Percorsi di architettura

Un vademecum di viaggio che accompagna il lettore. È questo lo spirito dell’ultimo numero di “Ville e Case”: un viaggio affascinante attraverso tecniche costruttive che utilizzano materiali naturali, soluzioni che reinterpretano in maniera innovativa tecnologie tradizionali, impianti a basso consumo energetico, il tutto realizzato con grande cura e attenzione per l’ambiente.

The latest issue of ‘Ville e Case’ introduces the reader to building techniques using natural materials, innovative ways of using traditional technology, low-consumption energy systems, and environmental protection.

Testo: Arch. Ginevra De Colibus

Le immagini presentate non impongono un’architettura scenografica e sensazionale, ma discreta, realizzata su misura per le persone che devono viverla. Un’architettura che non si limita allo studio delle prestazioni del sistema tecnologico,
alla ricerca di soluzioni climaticamente compatibili e meno energivore possibile, ma che comprende anche un’approfondita indagine conoscitiva del contesto ambientale. Le componenti vitali dell’ecosistema preesistente diventano variabili di progetto poiché la salvaguardia di un luogo può avvenire solo attraverso la ricreazione di un equilibrato rapporto tra uomo e ambiente.

The pictures presented here propose a form of architecture that is discrete and made-to-measure. It does not limit itself to a study of the performance of the technological system or to research into climatically compatible and energy saving solutions, but also comprises an indepth look at the environmental setting. The essential components of the pre-existing ecosystem become project variables, given that environmental protection can only take place if the balance between man and his surroundings is recreated. The two homes by Mario Botta on the hillside of Colmanicchio, a small mountain village above Locarno, innovatively employ traditional wood building techniques using the Steko prefabricated system, the basic module of which is a wooden brick that is 16cm thick and 64cm long.

Nelle foto: Alcuni tra i tanti esempi di realizzazione delle splendide case presenti nella rivista “Ville e Case”.
Nell’immagine sopra, un esterno rappresentativo di una abitazione creata da Mario Botta. Molto significativo é il taglio
geometrico, creato da volumi netti e puri, in assoluta armonia compositiva con il profilo delle aperture vetrate angolari.
Vediamo invece alcuni disegni della costruzione. Illustrazioni del progetto di Mario Botta.

Some of the many splendid houses presented in the magazine ‘Ville e Case’. In the picture above, the representative
exterior of a home created by Mario Botta. It has a highly geometric design, created using neat and pure volumes,
that is in perfect compositional harmony with the corner windows.
Some of the drawings of the building. Illustration on project Mario Botta.

Per un progetto ecocompatibile

Due sono i parametri fondamentali di un progetto ecologicamente corretto: la biocompatibilità, ovvero l’attenzione alla salute fisica e psichica degli abitanti nel corso dell’intero processo dalla produzione alla dismissione e l’ecosostenibilità, cioè un atteggiamento che muove dalla consapevolezza che non è giusto né opportuno sprecare energia e risorse.

Le due abitazioni realizzate da Mario Botta sulla collina di Colmanicchio, piccolo villaggio montano sopra Locarno, riprendono in maniera quanto mai innovativa le tradizionali tecniche costruttive del legno, utilizzando il sistema prefabbricato steko, il cui modulo base è un mattone in legno dello spessore di 16 cm e lungo 64 cm. Le case, dalla geometria molto stretta, sono volumi puri adagiati sul pendio roccioso, gli spigoli sono bucati da finestre angolari esposte a sud che esaltano gli scorci prospettici della vallata. Analogamente il progetto di ristrutturazione e ampliamento di un vecchio edificio tessile in Alto Adige ad opera di Stefan Nagler, segna per materia e forma il passaggio dal vecchio al nuovo. La nuova struttura, interamente realizzata in legno, si riappropria delle tecniche costruttive locali; i balconi e le terrazze di dimensioni diverse si aprono sul paesaggio circostante attraverso ampie vetrate a tutta altezza; i profondi aggetti del tetto creano un’alternanza di luce e ombra che caratterizza il nuovo intervento.

