Opinion leader


Intervista a…

Amministratore Delegato
KONE Italia

di Leonardo Servadio

"50 milioni di euro investiti ogni anno
in ricerca, portano a continui miglioramenti.
Come MaxiSpace®, che evita l’uso del contrappeso.“
Marco Bonissone

Il segreto sta nella continua ricerca, sia in campo tecnologico, sia in campo organizzativo»: così Marco Bonissone, Amministratore Delegato di KONE Italia spiega il successo del Gruppo. Sorta in Finlandia nel 1910, KONE si occupa di progettazione, costruzione e commercializzazione di ascensori, montacarichi, scale e tappeti mobili.
E’ presente in 50 Paesi con un fatturato complessivo che si avvicina ai 4 miliardi di euro e impiega circa 30.000 dipendenti di cui 1.350 in Italia. La sede italiana è a Pero, alle porte di Milano.
«Il nostro tasso di crescita in Italia, nel corso degli ultimi tre anni ha superato il 7,5% l’anno – specifica Bonissone – e
non ci fermeremo, grazie al nostro approccio globale. Mentre con le nostre attività di ricerca siamo in grado di presentare prodotti sempre migliori, allo stesso tempo offriamo sul mercato un tipo di assistenza sempre più efficiente e
aggiornato. Un esempio: uno dei nostri scopi in questi ultimi anni è stato di ridurre il numero di arresti negli impianti di cui ci occupiamo. Il risultato è stato più che lusinghiero. Siamo arrivati al livello medio di meno di una chiamata l’anno per gli impianti nuovi e appena più di due chiamate l’anno per gli impianti preesistenti: una riduzione di circa un terzo rispetto a quanto si verificava in precedenza. Sotto il profilo organizzativo, monitoriamo con attenzione quanto avviene quando siamo chiamati: il tempo di risposta degli operatori, il tempo che i tecnici impiegano per giungere sul posto e per rimettere in funzione gli impianti… Inoltre le continue innovazioni ci portano a migliorare di anno in anno la prestazione degli ascensori: sia quelli nuovi, sia quelli già installati».

Vediamo con maggior precisione quali sono queste innovazioni…

«KONE, a livello internazionale, investe ogni anno 50 milioni di euro solo in ricerca e sviluppo. Nel corso degli ultimi anni
questo ci ha portato a sviluppare 2.300 nuovi brevetti. Direi che l’esempio più significativo è “MonoSpace” che nel 1996
ha compiuto una vera e proprio rivoluzione nel mondo degli ascensori. Prima di questo rivoluzionario prodotto, gli ascensori avevano bisogno di un locale tecnico in cui collocare il motore: il che vale sia per gli impianti a fune, sia per gli impianti oleodinamici. Con MonoSpace® abbiamo realizzato un sistema di trazione dalle dimensioni ridotte che è collocato nello stesso vano ascensore: questo consente di risparmiare lo spazio del locale tecnico, con enormi vantaggi economici. Non solo, il MonoSpace® funziona grazie a EcoDisc®, un motore leggero, moderno ed ecologico; è realizzato con materiali riciclabili, non consuma olio e quindi non inquina e, come è stato certificato da un ente di consulenza indipendente, riduce del 53% circa il consumo di energia.
Per questi motivi, KONE MonoSpace® ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo: Spagna, Finlandia, Giappone, Francia, Stati Uniti, Singapore, Francia, Inghilterra, recentemente in Lombardia, ecc. Tra le innovazioni di MonoSpace® c’è anche la segnalazione automatica di eventuali guasti al centro di assistenza, anche se nella cabina non si trova alcuna persona. Con particolare enfasi va detto che KONE in Italia produce MonoSpace® per tutta l’Europa. L’anno scorso ne sono state prodotte circa 23 mila unità, delle quali più di 4.000 per il mercato italiano. Con MonoSpace® siamo in grado di fornire un prodotto di avanguardia per i nuovi edifici e, utilizzandone i componenti, anche di rinnovare nel modo migliore gli impianti esistenti, sia a fune, sia oleodinamici.
Abbiamo studiato il sistema migliore per utilizzarlo anche per gli impianti di pregio storico, conservando per esempio le cabine in legno, le porte e le strutture in ferro battuto d’epoca…».

