Outdoor in un ambiente curato

In una zona vitivinicola di Custoza c’è una tenuta con al centro un’antica casa padronale che si voleva valorizzare rapportandola in maniera suggestiva al verde circostante. Si è partiti dal cortile principale collocandovi un Quercus suber (in italiano: quercia da sughero) una pianta dalla fioritura generosa capace di grandi altezze che col suo portamento verticale dà carattere all’insieme e diventa parte integrante dell’immagine aziendale, quella che impatta in maniera indelebile sul visitatore.

Dopo la quercia da sughero che dà il tema di partenza alla facciata principale, sul sentiero che porta alla zona giardino si alternano alti cespugli di rose rugose bianco puro simili ad ali di farfalla e colonne di rampicanti Rhyncospermum jasminoides accanto ad affusolati cipressi.Il muro che sorregge questa lunga terrazza è stato decorato da una spalliera color legno che contiene al suo interno splendide “colonne” di rincospermum alternate alle nicchie. Vista di scorcio si presenta come una parete verde, semplice ma d’effetto, che riesce a fondere questa dependence della casa al verde circostante, com’era nell’intenzione degli architetti e dei giardinieri di questa azienda specializzata. GiambeniniUn’azienda del Cuneese ha studiato nuovi modi di costruzione per abbattere i costi del tradizionale ferro battuto

Eleganti ed essenziali, i complementi da giardino in ferro battuto tradizionale dell’azienda Bieffe di Villar San Costanzo si distanziano dagli altri per la loro sobrietà. Basta osservare questi due gazebo gemelli veramente minimali: rispetto ai gazebo pieni si stoffa svolazzante che tanto piacciono ai californiani, questi non si preoccupano di avere un’apparenza sontuosa, ma di disturbare il meno possibile il paesaggio. Sono un esempio di understatement piemontese intellettualmente più aristocratico.

Nella foto: Due gazebo eguali sono stati accostati per dar ombra a una zona pranzo all’aperto. I montanti sottili in ferro, trattati a “canna di fucile”, sorreggono due cupole quasi coniche in tessuto sintetico dall’aspetto caldo e naturale.Un gres porcellanato smaltato per pavimenti veramente solari

Per pavimentare un’aulica loggia cinquecentesca o l’intorno di una piscina al centro di un giardino formale, niente di meglio di questepiastrelle in gres porcellanato smaltato, resistenti ma dall’aspetto caldo e antico. Non a caso le hanno chiamate “pietre solari”, per la solidità che ricorda la pietra e per il calore che ripropone l’aspetto dei cotti antichi. L’azienda che le produce è la Edilcuoghi di Sassuolo, un marchio da quarant’anni conosciuto nel mondo per i suoi prodotti tecnologicamente avanzati, concepiti e realizzati in Italia. Si tratta di materiali di ultima generazione allineati ai migliori livelli del mercato sia dal punto di vista della qualità che da quello del design.

Nella foto: La qualità di queste “pietre solari” inizia dalla selezione delle materie prime (argille chiare pregiate, quarzi e feldspati) soggette alle più moderne tecnologie di estrazione e di controllo. Il prodotto è un gres porcellanato di altissima qualità ottenuto tramite macinazione a umido e successivo essiccamento parziale per atomizzazione, con stazionamento in silos e passaggio in presse idrauliche molto potenti.Si tratta dell’uso di un’innovativa fibra in poliestere tinta in massa ad alta tenacità con addizionato un filtro anti UV che le conferisce un’eccellente solidità di colori.

Tempoteststar è il nome del tessuto brevettato da Parà Spa per le sue tende che rimangono, sempre nuove grazie ai materiali impiegati. Il nuovo tessuto è caratterizzato da una notevole resistenza alla deformazione e alle trazioni, per cui è particolarmente adatto per le grandi strutture a vela con occhielli soggetti a forti trazioni, come anche per le tende cassonate. Avendo un notevole recupero elastico, mantiene perfettamente l’aspetto iniziale. Questa nuova linea di tessuti è coperta da garanzia di cinque anni sulla perdita di colore per esposizione al sole, non importa per quante ore al giorno, alla salsedine a agli agenti atmosferici in generale.