Nelle foto: Prospetti del progetto di Stefan Nagler

The houses, of highly geometric design, rest on a rocky slope; south-facing corner windows provide views of the underlying valley. Similarly, Stefan Nagler’s renovation and extension of an old textile mill in Alto Adige uses both material and form to mark the passage of time from old to new. The new wooden structure makes use of local building
techniques; balconies and terraces of different sizes look onto the surrounding countryside through floorto- ceiling windows. The roof overhang creates an interesting play of light against shadow. Furthermore, effective insulation that reduces heat loss and therefore energy and heating requirements, controlled air circulation that guarantees excellent air quality even with low energy costs, the use of passive solar energy and the reuse of the previous solar system have meant that this post-war building has been given a CasaClima A certification.

In Edicola

Nelle foto: Una realizzazione di Stefan Nagler in Alto Adige.
Un interno della moderna e ricercata costruzione di Matteo Thun.

Construction in Alto Adige by Stefan Nagler.
One interior of Matteo Thun’s modern and elegant home.

Inoltre un efficace isolamento che consente di ridurre le perdite di calore diminuendo sia il fabbisogno energetico sia i costi di riscaldamento, l’areazione controllata che garantisce una qualità ottimale dell’aria pur con bassi costi energetici, l’utilizzo dell’energia solare passiva e il ripristino del precedente impianto solare hanno permesso a questo edificio del dopoguerra di ricevere la certificazione CasaClima A. In un luogo dal nome magico, la Valle dei Castelli di Lana, poi, l’architetto Matteo Thun ha realizzato un volume dai profili arditi che sembrano cancellare i confini tra architettura e natura. È il Vigilius resort: l’edificio, sviluppato in lunghezza secondo l’asse nord-sud, si adagia sul pendio del monte e
segue l’orografia del suolo fino a diventare parte integrante del paesaggio. Ampie vetrate bucano le facciate in legno di cedro, il tetto verde diventa un percorso piacevole tra piccoli corsi d’acqua e piante ombrose, i frangisole in legno che proteggono la pareti vetrate animano gli ambienti interni con un continuo gioco di luci e ombre.

Nelle foto: Un interno della moderna e ricercata costruzione di Matteo Thun.
La tecnologica struttura progettata da Roberto Bresciani, dalla scenografica copertura.

The hi-tech structure designed by Roberto Bresciani, with spectacular roof.
One interior of Matteo Thun’s modern and elegant home.

In the magically named Valle dei Castelli di Lana, architect Matteo Thun has come up with an audacious looking building that would appear to eliminate any boundaries between architecture and nature. The Vigilius resort is a building that extends lengthways north to south, standing on the mountainside as it follows its contours to become an integral part of the landscape. Large windows have been inserted in the cedarwood facades, the green roof has little streams and
plants, and the wooden sunshades that protect the glass walls animate the interiors with a continual interplay of light and shadow. The home designed by Roberto Bresciani, in Arco, uses high technology yet respects the environment.
It is made using natural materials yet it is located in a town centre. The distinguishing element of the project is the wavy roof.

Altamente tecnologica ma rispettosa dell’ambiente, realizzata con materiali naturali ma in pieno centro urbano è, infine, l’abitazione progettata da Roberto Bresciani ad Arco. Elemento caratterizzante il progetto, la cui struttura è semplice e funzionale, è la scenografica copertura ad onda. Un accurato studio dell’orientamento dell’edificio e del materiale coibente hanno portato all’ottenimento di un involucro capace di preservare il calore interno nel periodo invernale ed evitare il surriscaldamento in quello estivo. Alla scelta di utilizzare materiali naturali, quali legno locale, sughero, lana di pecora, si affianca un sofisticato programma computerizzato che sovrintende ad ogni funzione interna ed esterna dell’abitazione. Così, ad esempio, le tapparelle si abbassano e alzano automaticamente a seconda delle condizioni climatiche e di luminosità esterne. Un progetto che fonde con sapienza domotica e bioclimatica senza dimenticare quel tocco di magia che l’architettura sempre porta con sé.

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