Otto pilastri per reggere il cielo


RESTAURO IL DUOMO DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA E DI SANTO STEFANO A PAVIA

Dopo il crollo della torre civica, nel 1989, si scoprirono problemi di stabilità del Duomo di Pavia. Questo
portò, nel 1996, alla dichiarazione di inagibilità dell’edificio. Oggi se ne attende la riapertura. Ne parliamo con il Vescovo, S.E. Mons. Giovanni Giudici e con il Presidente della Fabbriceria,
Ing. Gianpaolo Calvi.

Eccellenza, qual è il dialogo che si è attivato sulla chiusura e sull’aspettativa di riapertura del Duomo di Pavia?
Anzitutto il dialogo si è aperto con i tecnici preposti al ripristino della stabilità statica degli otto piloni che reggono tamburo e cupola. È stata un’operazione complessa e lunga, simile per certi versi a quella che ha interessato il tiburio del Duomo di Milano negli anni ‘70 quando, a seguito dei cedimenti avvenuti, i pilastri furono incamiciati col cemento armato e quindi rifatti completamente.
La struttura del Duomo di Pavia è diversa così come i problemi che abbiamo incontrato, ma anche qui abbiamo avuto la collocazione di nuove strutture di sostegno per affiancare temporaneamente i pilastri e prevenire possibili crolli.
Mons. Giovanni Giudici

La conseguenza è che da dieci anni sono accessibili solo le due prime campate del Duomo: l’altare maggiore resta nascosto, occultato dalle impalcature e dai sostegni che ingombrano tutta la parte sottostante la cupola.
Di fatto l’interno è un cantiere e questo fa sì che, nel suo porsi di fronte alla città, il Duomo sia diventato una specie di ‘buco nero’. Un luogo nel quale non si svolgono celebrazioni.

Che conseguenze ha tale situazione nell’opera pastorale?

C’è stato un trauma. Le celebrazioni solenni della Diocesi da anni si svolgono nella chiesa di Santa Maria del Carmine. Per molti giovani che si sono affacciati alla vita ecclesiastica in questi anni recenti, è un po’ come se la cattedrale non esistesse. È sorto il problema del riconoscimento della cattedrale e della preminenza di questa struttura che c’è, ma è come se non ci fosse. Tuttavia ora i lavori stanno volgendo al termine e si profila la possibilità di ritornare nella cattedrale. Nell’attività pastorale abbiamo cominciato a preparare questo ritorno tramite lettere ai fedeli che riprendono il discorso sul ruolo del Duomo, a partire dalle Scritture. Dovremo concepire questo ritorno, che auspichiamo nel giro di uno o due anni, un poco come una nuova nascita.
Del resto è vero che la cattedrale vive secondo tempi molto lunghi. La basilica è stata costruita a partire dalla fine del ‘400, ma la cupola è della fine dell’800 e altre parti sono ancora più recenti. Nel ripercorrere questo lungo cammino, nello spiegare la cura e l’attenzione che è stata riservata alla sua edificazione e al suo restauro, abbiamo anche l’occasione di condurre una riflessione sul significato di questa chiesa, sul suo valore simbolico e sulla sua missione spirituale. Insomma, il trauma avvenuto diventa anche un’opportunità. Quando potrà essere riaperta, sarà come un nuovo inizio e tutti i fedeli la sentiranno ancora più intimamente e radicalmente legata alla vita della diocesi.

(L.S.)

L’Ing. Gianpaolo Calvi, Presidente della Fabbriceria del Duomo di Pavia, riferisce sulle opere che stanno ripristinando la funzionalità della cattedrale, che per motivi di sicurezza è rimasta chiusa al culto da quando fu danneggiata dal crollo della vicina torre civica, il 17 marzo 1989.
La torre non cadde sul Duomo ma, essendo a questo adiacente, il suo crollo ha causato qualche danno anche ad esso e alcuni detriti sono entrati nelle sue navate. Soprattutto, a seguito di tale crollo, non solo sono state svolte indagini sulle cause di questo, a opera di commissioni di nomina ministeriale, ma diversi altri monumenti storici della città sono stati oggetto di indagini conoscitive, a scopo preventivo e conservativo, curate dagli Enti responsabili: tra questi le altre cinque torri civiche di origine medievale, il campanile della chiesa del Carmine e la cattedrale stessa.
Ing. Gianpaolo Calvi

Quindi avete trovato aspetti problematici nella struttura della cattedrale?
La Fabbriceria del Duomo ha svolto un’approfondita analisi sulle condizioni delle sue strutture (è bene specificare che all’epoca non ero responsabile della Fabbriceria, la mia nomina è successiva e risale al 2004, a seguito dell’accordo
di programma siglato tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Pavia, Fabbriceria del Duomo) e sono state trovate alcune ragioni di preoccupazione nello stato di conservazione degli otto
pilastri che sostengono la cupola.

