Norme UNI per il mobile da Bagno

Tratto da:
Il Nuovo Bagno N°25

Norme Uni per il mobile da bagno

 

Gianfrancesco Novello

 

 


Perchè una norma UNI per il mobile da bagno?
Le ragioni per cui è necessario poter contare su una normativa in questo settore vanno trovate tutte nelle esigenze del mercato. Non vogliamo certo imbrogliare la creatività dei singoli produttori, ma dare evidenza alle differenze obiettive che garantiscono il consumatore sia dal punto di vista della sicurezza sia quello delle prestazioni, lasciando libera ogni impresa di differenziare le proprie proposte con politiche personalizzate.
Qual’è la situazione di mercato in cui questa decisione è maturata?
Il significativo ingresso di nuovi competitori, le accese politiche pi prezzo, le strutture distributive che vanno modificandosi a favore della grande distribuzione, tutto questo in una costante domanda per lo più stagnante che ci spinge a fare chiarezza, anche in vista di un consumatore che sta cambiando i suoi comportamenti d’acquisto. Occorre che al produttore vengano riconosciuti gli sforzi e gli investimenti fatti per migliorare il contenuto qualitativo dei suoi prodotti, in modo che non sia solo il prezzo ad essere la discriminante per l’acquisto.
Si tratta di una condanna dei mobili a basso prezzo?
Tutt’altro. Vogliamo solo permettere un riconoscimento delle differenze intrinseche di ogni prodotto, perché sia il distributore che il consumatore hanno il diritto di esserne consapevoli. Qualsiasi norma UNI non è obbligatoria, perché non è una legge, ma lo diventa quando il suo rispetto viene dichiarato.
Ora che c’è una norma, quale sarà il passo successivo?
Chiamiamola per il momento “progetto di norma”, perchè non ha ancora compiuto tutto l’iter burocratico per l’approvazione, anche se è solo una questione di mesi. Il passo successivo sarà sicuramente la “certificazione” del prodotto, attraverso la quale un organismo al di sopra delle attesterà la conformità dei prodotti a questa norma. Cercheremo in questo di allinearci alle esperienze e alle richieste degli altri paesi europei, che sono anche i nostri principali clienti.
Si dice che a lei, anche fuori delle necessità contingenti, le documentazioni tecniche allegate di un prodotto piacciono moltissimo. E’ vero?
A volte mi sorprendo a consultare con interesse qualche documentazione tecnica, anche quando i prodotti presentati sono lontani dalle mie conoscenze. Perché è un esercizio dell’intelligenza, un modo di sperimenatre ma mia capacità di capire quel prodotto e come si colloca sul mercato e come si raffronta con la concorrenza. L’adozione di una normativa è un elemento che può essere considerato come una lente d’ingrandimento che ci permette di mettere a fuoco il prodotto e di dare un voto di merito allo stesso e all’azienda che l’ha prodotto.

Il bagno è uno spazio che invita a cercare mille soluzioni. Funzionalità ed estetica sono i valori che CalorCasa antepone ad ogni progetto e cura in oggi sua realizzazione. Ma non è tutto: la scelta l’uso e l’accostamento di materiali presenti in questa realizzazione è una dimostrazione di come la posa del marmo a macchia aperta e la ricerca della continuità di vena nelle superfici siano un segno di stile inequivocabile. Sono da notare le rifiniture in tondo e l’accostamento riuscito di due marmi di diversa provenienza. La realizzazione di ogni particolare, rivestimenti, mobili e specchi, avviene su misura come del resto un particolare di grande importanza: l’illuminazione. Le dimensioni di un bagno vanno evidenziate, rese più importanti, i materiali stessi vanno valorizzati. CalorCAsa: quando un bagno deve piacere da tutti i punti di vista.

Lo stile è innato in alcune persone e si nota dalle scelte forti e decise che fanno. Tra il 1920 e il 1930 i migliori pittori e architetti scelgono di esprimersi usando lo stile che poi passerà alla storia come Art Decò . Forse il periodo in cui la classe e il gusto hanno avuto le migliori espressioni basta ricordare Arlette Boucard, modella e artista ma soprattutto una donna di inizio secolo bella e consapevole della sua classe: qui dipinta da Tamara de Lempicka nel 1928. Un modo quello di inizio secolo senza confini: dal Nord Africa ,alle lunghe traversate sui Trasatlantici, a New York la città iniziava a definire il suo volto e il suo stile. Nascono in quel periodo i primi grattacieli. In uno di questi tra la 42nd Street e Lexington Avenue Irwin S. Chanin si fa costruire un bagno “opulento” – come lui stesso lo descrive – chiamato “Executive Suite bathroom”. Lo stile Art Decò di questa sala da bagno, come dell’intero palazzo, fu supervisionato da Jacques Delamarre, capo dipartimento della Chanin Costruction Company e gli architetti furono Sloan & Robertson, famosissimi a quei tempi in città.

Gianfrancesco Novello è un imprenditore veneto del settore mobiliero da quando nel 1962 affiancò il fratello Gianni nella conduzione “Novello” di Mirano (Venezia) dondata nel ‘56. La prematura scomparsa del fratello lo portò ad assumere tutte le responsabilità in un momentoin cui si verificava una notevole fase di crescita che coinvolgeva particolarmente il settore bagno da lui personalmente voluto (a tutt’
oggi sono 34 gli anni di fedeltà a questo settore). Nell’82 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica. Nei primi anni ‘90 è stato affiancato in azienda dai suoi tre figli, una situazione che gli ha consentito di dedicare parte del suo tempo alle problematiche del settore divenendo del ‘95 membro del Consiglio Direttivo di assArredo della Federlegno-arredo e presidente del Gruppo Arredo Bagno. Nel ruolo di Presidente della Commissione Normative Tecniche è stato un instancabile propugnatore dell’attuazione di norme UNI nel settore dell’arredo bagno.

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