OSCAR SCOMPARIN – PROGETTI SEZIONE A – VINCITORE EX-AEQUO

Recupero ex centrale termica della stazione ferroviaria S.Lucia – Venezia Centro Storico

L’ex Centrale Termica della Stazione Ferroviaria Santa Lucia di Venezia è attualmente in fase di cantierizzazione. I lavori sono iniziati nel 2007; la fine è prevista per il 2011. L’ex Centrale Termica della Stazione Ferroviaria Santa Lucia è uno dei più significativi esempi del periodo “ razionalista” presenti a Venezia.
È un edificio industriale dismesso, dall’impianto moderno, tutto impostato sul piano del ferro. È arrivato a noi in parte mancante di uno dei suoi corpi di fabbrica più pregiati, demolito e sostituito con un edificio di scarsa qualità.
Anche al suo interno non vi erano più le attrezzature per la produzione del calore.

IL PROGETTO DI RECUPERO
Si è posto come uno strumento di indagine, in grado di coniugare l’assoluta necessità di conservare l’essenza di un tale manufatto con le doverose necessità di un riuso residenziale, in grado di restituire alla città questo grande volume, sotto forma di alloggi.Innanzitutto il sito e le sue relazioni con una città dalle regole “ altre” , dove nulla rientra nell’ordinarietà del costruire e tutto sottende a una morfologia organica dello spazio. Si è provveduto al restauro filologico delle facciate e all’interno del grande vuoto è stato costruito un edificio nell’edificio, con struttura in acciaio e legno, in cui è stato ricreato un androne in doppia altezza nel nuovo ingresso verso la città, un muro con giardino privato, un cortile interno, delle terrazze.
Il corridoio di distribuzione unisce senza soluzione di continuità tutti i corpi di fabbrica, senza essere ripetitivo, offrendo un susseguirsi di luci e ombre, di variazioni cromatiche, di squarci in tutta altezza. Nell’edificio vi sono palestra, sauna e vasca idromassaggio.La nuova struttura interna è stata concepita migliorando il comportamento sismico dell’edificio pur essendo Venezia città a basso rischio sismico.
Le solette di piano in calcestruzzo armato garantiscono la ridistribuzione delle azioni orizzontali sugli elementi sismo-resistenti.
La struttura metallica principale interna garantisce, rispetto all’impiego di calcestruzzo armato, minori pesi propri e quindi minori masse aggiunte.
La conservazione del telaio in calcestruzzo armato esistente della “ scatola” ha permesso di non modificare l’assetto statico originario, in quanto i nuovi carichi sono affidati alla struttura ex-novo interna e al nuovo sistema di fondazione.
La ciminiera è stata rinforzata con cerchiature in carbonio. Le partizioni interne sono state realizzate a secco.La problematica della protezione rispetto all’alta marea è stata affrontata a livello fondazionale impostando l’intero sistema di fondazione, organizzandolo attraverso un graticcio di travi e plinti in calcestruzzo armato con micropali e completandolo con una soletta continua superiore. Per il disinquinamento della laguna si sono immesse solo acque reflue depurate, realizzando un depuratore a esclusivo utilizzo del complesso, con tecnologia a “fanghi attivati” .

IMPIANTI TECNOLOGICI
L’involucro
Bisognava conciliare il rispetto dei vincoli posti per l’edificio con l’ottimizzarne l’isolamento termico e acustico. Si è optato per un isolamento “a cappotto interno”, così ottenendo trasmittanze e fonoisolamento richiesti per legge, con correzione dei ponti termici e acustici.
Sono stati sostituiti i vecchi serramenti con altri a taglio termico, dotati di vetri altamente performanti. Ciò è stato ottenuto eccezionalmente producendo un profilo progettato ad hoc per questo edificio e con la tecnologia dei vetri portanti per le ante apribili.

Gli impianti termomeccanici e di climatizzazione
I loro requisiti: massimo comfort estate/inverno, utilizzo anche saltuario degli alloggi, regolazione degli impianti e contabilizzazione individuale, basso impatto visivo, sicurezza d’uso, basso costo di esercizio, impiego di fonti rinnovabili. Si è scelto un sistema centralizzato con 2 pompe di calore geotermiche, più una terza per l’acqua calda sanitaria.
L’impianto interno consta di pannelli radianti a pavimento di spessore ridotto.
La soluzione porta a un risparmio di energia, rispetto a un tradizionale sistema con caldaie e gruppi refrigeratori raffreddati ad aria, di circa il 40%.

Gli impianti di illuminazione artificiale
Per le aree comuni si sono scelte lampade fluorescenti dotate di alimentatori elettronici dimmerabili. Sono stati poi previsti un sistema di controllo e regolazione dell’illuminazione, a orologio astronomico, e una serie di moduli che regolano il flusso luminoso. Il risparmio energetico ottenuto, rispetto a un impianto standard, è pari al 30% circa.

VALUTAZIONI ECONOMICHE PARA METRICHE
Questo edificio è tecnologico, per sostenibilità e risparmio energetico, e sicuro, sia per quanto riguarda i rischi sismici e idrogeologici, sia anche per tutti quei rischi legati alle vie di fuga e agli incendi.

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