Prof. Paolo Portoghesi

Prof. Paolo Portoghesi

“Penso sia un’opera di indubbio interesse e di grande qualità. Tanto più importante e benvenuta a Roma, dove sono rare le chiese nuove di valore. Nel percorso professinale e creativo di Richard Meier questa architettura segna decisamente una svolta fondamentale. Dopo aver continuato per decenni lungo la strada razionalista impostata da Le Corbusier, Meier qui ha aperto un nuovo filone di ricerca, ricco di interesse. Ciò detto, vi potrebbero essere due ordini di riserve. Innanzitutto riguardo alla sistemazione liturgica dell’aula. Meier, forse non adeguatamente informato sulle necessità della liturgia postconciliare, ha disegnato uno spazio di cararttere tradizionale, che potrebbe essere adatto per una chiesa degli anni ’30 del secolo scorso. Questo attiene sia alla disposizione in pianta dell’aula, sia all’elaborazione in alzato dell’edificio. La luce che spiove dalle grandi vetrate in modo piuttosto uniforme non mette in rilievo, come invece sarebbe necessario, i poli fondamentali della liturgia: l’altare e l’ambone. Il secondo ordine di riserve – lo dico con una certa amarezza – riguarda il modo con cui si è arrivati all’assegnazione di questa opera. Nei primi anni ’90 il Vicariato indisse un concorso per due complessi parrocchiali. Parteciparono centinaia di architetti, con grande profusione di energie ed impegno. Fu dichiarato il vicitore per solo uno dei due complessi. Per l’altro, quello di Tor Tre Teste, fu solamente segnalato un progetto ma non fu indicato alcun vincitore, anche se concorrevano molti validi professionisti. Successivamente fu deciso di indire un nuovo concorso internazionale a inviti, da cui emerse la proposta di Meier. Penso che sarebbe stato più corretto far sì che il concorso precedente trovasse il suo esito. Magari un successivo concorso a inviti avrebbe potuto riguardare un altro complesso parrocchiale, dei 50 la cui realizzazione era in preparazione. Si tenga anche presente che nel primo concorso si indicava un preciso vincolo di spesa. Ma questo è stato poi amplissimamente superato – di un ordine di grandezza – dal progetto di Meier, grazie alla partecipazione di sostanziose sponsorizzazioni. Insomma, sono stati usati due pesi e due misure. In conclusione credo si possa dire che questa nuova chiesa di Tor Tre Teste sia forse eccessivamente collegata a operazioni di immagine, alla publicità, ai mass media.”

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)