Nuove proposte per nuovi sistemi abitativi

Quando sono stato invitato a partecipare ai lavori della Giuria della prima edizione del Premio Raffaele Sirica – SICUREZZA DELL’ABITARE ho accettato di buon grado e con grande curiosità, per conoscere come erano stati affrontati, da parte dei partecipanti, i temi del Bando così complessi e importanti.
L’esperienza è stata molto interessante, anche se non nuova.
La trasmissione informatica dei lavori, scelta dal Bando, che impone una certa stringatezza e brevità, non ha creato problemi di comprensione degli intenti e proposte dei partecipanti che per la verità non sono stati molti, ma ciò era prevedibile dato che si trattava della prima edizione del Premio.
I temi del Bando già Raffaele aveva, con lungimiranza, varie volte affrontato e sostenuto, durante le riunioni del Consiglio Nazionale con grande passione, nella convinzione che potessero coniugare la ricerca della qualità architettonica, la sicurezza abitativa e l’occasione di lavoro per gli architetti.
Un grande sogno mirato all’ impegno civile della categoria che purtroppo trovava e trova assenti, se non a parole, le dirigenze politiche del Paese.
Quanti convegni, tavole rotonde, dibattiti, su questi temi, inascoltati o quasi.
Il sogno della rottamazione delle periferie degradate, frutto di una edilizia di cinquanta e più anni fa, ormai fatiscenti, costruita nella fretta della ricostruzione postbellica con  sistemi obsoleti e antieconomici per la loro conservazione. Ma al di là del sogno, problematico nella sua realtà attuativa, quali soluzioni è possibile affrontare per venire incontro alle necessità di modificare il sistema abitativo sia per il costruito che per il divenire del progetto? L’iniziativa del Premio Raffaele Sirica va utilmente in questa direzione per sensibilizzare la categoria degli architetti e soprattutto la sua parte giovane ad attuare in tal senso una vera rivoluzione culturale.
I lavori presentati hanno evidenziato, per la maggior parte, un approccio ai problemi con una notevole serietà e una attenzione puntuale a materie anche complesse.
Certamente qualche risposta al tema, vedi, sismico, non ha avuto la necessaria attenzione, ma, per la verità, non si tratta di un tema facile, soprattutto nel campo del costruito. È necessario, forse, in futuro, qualche ritocco al Bando, ma nel complesso l’iniziativa è stata più che soddisfacente e senza alcun dubbio dovrà proseguire.
Ho notato con piacere che per quanto riguarda la categoria “ nuove costruzioni” gli elaborati presentati non riportano interesse alle mode o stravaganze architettoniche, oggi molto frequenti, ma alla concretezza e semplicità del progetto che a mio parere è sinonimo di qualità in quanto come riporta Vittorio Gregotti in una sua recente pubblicazione “ l’architettura non è semplice, può solo diventare semplice, faticosamente, semplice” . 

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