Ordine degli Architetti di Pisa


PROGETTO VINCITORE EX AEQUO – PROVINCIA DI PISA

Località: Pisa

L’idea progettuale proposta per qualificare il sito prescelto posto al centro di Pontedera è da ritenersi alquanto positiva. Infatti è da apprezzare l’intervento di collegamento che dalla strada cittadina porta all’interno del complesso parrocchiale. Tale collegamento è stato previsto attraverso un passaggio coperto ottenuto sul fronte strada come continuità del percorso urbano. Oltre il passaggio trova posto uno spazio dedicato all’attività sportiva e ludica contornato da gradinate che ridisegnano il prospetto interno del nuovo edificio destinato a servizi parrocchiali.
(Giudizio della Commissione Nazionale).

Ordine degli Architetti di Pisa

Arch. Michelangiolo Scarpetti (capogruppo)
Arch. Duccio Scarpetti

D. Scarpetti, M. Scarpetti.

Il "Laboratorio di Architettura Scarpetti" nasce dall’eredità professionale dell’arch. Fabio Scarpetti, già attivo negli anni ’80. Oggi lo Studio associato tra gli arch.tti Duccio e Michelangiolo Scarpetti si occupa di architettura, principalmente
di ristrutturazioni e restauri, interior, industrial, graphic & art design. Particolare attenzione è sempre stata dedicata al "confronto" tramite la partecipazione a concorsi nazionali ed internazionali, la collaborazione con diversi studi professionali ed il rapporto con l’Ateneo universitario fiorentino. Tra i lavori eseguiti dallo Studio risultano l’intervento di ristrutturazione del "Santuario del SS. Crocifisso", a Pontedera; l’intervento di ristrutturazione del Campanile e
della "Cappella del Santissimo Sacramento" del Duomo, parrocchia dei "SS. Iacopo e Filippo" di Pontedera; la progettazione e la realizzazione del Presbiterio della Cappella dell’Istituto delle "Figlie della Carità di S. Vincenzo de Paoli" a Quercianella; tra i riconoscimenti più significativi sono stati il terzo premio al concorso "Due barche
da sognare", categoria vela, al salone nautico di Genova nel 2002; il primo premio al concorso internazionale "MYDA – millenium yacht design award".

Lo stato di fatto. Dall’alto: vista aerea verso la chiesa e il cortile dell’oratorio; la prospettiva inversa;
il portone di accesso; interno del cortile. Il progetto prevede un nuovo edificio che funga
anche da filtro verso strada.

Lo studio si riferisce all’attuale oratorio parrocchiale di S. Luigi, della parrocchia dei SS. Jacopo e Filippo, situato al centro della città di Pontedera, vicino al Duomo.
L’obiettivo è di permettere una fluida e semplice comunicazione tra centro parrocchiale e il territorio: quello della Valdera che è in profonda trasformazione, e ricercare una maggiore integrazione tra parrocchia e città: ripensando e riqualificando l’edificio con la realizzazione di spazi che aiutino la comunicazione, gli scambi culturali, l’incontro tra le generazioni e anche l’accoglienza di chi in città risiede e di chi la elegge come sua residenza adottiva.

Il progetto
Il progetto prevede:
– la ristrutturazione dell’esistente complesso, attraverso una attenta previsione di “percorsi” interni, con l’abbattimento delle barriere architettoniche così da permettere un uso riservato degli ambienti e una possibile comunicazione tra gli stessi;
– una cappella per il culto;
– una cucina attrezzata così da ampliare la funzione dell’attuale piccolo bar e una grande sala multimediale, che sostituirà l’attuale piccolo teatro, oggi non utilizzabile.
È previsto anche un intervento di ampliamento con la realizzazione di una “cavea” con un prospiciente spazio per giochi e manifestazioni all’aperto.
L’apertura di un nuovo accesso in via del Risorgimento crea quindi uno spazio interno aperto, filtrato e allo stesso tempo maggiormente “permeabile”.
L’ampliamento degli spazi dell’attuale oratorio, oggi consentito dal piano strutturale comunale, si rende necessario per rispondere più adeguatamente a un progetto educativo e di accoglienza di ragazzi e di gruppi associativi, per attività ludiche, sportive e di catechesi, finalizzate allo “stare assieme”, per famiglie e giovani. L’intervento di nuova costruzione dovrebbe completare, a sud, questo luogo polifunzionale, il più possibile aperto all’esterno, per accogliere e permettere una maggior permeabilità della luce all’interno della “cavea”, che diviene perno tra gli spazi nuovi e quelli esistenti.

Sempre nell’intento di creare un luogo di aggregazione per tutti (bambini, giovani, ragazzi, famiglie e associazioni), questi nuovi locali dovrebbero accogliere un centro per giovani con aule e luoghi di incontro, un “info point giovani” per le attività sul territorio, uno spazio conviviale dove le famiglie possano ritrovarsi anche solo per festeggiare un evento
importante e inoltre tutti i ser
vizi necessari alle attività sportive da svolgere all’interno della “cavea”.
Questa ricerca ha portato alla progettazione di un edificio flessibile, polifunzionale, “permeabile”, dove anche i percorsi interni e gli spazi distributivi invitano all’incontro, al dialogo e all’integrazione, attraverso ballatoi e affacci che mettono in relazione l’esterno con l’interno, il sopra col sotto.

Sulla facciata verso la città, in via del Risorgimento, è previsto un portico pubblico che, comprendendo anche gli edifici adiacenti, oltre a riqualificare l’intera strada, si sviluppa fino all’abside del Duomo, collegando i due ambienti.
Il percorso interno del nuovo edificio metterà in comunicazione via della Misericordia e via del Risorgimento.
Tale percorso è stato progettato per evitare di chiudere le attività giovanili in un ambiente riservato, all’opposto, con l’intento di aprirle alla città. L’ampia terrazza rivolta verso la ferrovia, direttamente collegata alla “cavea”, permetterà la vista sul parco verde comunale dell’albereta e sarà una espansione dello spazio familiare, ovvero uno spazio fruibile
dalle famiglie della città per incontri e feste; sarà inoltre un luogo di ritrovo usabile anche per lo studio pomeridiano anche per quei ragazzi che frequentano le associazioni o la parrocchia.
La forma della “cavea” nasce dalla necessità di ospitare sia eventi o riunioni ristrette, sia incontri a carattere pubblico, comprese eventuali proiezioni all’aperto.

La ristrutturazione permette di offrire un luogo di incontro totalmente nuovo e aperto a diverse possibilità.
Dall’alto: la sezione longitudinale e le piante alle diverse quote.
Nella pagina a sinistra, i disegni mostrano (in alto) la parte interna (“cavea”) e (in basso) la facciata esterna dell’edificio. Questo presenta un’apertura mediana che permette una semplice e immediata comunicazione con la città, mentre la balconata e il porticato anch’essi hanno il senso della comunicazione visiva, oltre che della protezione.
Nella parte interna, la “cavea” è luogo che si presta a molteplici interpretazioni: è un teatro, ma anche uno spazio dove l’incontro risulta facilitato.

 

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