ai disimpegni da passerelle, così l’installazione risulta esaltata
nella propria singolarità, e appare come un corpo aggiunto entro un edificio granitico. A destra: la breve scala che conduce dallo sbarco dell’ascensore alla quota della strada; le balaustre sono tutte in acciaio lucido e vetro fumé.
Pagina a lato, in senso orario: la vista frontale della porta evidenzia nell’ascensore il disegno tecnologico che si contrappone alle vicine superfici in pietra. I giochi di riflessi sulle superfici lucide. L’ingresso è caratterizzato dal corpo ascensore.

Questi finiscono per offrire un gioco di evanescenza in cui l’impianto ascensore accentua la propria leggerezza rispetto
alla petrosità delle pareti. E i corridoiponte agli sbarchi fanno sì che l’installazione risulti quasi estranea all’edificio, come
se vi si fosse inserito dopo la costruzione: ne guadagna in autonomia sul piano architettonico, come un gioiello tecnologico incastonato nei varchi di accesso, tra le solette. Un ascensore che proietta la propria luminosità sulle vicine superfici delle balaustre vitree e delle pavimentazioni, quasi scomparendo in esse.

 

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