PROGETTARE CON LASTRE DI VETRO


Milano. Un’intervista a Carlo Santambrogio, progettista e produttore di arredamenti e strutture in vetro.

Divani, letti, tavoli, cucine, librerie, porte scorrevoli, rubinetti, vasche, scale, travi, solette realizzate in vetro, frutto di una progettazione attenta alla ricerca dei rapporti.

Architetto Carlo Santambrogio, può raccontarci quali sono stati i suoi primi passi nella progettazione di architetture d’interni e oggetti d’arredo?
Mio padre aveva una fabbrica con una produzione d’arredamento, molto diversa da ciò che facciamo adesso. Ho sempre coltivato la passione per questo campo e, dopo la laurea in Architettura, ho iniziato un’attività in proprio come interior designer, utilizzando elementi di normale produzione, per poi accostarmi alla personalizzazione degli ambienti secondo uno stile preciso. Le esperienze di questi anni ci hanno portato a creare un personale concetto di casa e di abitare, che si è tradotto nell’utilizzo del vetro. I nostri elementi sono piacevoli e funzionali perché sono fatti di questo bel materiale e perché hanno alle spalle un progetto che li caratterizza e li accomuna: Simplicity, realizzato con Ennio Arosio, (visibile nella foto 1 insieme a Carlo Santambrogio). Il vetro è una passione, così tutto diviene più facile, molte cose sorgono in modo naturale, ma allo stesso tempo si complicano, perché la passione può portare alla sperimentazione, verso territori inusuali. Il fatto di aver realizzato un piano cottura in vetro trasparente, (foto 5), forse è l’esempio più lampante.

Esistono altri piani cottura in vetro, ma il nostro è trasparente ed ogni componente è a vista ed ha una giusta collocazione poiché fa parte di un disegno più ampio. I pezzi sono dotati di una certificazione, in quanto il nostro lavoro si svolge a livello internazionale, in paesi per i quali la sicurezza, la garanzia e la certificazione sono fondamentali.
Può spiegarci il progetto della “casa del bosco”?
Questo progetto è nato cinque anni fa, ogni anno ha avuto un’evoluzione. Siamo partiti nel 2004 con l’idea di assemblare lastre di vetro e abbiamo inventato un particolare giunto, (visibile nella foto 2), con il quale costruire tutto. Negli anni abbiamo realizzato i primi elementi come il tavolo, la libreria, la cucina e via via abbiamo individuato al di là del singolo elemento delle aree: l’area del living, con i divani, (foto 6), le librerie, (foto 7), le divisioni; un’area benessere con lavandini, rubinetti, (foto 8), panche, lettini, vasche da bagno.. e sono tutti fabbricati con questo tipo di giunto… Sì, il comune denominatore è il materiale, insieme al progetto, uno vive per l’altro. Abbiamo trattato poi il tema dell’esterno,
con le panche, l’illuminazione, ecc. Due nostre panche sono posizionate nell’ambiente dove si trova il Cenacolo. Il vetro caratterizza lo spazio attraverso i riflessi e gli spessori che si colorano e nello stesso tempo asseconda ciò che lo circonda. I nostri oggetti non sono mai gli stessi, cambiano a seconda della luce, della posizione, dell’ora del giorno. Gli spessori che si colorano emergono come segni grafici molto rigorosi che caratterizzano queste piccole architetture. Il vetro è un materiale da toccare, trasmette importanza senza appesantire.

L’anno scorso abbiamo affrontato la ristrutturazione dello showroom e abbiamo iniziato a sviluppare il nostro progetto non solo come elemento all’interno dello spazio, ma come
elemento che costruisce lo spazio: le lastre di vetro che sorreggono la soletta, il pavimento di vetro sospeso attraverso travi in vetro, la scala, gli ingressi, tutto ciò che non è solo arredamento, ma anche contenitore. Quest’anno abbiamo creato dei progetti – guida che racchiudono i punti e i concetti nodali. Abbiamo progettato una struttura con il nostro sistema e gli elementi che costruiscono l’interno: se guardiamo le immagini della casa del bosco, (foto 3, 4, 9), con il letto sospeso di vetro, difficilmente ci si immagina una soletta. L’obiettivo è quello di riuscire a fare una casa con la struttura
e l’arredamento in vetro, ma diamo la possibilità di avere un mondo all’interno del quale si può scegliere una parte.

In questo momento a cosa lavorate?
Abbiamo un progetto a S. Marino, all’interno di una grossa banca, uno ad Altamura, (Bari), dove stiamo realizzando
una zona per un ristorante dove ci sono travi in vetro, che rispecchia un po’ il concetto della casa; stiamo lavorando inoltre a Singapore e a New York. Il nostro mestiere ci porta ad incontrare direttamente il cliente, permettendoci di realizzare il progetto adatto per la persona.

BIOGRAFIA

CARLO SANTAMBROGIO
Carlo Santambrogio nasce a Giussano, in provincia di
Milano, il 2 marzo 1969.
Si laurea in Architettura nel 1995 presso il Politecnico
di Milano, nel 1996 inizia l’attività di interior designer
ed apre uno showroom d’arredamento a Milano. Nel
2004 nasce il progetto Simplicity in collaborazione
con il designer Ennio Arosio.

Avete una produzione standard di tavoli e altri arredi?
Quello che possiamo chiamare standard sono il rigore e la pulizia, l’obiettivo è quello di disegnare la trasparenza e lo standard è la ricerca delle proporzioni, che avviene attraverso lo sviluppo del nostro giunto che dà determinate ortogonalità, per il resto lavoriamo sul progetto. Il limite che abbiamo è quello fisico della lastra di vetro: sei, otto, fino a dieci metri, oltre a questa misura non si può andare, per il resto lo standard è più legato alle linee guida del progetto.

Dott. Arch. Giacomo Cornelio

 

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