Museum of Art a San Antonio in Texas (USA)La devozione dell’America Latina

La devozione dell’America latina

La nuova ala del Museo di San Antonio, progettata da Overland Partners, si accosta con grazia all’esistente edificio ottocentesco, completandone la funzionalità. Con soluzione assai inconsueta, l’interno delle sale espositive è inondato dalla luce naturale del nord, filtrata dalle grandi vetrate che fanno del paesaggio una parte del museo stesso.

La facciata verso la strada. Il corpo aggiunto è in mattoni chiari, caratterizzato da stendardi colorati.
Planimetria generale. Verso est, (a destra nel disegno) si notano i due corpi aggiunti, con pianta a "L".

Una volta, a fine ‘800 era una birreria. Le vicende del proibizionismo trasformarono l’edificio, che reca l’impronta dell’architettura coloniale spagnola, in una filanda di cotone nel 1921. In seguito fu destinato a una varietà di altri usi: sino al 1971, quando fu acquisito dalla San Antonio Museum Association. Allora fu riscoperta la valenza storica
del complesso, che venne ristrutturato e riaperto come museo d’arte nel 1981.
Dopo la morte dell’ex vicepresidente statunitense, Nelson A. Rockefeller, l’impressionante collezione di opere artistiche latino americane da lui raccolta (la maggiore negli Stati Uniti) fu donata al museo. Sorse la necessità di un nuovo edificio da accostare all’esistente. Il progetto, completato nel 1998, è stato affidato a Overland Partners, che attualmente prepara un’ulteriore estensione per ospitare altre collezioni di arte cinese e giapponese.
Aspetto fondamentale della raccolta latino americana è costituito dal numero e dalla varietà di oggetti a carattere devozionale, testimonianza delle radicate tradizioni popolari del continente.
Sotto il profilo architettonico, il progetto si sviluppa con due corpi di fabbrica posti a "L", i cui bracci si innestano su uno spazio a tutta altezza.

San Antonio Museum of Art Center for Latin American Art

Indirizzo: 200 W. Jones Ave., San Antonio, Texas
Progetto architettonico: Overland Partners, Inc. San Antonio, Texas (Richard M. Archer, Timothy B. Blonkvist, Robert L. Shemwell, Madison A. Smith, con John E.
Zimmerman)
Ingegneria: Lundy & Ass., Pape-Dawson Engeneers, Goetting & Ass. Inc., Protection Development Inc.
Consulenti: Cliff LaFontaine (esposizione)

La parete vetrata dell’innesto tra il nuovo edificio e
quello preesistente, riflette il caratteristico portale,
lasciato in situ all’esterno del museo.

Questo funge da "canale di luce" interno e da raccordo con l’edificio preesistente. Amplitudine e luminosità naturale sono due aspetti che caratterizzano il nuovo fabbricato. La parete verso nord è stata vetrata per l’altezza di due dei tre piani: una soluzione assai inconsueta per un museo d’arte, dove il controllo della luminosità di solito è affidato agli impianti elettrici. Qui i progettisti hanno colto l’occasione dei grandi alberi del parco: da un lato essi contribuiscono a filtrare la luce naturale, dall’altro consentono a chi sta all’interno di guardare verso un ambiente naturale che dà respiro alla vista.
Le opere particolarmente sensibili alla luce sono protette da vetri filtranti.

Al piano basso trova posto l’esposizione precolombiana, al primo piano quella di arte contemporanea. Gli alberi sembrano rendersi presenti nel contesto espositivo.

L’esposizione a rotazione delle opere garantisce che lo spazio delle gallerie non sia mai sovraccaricato di oggetti. Il fronte sud, verso la strada, invece è privo di finestre: la facciata riprende in pieno quella ottocentesca preesistente. Ad alcuni stendardi colorati, la cui foggia rievoca lo stile popolare latinoamericano, è lasciato il compito di annunciare la collezione ospitata.

Le grandi pareti vetrate che aprono verso nord sono leggermente inclinate.
Una sala espositiva: la serie di archi contribuisce a ritmare lo spazio e configura un ambiente a "basilica", consono agli oggetti devozionali in mostra.

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