Che è una delle maggiori cupole in Italia…
Ha pianta ottagonale, un’altezza di 97 metri, una luce di 34 metri ed è effettivamente la terza in Italia per dimensioni. Si pensi che il suo peso totale (tra tamburo, volte e lanterna) è di circa 20 mila tonnellate. Solo la lanterna, che è la parte più leggera e agile, è alta 22 metri circa e pesa 800 tonnellate. L’indagine svolta ha portato a concludere che gli 8 pilastri portanti non fossero idonei a sostenere un peso del genere.

Le strutture provvisorie atte a sostenere il peso del Duomo a Pavia. Pagina a lato, dall’alto:
il cantiere in funzione sotto la cupola; le macerie della torre civica accanto alla cattedrale.

Per quale motivo?
I pilastri sono costituiti da marmo e mattoni: la parte interna in mattoni, quella esterna in conci di marmo. Sotto pressione i due materiali si comportano in modo differente: col passare del tempo i mattoni si sono deformati e hanno progressivamente ceduto. Per conseguenza il peso della costruzione è passato a gravare sempre più sulle parti esterne in marmo.
Queste hanno uno spessore di circa 40 cm e quindi sono a tutti gli effetti elementi portanti sin dall’inizio, ma non possono da soli reggere tutta la struttura. Sia perché la superficie di contatto tra concio e concio è ridotta a pochi centimetri, sia a causa del progressivo aumento del peso di cui sono caricati, i conci tendevano a sfaldarsi e alcune scaglie di materiale se ne staccavano, provocando una corrosione dei conci stessi.

Che misure sono state prese?
Sulla base della collaborazione stabilita con l’accordo di programma di cui dicevo, è partita una campagna atta a riportare il Duomo alle condizioni di sicurezza. Anzitutto si è creata per la cupola una puntellatura metallica poggiata
su pali in cemento armato che sprofondano per 15-20 metri nel terreno: una struttura di soccorso in grado di sostenere tutto il peso dell’apparato architettonico in caso di cedimento.
Una volta messa in sicurezza la struttura, si è proceduto al risanamento della stessa tramite la posa in opera di numerosi tiranti trasversali in acciaio inossidabile e l’iniezione di resine per ristabilire la collaborazione tra il paramento esterno delle colonne e la muratura interna e per migliorare i contatti tra concio e concio dell’incamiciatura esterna. Tale operazione è durata circa 3 anni: a questo punto riteniamo che il consolidamento dei pilastri sia andato a buon fine, che la loro struttura sia tornata alla piena operatività, che la collaborazione tra parti in mattoni e parti in pietra sia completa e per conseguenza si potrà togliere il puntellamento provvisorio.

Vi sono altre opere in corso?
La conservazione di una struttura storica come quella del Duomo di Pavia richiede continue attenzioni. Insieme con il consolidamento di tamburo, cupola e lanterna si è completato il consolidamento del transetto (che è successivo al 1930) e il restauro della cripta. E vi sono diverse altre opere in attesa: anzitutto si prevede di realizzare l’adeguamento liturgico del presbiterio; quindi di posizionare un impianto di riscaldamento a pavimento: questo
comporterà di rifare ex novo tutta la pavimentazione, che è recente e non ha valore storico… vi sono infine altre opere minori, a partire dal restauro delle due sagrestie.

Come sono finanziati questi interventi?
La parte maggiore dei lavori svolti sinora è stata finanziata dal Mibac attraverso la Soprintendenza di Milano. V’è inoltre la partecipazione della Regione Lombardia per il restauro della cripta e per il consolidamento del transetto, e del Provveditorato alle Opere Pubbliche per il completamento della volta del presbiterio.

(L.S.)

 

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