Nella foto: Tempoteststar viene tessuto in 120 cm di altezza e pesa 360 grammi al metro quadro. Resiste a una colonna d’acqua di 30 cm, ha una idrorepellenza pari a 5 e un’oleo repellenza tra 5 e 6. È disponibile anche in versione totalmente resinata, nel qual caso è impermeabile a una colonna d’acqua di un metro e pesa 400 g/m2.
È privo di formaldeide ed è riciclabile al 100%, quindi lo si può considerare un prodotto eco-compatibile. E’ per il 100% made in Italy. Parà.All’Impruneta è ancora attiva una delle più antiche fornaci toscane per il cotto, acquistata nel 1919 dalla famiglia Poggi i cui discendenti ne continuano l’attività

La fornace che ha come marchio il nome di Poggi Ugo è oggi un punto di riferimento per le terrecotte dell’Impruneta. Ugo Poggi in persona è stato socio fondatore dell’Associazione delle Fornaci Storiche e Artistiche di quella località, e la sua azienda continua a essere iscritta al locale albo delle “Lavorazioni artistiche tradizionali”. Ogni lavorazione (anche la gigantesca bottiglia di Christophe Pillet qui illustrata), viene eseguita a mano con tecniche tradizionali. Gli attuali gestori, nipoti del fondatore, studiano con rispetto il passato di cui continuano a produrre i modelli tradizionali, ma guardano con interesse al futuro tenendosi aggiornati e chiamando noti artisti per progettare pezzi nuovissimi come questa gigantesca bottiglia.

Nella foto: Una piscina dalle forme classiche ospita due sculture in terracotta a forma di bottiglia dell’artista francese Christophe Pillet. Disponibile in due misure (175 e 190 cm), il suo nome è “Silhouette” e viene prodotta dall’Antica Fornace di Terrecotte Poggi Ugo.Fin dal Medioevo all’Impruneta fiorirono numerose fornaci per manufatti in cotto, a causa dell’alta qualità della sua argilla e per la presenza di grandi boschi in grado di fornire il combustibile. Anche il monumento più famoso di Firenze, il “cupolone” del Brunelleschi, è ricoperto da tegole prodotte in questa zona. Ancor oggi all’Impruneta sono presenti fornaci antiche ben restaurate, da quelle medioevali a quelle barocche, con una tipologia consolidata: un loggiato esterno e un cortile con una scala che raggiunge il primo piano dove c’è la zona di lavorazione e il caricamento dei forni. Al piano superiore vi è, ben ventilato da aperture nei muri, lo spazio dedicato all’essiccazione. Tutto qui si è potuto conservare, in quanto nelle lavorazioni nulla è cambiato.
La piscina ha una vasca rettangolare, smussata negli angoli, di 10,5 x 4,4 m ed è profonda da un metro fino a 2,40 dove ci si può anche tuffare

In Liguria, in una zona scoscesa che degrada verso il mare con terrazzamenti creati originarimate per l’ulivo, si è utilizzata una delle balze per inserirvi una piscina in cemento armato con scala interna e un piccolo ponte utilizzato per prendere il sole o tuffarsi. Il rivestimento interno è in mosaico celeste chiaro, il bordo in pietra bianca ricostruita e intorno vi è un pavimento in cotto. Il prelievo dell’acqua avviene tramite skimmer con reintegro automatico di livello, mentre il tempo di riciclo è di 3h.30’con pompa da 22 m3/h. La purezza dell’acqua dolce è garantita da un filtro Bauen Beavermatic, da un sistema di disinfezione a cartuccia minerale e da una strumentazione per il controllo del pH-cloro. Vi è anche un impianto di idromassaggio e l’illuminazione notturna è assicurata da tre fari inox da 12V.
Quando la piscina non viene utilizzata può essere chiusa da una copertura automatica a tapparella.Realizzazione: Bauen s.r.l. Foto di: Manuela Cerri.Forme semplici per inserirsi meglio tra le colline di Firenze

