Nel LussemburgoLo spazio nascente nel gioco del cubo

Tratto da:
Case di campagna n°86
Nel Lussemburgo lo spazio nascente nel gioco del cubo
 

realizzazione di Regina Pizzinini & Leon Luxemburg Santa Monica (California), Vienna (Austria), Lussemburgo
Servizio di Leonardo Servadio

“L A LIBERTÀ DEL COLORE CONFERISCE UNA DIMENSIONE IN PIÙ AL PROGETTO. LO DIMOSTRANO CASI “ESTREMI”, COME QUESTA “VILLA PETITE” A BRIDEL IN LUSSEMBURGO: LE PICCOLE DIMENSIONI NON IMPEDISCONO ALLO SPAZIO DI ESPANDERSI IN UN DIALOGO DI LUCI, OMBRE E VISTE CANGIANTI, COL VICINO BOSCO. “

Come i funghi, vi sono architetture che sanno crescere nel bosco come se ne completassero il disegno.

ll lavoro di Reg i n a Pizzinini e Leon Luxembourg “celebra l’abitare per mezzo di spazi sorprendenti , scale che collegano terra e cielo, bovindo che ci invitano a sedere e guardare”: lo scrive Buzz Yudell, del noto studio californiano “Moore, Ruble, Yudell”. È in questo studio che Pizzinini e Luxemburg hanno affinato la loro libertà creativa. Nella casa lussemburghese si ritrova quella capacità di integrare disegno e colore che in California ha raggiunto l’espressione più avanzata.

La Villa Petite è un prisma grigio di 36 metri quadrati alla base: piccola di nome e di fatto. Ma le dimensioni non dicono tutto. Qui si vive la sensazione dello stato nascente. La novità è la caratteristica dominante: novità data dal cambiamento. Lo spazio si gioca sulle variazioni cromatiche e sulle aperture verso il bosco e verso l’alto. Il gioco dei colori e delle aperture, la tensione che si instaura tra la grande scalinata gialla e il tetto rotondo tagliato a spiovente, poggiante su una raggiera di travi lignee, genera un dinamismo sorprendente, ricco di una carica di prorompente fulgore.

La scala apre una dimensione verticale che si estende oltre il lucernario, in un gesto che raggiunge il cielo.

La doppia scalinata gialla diventa una specie di palco davanti alla casa, che è aperta da grandi vetrate. All’interno lo spazio è unico: soggiorno al livello basso mentre il livello alto si presenta come due loggiati aperti, mediati da un ponticello a scala. È un ambiente compresso, condensato, ma al suo interno si manifesta la sensazione dell’espansione, grazie alle proiezioni dinamiche verso l’esterno, come il bovindo rosso; grazie al lucernario che in alto sembra invitare la scala a un cammino ulteriore. Luce e colore sono l’infinitudine che fa svanire i limiti. Le rigidità strutturali vengono rielaborate in una serie di incastri che suggeriscono una dialettica mobilità ai volumi, come se questa fosse una casa-matrioska in cui si aprono sempre nuovi ambienti, in una serie continua di cui non si immagina la fine. La tenda raccolta in basso sembra quasi una vela gonfiata da un soffio tellurico, un alito vitale che anima da dentro questa piccola, grande architettura.

diversi livelli aprono spazi ulteriori in un ambiente di luce

Lo spazio interno si sviluppa a tutta altezza. Il ponte a gradini accentua la sorpresa del bovindo che aggettando sembra precipitarsi verso le fronde. La limitatezza dimensionale si stempera nella sensazione di spaziosità in altezza, accentuata dalla scala e dal ponte ad arco,che diventano simboli di un cammino variato, un cammino di sorgente. Il percorso che si dipana in gradualità ascendente, dal prato al bovindo, presenta sempre nuovi scorci come se si scoprisse sempre qualcosa di nuovo.

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