Nel parmense

Servizio di: Leonardo Servadio
Foto di: Athos Lecce, Jolanda Barera

La piscina è un vecchio abbeveratoio. La vasca è stata ampliata, soprattutto è stata corredata dalla fontana, specie di frontone plastico da cui zampilla l’acqua che movimenta l’insieme. Serve per il riciclo del liquido. Ma al di là della sua nuova funzione, dà un tono a tutto l’insieme. Nella calura estiva delle colline porta la frescura del gorgoglio, la voce di una natura viva e allegra. Mentre la casa occhieggia sorniona con le verandine a soffietto abbassate.

The pool is an old drinking trough. It has been enlarged and, above all, it has been fitted with a fountain, a sort of
plastic pediment from which the water gushes providing movement to the whole, and serving to recycle the liquid;
function aside, it is also stylish. In the hills, during the summer heat, it provides a fresh gurgling sound, the voice of nature that lives and breathes. Meanwhile, the house peeps from behind its lowered fan-fold ‘verandinas’.

E’ un casale che risale ai primi dell’800. Ingentilito, ravvivato non semplicemente nell’architettura e nei complementi di
arredo. Ma nell’ambientazione. Il vecchio edificio diventa parte di un giardino. Dove c’era l’aia ora si vede il prato, curato,
l’attenta disposizione delle piante.

This farmhouse dating to the early 19th century has been refined and brightened up, not only with regards the architecture and furniture, but also with regards its setting. The old building now becomes a part of the garden. Where there was once the farmyard, now there is a well-maintained lawn with carefully arranged plants.

La commistione organica tra il verde e il costruito. C’era l’armonia
campestre. Oggi c’è l’armonia del disegno. C’era l’odore del lavoro
dei campi, oggi c’è il profumo delle essenze arboree e dei fiori. C’è
il gusto del particolare, dell’accostamento raffinato.

Il casale si sviluppa su tre livelli. La mano sensibile del proprietrio, un designer di moda, l’ha trasformato pur entro le dimensioni originarie. Dove un tempo si raccoglieva il fieno, ecco il grande salone, al primo piano. Le grandi vetrate lo aprono lateralmente alla natura, allo scambio di luce. La prospettiva si estende oltre le pareti. Il luogo dello stare diventa quasi il luogo del contemplare. E il tutto invita: a partire dall’oblò in alto.

The farmhouse is on three floors. The owner, a fashion designer, has delicately transformed it while maintaining its original dimensions. Where once the hay was gathered, now there is a large hall on the first floor. Its large windows open from the side onto the garden, and the view extends beyond the walls. A place of gathering becomes a place for
contemplation. It is an inviting setting, beginning with the window above.

Qui si staglia la silouhette dell’angelo portatore di pace:
è un simbolo di tanto maggiore efficacia quanto più discreta è la sua presenza.
Come una sottolineatura di silenzio, invita alla pacatezza, alla tranquillità.

Le travi a vista, in legno. Le colonne, in pietra, monoliti di possente presenza, sembrano ricordare la forza della permanenza, la intangibilità della costanza. Sono al piano inferiore, dove si articolano gli spazi del relax. Importante la tonalità cromatica: colori soffusi, luce velata, cortine smosse leggermente dall’aria. Pochi oggetti, come accenti che ritmano lo spazio.

The wooden beams in full view and the stone columns, monoliths with a powerful presence, bring to mind the force of permanence and the intangibility of constancy. They are located on the lower floor, which has areas for relaxation. The chromatic shades used are important: suffused colours, veiled light, and curtains that are gently moved by the air. Sparse objects, like accents, mark the rhythm of the space.

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