Primo progetto passivo


ARCHITETTURA – CHIESA DEI SS. SEVERO EAGATA A CORCIANO (PERUGIA)

In Germania, nel corso del decennio passato, sono stati realizzati impianti fotovoltaici su centinaia di chiese: oggi questo basilare patrimonio di conoscenze e di esperienza viene proposto ai committenti, progettisti e tecnici italiani tramite un convegno a Venezia, il 4 dicembre 2008: il più importante evento europeo sul fotovoltaico per gli edifici di culto.

La chiesa si presenta come un tronco di cono ellittico, mentre gli edifici di servizio offrono l’immagine del quadriportico: ma l’aspetto più caratteristico è la leggera struttura che in alto appare come una tenda distesa sopra l’edificio di culto e parte del sagrato. La differente coloritura dei collettori solari e dei pannelli fotovoltaici consente di disegnare in
questa una croce che, vista da sopra, individua nel convergere dei bracci il luogo celebrativo.
In tal modo le nuove tecnologie per il risparmio energetico sono perfettamente integrate nell’aspetto monumentale e simbolico dell’edificio, che si giova anche di cinque sonde geotermiche, raccolta e riciclo dell’acqua piovana, studio della circolazione dell’aria per il raffrescamento estivo, selezione di rivestimenti in funzione della resa climatica e acustica
degli ambienti, utilizzo di materiali da bioedilizia.
Un centro parrocchiale completo, ben visibile e inserito nel luogo e nella tradizione pur nella assoluta modernità delle tecnologie adottate: sarà la prima chiesa “passiva” sotto il profilo energetico, ma attiva nel suo significato di luogo di culto e centro sociale.

1. altare
2. ambone
3. sede
4. fonte battesimale
5. tabernacolo e cappella adorazione
6. penitenzieria
7. sacrestia
8. coro
9. cappella feriale
10. atrio
Vista da sud-est: il corpo della chiesa si eleva e protende una croce, segnale preminente simile al campanile.
In alto: parete nord con le aule oratoriali.

Chiesa dei SS. Severo e Agata in loc. Girasole,
Corciano (Perugia)


Coordinamento progetto:

Arch. Donatella Forconi
Gruppo di progettazione:
Arch. Samanta Bartocci, Arch. Erika Bonacucina,
Ing. Giancarlo Capponi, Arch. Patrizia Ciotti,
Ing. Fernando Lugli, Arch. Pamela Montecchiani,
Ing. Ivo Scargetta

In senso orario nelle due pagine:
vista da nord-ovest, il manto
di copertura evidenzia la
croce, il portale si apre sul sagrato;
i corpi di servizio formano
un quadriportico; la
pianta dell’aula evidenzia le
corrispondenze tra altare e
tabernacolo, ambone e battistero
(i cerchi a nord e sud sono
i pozzi geotermici); schema
per la raccolta dell’acqua
piovana per usi sanitari.
Al di sotto del calpestio del sagrato saranno installati 2 impianti di raccolta delle acque piovane, della capacità ciascuno di 10.000 litri. Con precipitazioni
di 800 mm annui, utilizzando come area di raccolta
le coperture degli edifici del complesso e il sagrato, si potrà disporre di oltre 40.000 litri utilizzabili, al posto di acqua potabile, per rifornire le cassette di scarico dei bagni. Considerando complessivamente
l’uso dei bagni di circa 20 utenze giornaliere, si copre
integralmente il fabbisogno idrico relativo con l’acqua di recupero delle precipitazioni.

Le pompe di calore a sonda
geotermica permettono di
sfruttare la capacità termica
del terreno, che già sotto i 3 m
dal piano di campagna si trova
a temperatura costante di
12°-14°, consentendo risparmi
energetici elevatissimi.
Infatti, il fabbisogno energetico,
sia nel riscaldamento invernale
che nel raffrescamento estivo,
viene fornito per 4/5 dal terreno
e per la restante parte dall’energia
elettrica prelevata
dalla rete; se l’energia elettrica
utilizzata proviene da fonte fotovoltaica
si consegue l’autosufficienza
energetica.

La superficie della copertura a pergolato disponibile per l’installazione dei moduli fotovoltaici è di circa 700 m2. Utilizzando il 60% della superficie disponibile per l’installazione di moduli su apposite strutture di sostegno che ne consentono l’inclinazione di almeno 10° verso sud, si ottiene un campo fotovoltaico da 50 kWp con una produzione annua stimata superiore a 50.000 kWh (equivalenti a circa 9.000,00 €). Attivando un contratto di scambio sul
posto con l’ente erogatore, tale produzione può coprire integralmente i consumi energetici per la climatizzazione della canonica e degli uffici oltre ai consumi elettrici per illuminazione degli altri ambienti.
Contributo dei pannelli fotovoltaici per il funzionamento di tutti i dispositivi elettrici dell’intero complesso.
Contributo dei pannelli fotovoltaici
per il funzionamento della pompa di calore associata alle sonde geotermiche per corpo sud.
Contributo dei pannelli fotovoltaici per il funzionamento della pompa di calore associata alle sonde geotermiche per canonica.

 

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