La francese “Pis
cines Magiline”, da tempo presente in Italia, è specializzata in piscine in cemento di nuova concezione e utilizza le regole di calcolo BAEL per il cemento armato in situazioni limite, per cui risultano molto solide. Inoltre una filtrazione brevettata garantisce con le sue elevate prestazioni un’acqua pulita e limpida come non mai.

Nella foto: Dal momento che la struttura è “autostabile”, cioè senza contrafforti, lo scavo è minimo, più economico e più rapido. Realizzazione: Magiline Italia.
Nell’hinterland milanese una vasca pensata per gli sportivi ha una copertura architettonica che permette di ricevere la luce sia dall’alto che dai fianchi

Le piscine per club, alberghi e centri sportivi richiedono studi progettuali particolari e implicano conoscenze ed esperienze specifiche. Questa piscina situata nell’hinterland milanese è stata costruita da Swimpool Europa S.a.S. (con sede a Trezzano sul Naviglio), che nata nel 1962 risulta essere l’azienda italiana con più esperienza in questo settore. E’ stato il suo fondatore, l’ing. Giovanni Mattei, a portare per primo in Italia la tecnologia delle piscine in cemento armato che aveva acquisito negli Stati Uniti. Iniziò importando le apparecchiature da Oltre Altantico, poi si è reso autonomo cercando di aggiornare continuamente la tecnologia delle piscine in cemento armato per corrispondere al meglio alle esigenze della clientela.
Negli anni ‘80 è subentrato alla guida il figlio Alessandro, che dieci anni dopo ha iniziato la collaborazione con Piscine Castiglione specializzata invece in costruzioni modulari in acciaio.

Nella foto: Questa piscina, caratterizzata da grandi pilastri cilindrici che sostengono la copertura in legno a doppio spiovente, è progettata in modo da non interrompere il contatto visivo con l’esterno, nè sui fianchi dove si vede il giardino, nè in alto da dove prende luce dal cielo. Le piscine in cemento armato costruite con le nuove tecnologie sono tra le più robuste e durature , e possono essere coperte da garanzie prolungate nel tempo. Realizzazione: Swimpool Europa.C’è un’azienda che nasce a Bologna nel 1977 come progetto comune di alcuni artigani particolarmente abili nel settore delle tende. Dopo l’iniziale successo con prodotti artigianali, l’azienda si evolve e si struttura costruendo nuovi reparti specializzati nel trattamento delle materie prime, e nell’elaborazione di nuove tecniche costruttive dove l’artigiano si fa anche inventore.
Ora questa azienda è in grado di offrire materiali tecnologicamente avanzati, curati nei dettagli con estrema attenzione come d’abitudine nella loro tradizione artigianale. Ultimamente si sono specializzati in tende da sole a funzionamento verticale con struttura in alluminio, di cui la serie “myShell” è il fiore all’occhiello grazie alla loro chiusura ermetica con guide laterali e al gruppo di bloccaggio brevettato che le tiene in tensione. Realizzazione: Fanani.Un bordo in cotto tradizionale è quanto basta per una vasca vicina a una pregevole cascina

In questa vasca costruita da Piscine Pecchini l’acqua dolce viene immessa da bocchette e viene tolta da skimmers che l’inviano a un filtro a sabbia per la depurazione: questo è il sistema più diffuso grazie alla sua economicità e alla facilità di posa in opera. Le tubazioni che portano al filtro sono coadiuvate da un cestello che raccoglie i corpi estranei più consistenti (ramoscelli, foglie o insetti). Una volta disinfettata l’acqua viene poi reimmessa.Pensiline e pergole si sono evolute in un nuovo sistema più protettivo e coibente

