Nel silente perdono


TESTIMONIANZE LA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO

NEL SILENTE PERDONO

Posti nel transetto settentrionale, i nuovi confessionali del Duomo di Milano presentano una figura austera e sobria. I confessionali tendono sempre ad avere la sembianza di armadi dal profilo particolarmente elaborato ed elegante seppur severo. Sono piccole architetture abitabili e devono ospitare il confessore anche per lunghe ore. Il loro disegno segue sempre il gusto dell’epoca.
Quando alla svolta del millennio si sono resi necessari nuovi confessionali per la cattedrale milanese, il loro progetto è stato affidato a Ernesto Brivio, che allora ricopriva la carica di Architetto della Fabbrica del Duomo.
Il disegno realizzato non ha cercato di ripresentare moduli stilistici quali quello dell’arco ogivale o della guglia: non si è cercato un inserimento mimetico nell’architettura del Duomo. Si è piuttosto ricercato un disegno capace di soddisfare le
necessità di accoglienza, sia del confessore, sia dei fedeli, seguendo il principio della comodità e facilità di accesso, anche per i diversamente abili.

Così risaltano anzitutto le dimensioni di questi confessionali. Posti entro una chiesa parrocchiale essi dominerebbero lo spazio. Sotto le alte volte delle navate del Duomo invece la loro presenza non si impone: la linearità nel disegno fa sì che, per quanto le dimensioni siano cospicue, l’inserimento nelle navate dense di storia e onuste di opere d’arte non causi un impatto visivo straniante. D’altro canto le dimensioni stesse dei confessionali sono un aspetto fondamentale per offrire un ambiente interno accogliente.

Questo è stato studiato per favorire il dialogo e per con sentire al sacerdote di restare anche a lungo, anche quando le condizioni climatiche esterne siano sfavorevoli: l’alta copertura consente infatti di ospitare gli apparecchi per il condizionamento dell’aria. L’atmosfera interna è quindi a tutti gli effetti diversa da quella esterna: il confessionale diviene un luogo ben individuato e nettamente separato entro lo spazio della Cattedrale. La disposizione delle aperture rende facile l’accesso e la qualità delle pareti rende intimo il colloquio: pur essendo ampio lo spazio interno non si perde nulla quanto a “privacy”.
La struttura in legno si presenta dotata del crisma della firmitas: uno degli attributi che secondo Vitruvio dovrebbero caratterizzare ogni buona architettura.

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