Per un’ospitalità rinascimentale

PROGETTO DI RECUPERO: IL PALAZZO GRANDE DI CORCIANO (PERUGIA)

Servizio e testi a cura di: Leonardo Servadio
Progetto di: Francesco Masciarelli, architetto

Il palazzo è circondato da un parco di circa 30 ettari che comprende un bosco secolare, un uliveto, una piantagione di ciliegi e noci e terreni agricoli. L’intervento, curato da Francesco Masciarelli, ne ha fatto una struttura di tipo ricettivo. L’edificio è antico: è citato già nel catasto del 1605. Denominato per un periodo “Palazzo dei Frati” e appartenente all’ordine di Santa Maria di Monte Morcino, fu acquistato nel XVI secolo dal nobile Licurgo de Ubaldis. A partire da tale periodo e fino al XVII secolo subirà una serie di modifiche che, a grandi linee, saranno alla base dell’aspetto odierno.
Al nucleo centrale originario “a torre” che caratterizzava verosimilmente il “palatium”, verranno aggiunti prima della metà del secolo XVI i due corpi laterali, posti a Nord e Sud che, incrementandone la cubatura in modo molto rilevante, ne modificheranno la disposizione planimetrica in forma rettangolare. Quando gli attuali proprietari acquistarono la villa, nel 1961, era in stato di totale abbandono e ben poco si era salvato: una sala con resti di affreschi cinquecenteschi e soffitto a cassettoni decorati oltre a un grande camino con stemma, la cappella contenente un altare neogotico.

Biografia

FRANCESCO MASCIARELLI
Architetto libero professionista dal 1990.
Consulente del Comune di Perugia per il Preliminare al P.R.G. sul livello della qualità urbana. Consulente Tribunale Civile di Perugia e Arezzo. Già Assistente presso la Facoltà di Ingegneria di Perugia, già Consulente C.A.P. Perugia per la conservazione del patrimonio edilizio aziendale. È esperto in progettazione di opere di restauro e ristrutturazione, riqualificazione energetica di edifici esistenti, progettazione di edifici ad alta e altissima efficienza energetica.

Esperto in fisica edile e impianti/sistemi per l’efficienza energetica e uso di software dedicati. Autore di pubblicazioni e relatore sui temi di architettura, edifici passivi, efficienza energetica e sostenibilità.
Ha progettato alcuni dei primi edifici passivi sostenibili sperimentali in area climatica temperata e zona sismica. Segretario generale di Aerisper, prima associazione regionale italiana no-profit per la promozione dell’efficienza energetica e della sostenibilità in edilizia.

L’edificio, che consta di 7 livelli (dal seminterrato al tetto), ha subìto ingenti danni a seguito degli eventi sismici del settembre 1997.
Gli interventi effettuati sono stati improntati al massimo rispetto e alla conservazione delle tipologie strutturali e costruttive storiche, con alcune eccezioni: per esempio, la struttura di copertura è stata integralmente sostituita, in ragione del suo pessimo stato di conservazione e dei danni subìti dagli eventi sismici, con altra in legno. Sono state eliminate anche tutte le “superfetazioni” di epoca moderna. In particolare è stato demolito il porticato, sostituito con un terrazzo con struttura non in vista a telaio in acciaio, e struttura in vista del tipo a pilastri e arconi in laterizio a mano, e solaio in legno e pianelle in laterizio a mano, con scala di emergenza in acciaio di raccordo con l’esterno. Tale tipologia funzionale e strutturale è certamente più coerente con quella del “palazzo storico”. È stato eliminato il terrazzo a sbalzo posto lungo tutta la parte interna della facciata Ovest, e sostituito con un piccolo balcone, di forma approssimativamente semicircolare costruito attorno al finestrone al piano primo.

È stato inoltre indispensabile, per imposizioni normative connesse alla prevenzione incendi, realizzare una scala di emergenza a prova di fumo tra il piano secondo-sottotetto e primo, con uscita sulla terrazza di nuova realizzazione (luogo statico sicuro e ulteriore via d’esodo a norma), con minimo impatto sulle strutture dell’edificio (nullo dal punto di vista visivo dall’interno e dall’esterno). È stato infine necessario, per ragioni normative e d’uso connesse alla destinazione d’uso quale struttura ricettiva, realizzare due ascensori (un ascensore e un montacarichi) con minimo imp
atto sulle strutture dell’edificio (nullo dal punto di vista visivo dall’interno e dall’esterno). In conclusione, la filosofia degli interventi eseguiti presso l’edificio denominato “Palazzo Grande” è stata finalizzata al recupero e al restauro di tutte le strutture, sovrastrutture, serramenti, arredi e decori preesistenti e realizzati in epoca pre-moderna. Laddove ciò non è stato possibile, si è provveduto alla sostituzione con nuovi elementi simili agli originali.

Sotto: la sala da pranzo.
I pochi apparati decorativi che hanno resistito al tempo e all’umidità sono stati recuperati, come lo stemma sulla cornice del
camino (qui a destra) e il soffitto a cassettoni decorati. Gli arredi sono stati ricomposti con pezzi di antiquariato.
A sinistra: le piante del primo e secondo piano. Pagina a lato: un salotto e una camera da letto.
Nelle due pagine precedenti: vista esterna dalla strada e dal parco; particolare dell’ingresso; l’imponete scala a ferro di cavallo che conduce dal livello del giardino al primo livello del palazzo che in parte è stato
trasformato in struttura recettiva.

 

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