Museo diocesano di Pesaro


La scoperta di due antichi mosaici sovrapposti, del IV-V sec. e del VI sec., suggerisce di progettare un collegamento tra il luogo espositivo e la Cattedrale: le emergenze archeologiche diventano momento di mediazione tra la celebrazione del rito oggi e la memoria storico-artistica del Cristianesimo delle origini

Il Museo diocesano di Pesaro occupa lo spazio sotterraneo dello storico, settecentesco palazzo Lazzarini, costituito da ambienti di significativo valore architettonico, voltati prevalentemente a "botte", in muratura di mattoni a vista, distribuiti su diversi livelli di quota. Tali livelli scandiscono anche la suddivisione delle diverse sezioni del Museo.
L’edificio, posto di fronte al Duomo, è stato costruito come Seminario per volontà dei vescovi Barsanti prima e Luini poi. La sua realizzazione è cominciata nel 1785 su progetto di due architetti: il pesarese Giannandrea Lazzarini (1710-1801) e il camerinese Giovanni Antinori (1734-1792).
Il palazzo del Seminario venne inaugurato nel 1788.
In modo forse incongruo, da diversi anni è entrato nell’uso comune di denominare il palazzo col nome del primo dei due progettisti, il Lazzarini.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo comincia nell’elegante atrio di Palazzo Lazzarini, con ingresso nella reception e successiva discesa alla quota della sezione archeologica, secondo un itinerario che, attraverso le quattro sale di tale sezione, si connette poi alla seconda scalinata che riconduce il visitatore al livello intermedio, dal quale ha inizio la visita alla sezione storico- artistica, lungo l’ambiente distributivo, sul quale si affacciano, in sequenza di visita, le varie sale dedicate all’Eucaristia, alla Confraternita del S.S. Sacramento, al Lazzarini e al Settecento pesarese, ai tessuti, alla scultura lignea e agli argenti.
Nella sezione archeologica le opere sono esposte su strutture metalliche di supporto, opportunamente progettate e realizzate che, a seconda della loro importanza o consistenza, sono collocate a terra o sospese a parete.
Nelle sale della sezione storico-artistica sono esposti gli elementi più significativi, individuati e selezionati a seguito della catalogazione dei beni mobili completata dall’Arcidiocesi nel rispetto delle indicazioni contenute nel protocollo sottoscritto dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La presentazione di tali beni è raccolta per sale tematiche, nelle quali le opere vengono diversamente proposte secondo la loro importanza, dimensione, esigenza visiva, problematiche di conservazione, e altro ancora.
Sono stati utilizzati pertanto sistemi espositivi che vanno dal contenimento in teche di ferro e cristallo, ai pannelli con sfondo in legno supportati da idonea struttura metallica, ai basamenti in legno e pedane di appoggio, che assolvono anche al compito di consentire il passaggio di canalizzazioni tecnologiche relative agli impianti elettrico, di sicurezza, televisivo, termico, ecc. e che costituiscono diaframmi di valore funzionale per l’organizzazione degli spazi espositivi.

Il palazzo del Seminario, oggi sede del Museo
diocesano, antistante la Cattedrale (foto a destra).

GLI IMPIANTI

L’illuminazione è garantita da diversi apparati: soluzioni a soffitto, di minimo impatto visivo per non deturpare l’estetica delle volte in muratura, e anche lampade sostenute da strutture verticali, collocate nei punti più idonei dei vari ambienti.
Per l’impiantistica si è fatto ricorso a tecniche di intervento con opere di basso impatto sulle strutture storiche del complesso edilizio, con impiego minimo di staffature e grappe metalliche, l’impiego di nuove canalizzazioni (mai sottotraccia), sviluppando il più possibile l’uso di pannellature e sostegni lignei facilmente rimovibili: nel complesso si tratta di apparati
di semplice reversibilità.
La struttura museale è dotata di un idoneo impianto di sicurezza antincendio ed è adeguata alle norme sul superamento delle barriere architettoniche (Legge 13/89).

Dall’alto: il Museo diocesano; il percorso dall’ingresso
alle sezioni storico-artistica e archeologica
(interrata). Il progetto per la nuova sistemazione:
in azzurro l’interno della Cattedrale, nel quale
resterebbe a vista la pavimentazione musiva più
antica scoperta sotto il pavimento novecentesco e
sotto uno strato musivo del VI secolo. Quest’ultimo
sarebbe rimosso e collocato in un ambiente vicino.
Un percorso sotterraneo collegherebbe tutti i luoghi.
Il Polo museale e la Cattedrale nel contesto.

Il progetto di adeguamento della struttura è stato realizzato secondo il parere espresso dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici delle Marche.
Un idoneo impianto termico e di controllo dei livelli di temperatura e di umidità garantisce e soddisfa i valori del microclima dei locali ai fini della migliore tutela e salvaguardia dei beni esposti.
L’impianto elettrico risponde ai requisiti della vigente normativa tecnica e agli standard illuminotecnici richiesti per gli allestimenti museali. L’impianto di diffusione sonora e musicale, con gestione centralizzata e programmata,e l’impianto di video-controllo, completano la dotazione tecnologica del Museo.

IL POLO MUSEALE

Il Museo è il centro di quello che viene denominato Polo museale della Cattedrale di Pesaro: una realtà soprattutto caratterizzata da due sovrapposti tappeti musivi ritrovati al di sotto della pavimentazione dell’aula liturgica del Duomo, ed estesi, più o meno, tanto quanto l’attuale pavimentazione.

IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE

Considerato l’altissimo valore artistico di tali ritrovamenti, è in atto un programma progettuale che prevede di spostare lo straordinario pavimento in mosaico del VI sec., presente sotto il pavimento della Cattedrale, in modo da lasciare libero e visitabile il mosaico del IV-V sec., presente a una quota inferiore del precedente, così che, insieme al Museo diocesano, si possa avere un percorso – una promenade museale – inserito nel tessuto urbano della città per la valorizzazione di poco conosciute epoche storiche, testimoniate da queste opere di grandissimo rilievo storico-artistico.
La proposta progettuale è elaborata dallo Studio di Architettura Magi&Boccarossa di Pesaro, che ha già curato la progettazione e l’allestimento del Museo diocesano.

Nelle foto precedenti: la sezione
storico-artistica. In basso: la sezione archeologica,
ospitata nei sotterranei del palazzo.
 

Anzitutto l’obiettivo è di valorizzare le opere presenti in città attraverso un percorso originale; quindi di corredare,
con attrezzature rivolte all’uso pubblico, una serie di spazi di completamento del centro storico. Per procedere al distacco del mosaico del VI sec. e alla sua ricollocazione, il progetto prevede la creazione di un idoneo sito collegato in sotterraneo con la Cattedrale, con il sagrato e l’antistante Museo diocesano. All’interno di questo nuovo spazio espositivo è previsto un camminamento pensile trasparente, sovrastante il livello musivo, che lo renda facilmente visibile senza essere calpestato
dai visitatori. Tale operazione consentirà, una volta distaccato il litostroto superiore, di riportare alla luce e rendere visibile il più antico mosaico inferiore.

 

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