Ninfea


I fiori di Casa Felice

Nymphaea (ninfea) è un genere appartenente alla famiglia delle Nymphaeaceae, originario dell’Asia; comprende circa
40 specie acquatiche, dalle radici rizomatose e con le foglie che fuoriescono dal pelo d’acqua, per 10-20 cm.
Comprende specie rustiche perfettamente adattate ai nostri climi, e specie tropicali a fioritura profumatissima, notturna; i fiori hanno tinte varie, bianco, rosa, rosso, viola, celeste, con fioritura estiva.
Il genere è strettamente correlato al genere Nuphar.
La differenza più evidente sta nel fatto che in Nymphaea i petali sono più grandi dei sepali, mentre in Nuphar i petali sono molto più piccoli dei 4-6 sepali gialli. Anche la maturazione del frutto è diversa: il frutto di Nymphaea affonda sotto il livello dell’acqua subito dopo che il fiore si è chiuso, mentre i frutti di Nuphar restano al di sopra del livello dell’acqua fino a maturità. Le ninfee sono talvolta chiamate fiori di loto, ma non vanno confuse con le specie di loto indiano del genere Nelumbo, usate nella cucina asiatica e sacre all’Induismo ed al Buddismo.

Gli antichi Egizi adoravano le ninfee del Nilo, o fiori di loto, come sono anche chiamate.
N. caerulea apre i suoi fiori al mattino e li affonda nell’acqua al tramonto, mentre N. lotus fiorisce di notte e chiude i fiori al mattino. Resti di entrambi i fiori sono stati trovati nella camera sepolcrale di Ramesse II. Gli Egizi, che nella scelta dei simboli utilizzati nei loro geroglifici attingevano alla realtà che li circondava, avevano rappresentato
la ninfea in alcuni segni. In uno di essi è disegnato il fiore di ninfea, mentre in un altro, utilizzato come simbolo numerico per indicare la cifra 10.000, è rappresentata una foglia di ninfea con lo stelo e il rizoma sommersi.

Uso
Come pianta ornamentale per decorare stagni, vasche e laghetti, o coltivata in grossi mastelli o recipienti simili, colmi
d’acqua sui terrazzi.

Metodi di coltivazione
Richiedono posizione soleggiata, con terreno ben concimato con letame maturo; in autunno si prosciuga l’acqua, ricoprendo i cespi con torba mista a letame, ogni 3 anni si procede al trapianto dei rizomi, per sfoltirli e per potere rinnovare il substrato con terreno fresco e ricco di elementi organici.
Si moltiplicano in primavera per divisione dei cespi rizomatosi.

 

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