Per una nuova luce


Tra gli architetti della bassa Umbria disponibili per la realizzazione di un nuovo edificio di culto da affiancarsi a un oratorio del sec. XVI, non più proponibile come centro pastorale parrocchiale dato il repentino sviluppo demografico della zona, i Vescovi Santo Quadri prima e in seguito Franco Gualdrini, ritennero i più idonei Paolo Leonelli e Mario Struzzi. La chiesa è stata terminata nel 1999. Vicini al Concilio e quindi a un nuovo modo di rapportarsi all’edificio di culto, i due architetti si documentarono anche dal punto di vista della simbologia socio-religiosa che doveva essere ben visibile a partire dall’architettura esterna: il sagrato, il patio, la torre campanaria.
Tutto è presente. Il messaggio che di luogo di culto si tratta è per il passante, credente o non credente, molto chiaro e bello.
Soprattutto la torre, alta 40 metri, con la croce, rende visibile il luogo anche a coloro che percorrono l’adiacente strada molto trafficata, e lancia il messaggio di presenza ecclesiale, di punto di ritrovo, accogliente l’intera comunità parrocchiale.
All’interno colpiscono la luce, sapientemente disposta in molteplici fonti, e la visibilità del celebrante, per l’unicità rettangolare della navata.

Anche la scelta dei colori parietali risulta felice.
La chiesa risente del periodo in cui è stata costruita; lo si evince dal senso di incompiutezza che si percepisce entrando: mancano opere d’arte. Lo stesso altare non dà ragione della importanza del mistero che vi si celebra, così pure gli altri luoghi liturgici.
Ma all’epoca non era ancora maturo il dialogo con la committenza per l’inserimento di arte contemporanea nelle nuove chiese. È dunque un progetto “in progress”, ancora da definirsi pienamente, per cui è auspicabile una proposta artistica di spessore che dia una luce diversa, che rimandi al soprannaturale entro la nave ora luminosa sì, ma troppo naturale.
Fra le nuove chiese costruite negli ultimi anni nella Diocesi, quella di San Matteo rimane, in ogni caso, la meglio riuscita.

Don Fabio Leonardis, Direttore
Ufficio Beni Culturali, Diocesi Terni-Narni-Amelia

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