Una rivoluzione che data dal 1996…

«Sinora abbiamo venduto oltre 120 mila nuovi impianti MonoSpace® nel mondo.
Più recente, un altro frutto della ricerca KONE è “MaxiSpace”. Se sinora le cabine hanno avuto bisogno di un contrappeso per ridurre il carico di lavoro dei motori, grazie a un nuovo sistema di funi ad alta resistenza e di un particolare sistema di tensione, MaxiSpace™ elimina il contrappeso: questo libera lo spazio entro il quale questo elemento scorre nel vano ascensore e guadagna spazio per la cabina stessa, che può essere di dimensioni maggiori:
di qui il nome “MaxiSpace”.
Chi ha un vecchio ascensore che può portare quattro persone, oggi può sostituirlo con uno allo stato dell’arte della tecnologia sicuro, dotato di ogni comfort, che inoltre porta due persone in più e consuma meno energia».

Stiamo parlando di impianti per condomini o edifici commerciali non eccessivamente alti…

«Certo. Sono i casi più comuni, quelli in cui occorre intervenire per migliorare portata, prestazioni, accessibilità per i disabili e sicurezza di impianti che spesso sono troppo vecchi. Il che non vuol dire che KONE non agisca anche a livelli di eccellenza negli impianti per edifici straordinari. Per esempio la nuova torre di Malmoe, in Svezia, alta 190 metri, è dotata di 5 ascensori KONE che raggiungono la velocità di 5 metri al secondo. La torre Q1 nella GoldCoast in Australia, alta 323 metri, ha 9 ascensori KONE che raggiungono una veloci
tà di 9 metri al secondo. Skyline Mansion a Pudong, Shanghai, in Cina, si compone di tre torri di una quarantina di piani l’una con un totale di 18 ascensori KONE. La Trump Tower di Chicago, alta 415 metri, ha 27 ascensori KONE… Anche in Italia avremo presto realizzazioni dei questo tipo».

A destra, il nuovo grattacielo londinese di 30 St Mary Axe, progettato da Foster and Partners.
I suoi 41 piani sono serviti da ascensori ad alta velocità KONE per le persone, e da elevatori KONE per le merci e per
le automobili.
Pagina a lato: un’immagine di InnoTrack™ e lo schema di funzionamento di MaxiSpace™.

E le scale mobili?

«Per esempio: a Roma stiamo sostituendo le scale mobili della metropolitana. E’ una sfida importante, perché devono
essere cambiate entro spazi ristretti, frequentati da migliaia di utenti e con finiture di pregio: sono realizzate in loco, e
riuscire in quest’opera è una lampante dimostrazione di efficienza organizzativa.
Vi sono molteplici altri interventi che potrei citare: gli ospedali di Careggi a Firenze, S. Raffaele a Milano, il sistema di scale e tappeti mobili che porta dal lungomare alla cima della collina a Reggio Calabria…».

Poi vi sono i tappeti mobili….

«E anche in questo settore l’ultima innovazione è nostra: “InnoTrack”. Sinora per collocare un marciapiede mobile occorreva realizzare un impianto dotato di una fossa sotto il livello della pavimentazione. InnoTrack™ non ha bisogno di scavi: si poggia sopra la pavimentazione esistente, in qualsiasi ambiente. Anche questo segna una rivoluzione: facilita il progetto, riduce i costi di costruzione e di gestione. E naturalmente risparmia anche energia. Infine: può essere spostato, ove le trasformazioni col tempo lo richiedano».

Ma perché voi grandi produttori di ascensori siete sempre stranieri?

«KONE Italia non è assolutamente un’estranea nel nostro paese, al contrario è il risultato della fusione di Fiam, Sabiem,
Bassetti: marchi storici del “Made in Italy” che, grazie all’organizzazione KONE nel mondo, hanno visto valorizzate le
capacità progettuali, produttive e commerciali. KONE Italia è una parte importante della multinazionale KONE nel
mondo, anche nel campo della ricerca e sviluppo, sia per quanto riguarda cabine e porte, sia per quanto riguarda la parte comando e controllo, per i quali la ricerca è realizzata proprio qui in Italia».

 

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