Premiazione e progetti in mostra

Il tema del premio, che nasce dall’esigenza di riformare il sistema sicurezza/paese reso critico da innumerevoli tragedie susseguitesi con incalzante e preoccupante periodicità, pone al centro della dialettica sociale e culturale la questione della sicurezza/qualità della vita dei popoli.
Politiche dissennate, condotte da visioni improntate a uno sviluppo a breve termine, hanno condotto allo sperpero e alla distruzione di grandi parti delle risorse del pianeta, finendo per minare alla base il futuro dell’umanità e, tanto da portare scienziati di tutto il mondo a prospettare apocalittici scenari futuri.
Può una società essere così becera da distruggere con consapevolezza il futuro dei propri figli, negando loro il diritto di crescere in un sano e sicuro contesto ambientale, naturale o antropizzato che sia?
Può arrendersi, a dispetto del progresso e delle conquiste raggiunte, alla devastazione del pianeta?Lo sguardo dei figli dell’uomo, i sogni, le ambizioni, possono divenire il motore propulsore di un’azione che costringa tutti coloro che ne hanno il potere, e la responsabilità, di condurre e indirizzare verso modelli di vita più consoni alla conservazione della terra.
Sei opere, dodici progetti in mostra.
Al di qua il bruciante nesso tra realtà e immaginazione, l’incalzante contrasto tra il mondo delle principesse – dei fiori dai colori cangianti, dei prati verdi e del cielo blu – e la cruda realtà, reale/irreale, futura o futuribile; al di là progetti di architettura concepiti con l’idea di uno sviluppo sostenibile.
Potranno farfalle, fate e fiorellini vincere l’indifferenza, combattere l’inquinamento, bloccare il surriscaldamento terrestre, tappare il buco nella fascia di ozono, fermare i mutamenti climatici, la distruzione delle foreste, lo scioglimento dei ghiacciai, l’avanzare dei deserti, l’innalzamento del livello delle acque, l’estinzione delle specie?
Potranno tranquille casette colorate e improbabili animaletti dalle forme strane, colonizzare la mente degli uomini, condurli a discernere tra cattiva e buona gestione del territorio, tra cooperazione e abbandono, interesse e indifferenza, tra buona e cattiva qualità della vita?
Forse sì, sempre che l’egoismo dell’uomo in un estremo atto di assurdo cannibalismo non finisca per fagocitare se stesso e i propri figli. 

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