Ordine degli Architetti di Padova

CHIESA DI S.MARIA DEL CARMINE
(via Cimitero – fraz. Creola, Saccolongo – PD)

Questo progetto propone la realizzazione del sagrato attraverso un accurato disegno pavimentale di forte matrice geometrica che organizza le relazioni con l’intorno e governa la definizione e la collocazione degli elementi simbolici e funzionali. (Giudizio della Commissione Nazionale)

Ordine degli Architetti di Padova

Arch. Gianni Tommasi (capogruppo)
Arch. Roberto Rossato (coprogettista)

Gianni Tommasi – Roberto Rossato

La chiesa si eleva all’interno di un ampio spazio verde, alquanto discosto da un borgo piccolo ma di lunga tradizione storica. Questo a sua volta è attorniato da ampi e aperti campi coltivati. Dalla strada del borgo si vede la chiesa stagliarsi sullo sfondo dei colli Euganei. E’ un edificio che risale al 1524: ha vissuto epoche di grande rilevanza per poi
inoltrarsi in un progressivo declino, fino all’abbandono, negli ultimi decenni. Nello spazio antistante si trovano sparsi solo alcuni selcioni, testimoni del passato. La realizzazione di un sagrato pone alcuni interrogativi, in particolare come non turbare l’atmosfera solitaria e l’ambiente naturale.

Tavola di progetto. La planimetria e, sulla destra immagini della situazione ambientale. Dall’alto: il sito di
lontano; i Colli Euganei visti dalla chiesa; la campagna dal sagrato; ancora il sito. Sotto: schizzi di progetto.
Tavola di progetto. Il percorso che attraversa il campo per giungere alla chiesa, conduce al camminamento in
pietra che supera il quadrato d’acqua e poi al sagrato, un quadrato di lato uguale a quello della facciata.

L’idea di ribaltare la facciata (un quadrato di otto metri di lato) escludendo il frontone semicircolare sovrapposto, in un sagrato antistante l’edificio, può soddisfare sia la necessità di rispettare l’elegante composizione architettonica, sia l’esigenza di creare uno spazio propedeutico al luogo di culto. Sagrato e facciata costituirebbero le due facce di un cubo. Per creare un raccordo tra il sagrato e il percorso di accesso è previsto un secondo spazio di eguali dimensioni: una vasca con un velo d’acqua attraversata da un percorso in lastre di selce d’Istria.

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