In quelle tende orizzontali che coprono larghi spazi è molto importante la gestione delle acque piovane. Occorre che vi siano grondaie fisse o mobili che facciano confluire il flusso meteorico verso pluviali più o meno integrati nella struttura, con guarnizioni che garantiscano la chiusura ermeticadell’insieme delle tende. L’azienda “KE Protezioni Solari” di Noventa di Piave propone anche un tettuccio in lega speciale  chiamato “Natural Bond”.
E’ composto da due lamine di alluminio accoppiate ad una lamina di polietilene che insieme danno ottime prestazioni: isolano sia dal calore che dal rumore. Inoltre, la loro leggerezza ne permette la facile installazione, mentre la loro robustezza lo rende resistente agli urti. Il sistema può essere completato dal kit Light&music con lampade a led.

QUANDO È UTILE IL SISTEMA “GENNIUS”

In origine c’era la pergola, che in estate riempiendosi di piante rampicanti dava ombra agli spazi intermedi e permetteva di vivere all’aperto in una situazione riparata. Oggi c’è il sistema Gennius che riesce a coprire grandi spazi tra l’abitazione e il giardino dando garanzia di un’ermetica difesa da pioggia e vento. La copertura superiore è data da un telo in PVC (oscurante o solo ombreggiante) che resiste a tutti gli agenti atmosferici, montato su una struttura in alluminio con minuteria in acciaio. Vi è anche un apposito sistema di raccolta delle acque piovane. Realizzazione: KE Protezioni Solari.

Accanto al medioevale castello di Montaldo, ricostruito nel ‘700 e da poco trasformato in un modernissimo centro benessere, ora si è aggiunta una prestigiosa piscina

C’era molta fretta. Lo staff di un’immobiliare aveva avuto l’idea di trasformare in un allegro centro benessere l’austera residenza estiva del Collegio dei Nobili di Torino; avevano pensato a tutto ma una cosa mancava, la piscina all’aperto. Allora si sono rivolti ai costruttori di piscine più vicini, con sede proprio a Moncalieri dove sorge l’edificio di un altro collegio per nobili, quello voluto da Carlo Alberto di Savoia.
L’azienda si chiama “Acqua SPA” e produce varie tipologie di piscine: in muratura con cassero Isoblock, in cemento armato, prefabbricate in vetroresina e piscine fuori terra. Siccome ce n’era bisogno subito, quest’azienda ha superato se stessa ed è riuscita a consegnare una piscina seminterrata entro una settiman dall’inizio dei lavori senza rinunciare alla perfezione dei dettagli, tra cui molto d’effetto il pavimento in teak del solarium che circonda la piscina.

Nella foto: La piscina costruita accanto al castello di Montaldo Torinese ha una forma rettangolare con angoli smussati.
In uno di questi è posta una vasca circolare con idromassaggio utilizzabile anche dai bambini.

Massiccio, austero e di compassata eleganza, il castello di Montaldo si erge imponente su un colle che domina la pianura dove sorge Torino. La sua fondazione risale a tempi antichissimi, forse all’epoca celtica, ma il primo documento che ne parla è del 1159 e porta la firma del Barbarossa: si tratta di un atto notarile che destina alla curia di Torino la “curtem de Monte Alto”. Due secoli dopo venne espugnato dal capitano di ventura Facino Cane che lo sottrasse ai vescovi, quindi passò in proprietà ai feudatari di Chieri, i Balbo, e infine pervenne alla potente famiglia dei conti Ferrero di Ormea. Fu il conte Carlo Emanuele Ferrero a ricostruirlo nel 1769 nella forma attuale, abbastanza grande da poter ospitare decine di amici nobili col loro seguito di camerieri. Ma la sua epoca d’oro durò poco, nell’800 venne venduto ai Gesuiti che ne fecero la sede estiva del Collegio dei Nobili di Torino. Ora è un luogo molto alla moda dove si prendono cura del tuo benessere.

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