Una casa d’artista

IL RECUPERO DI UN RUDERE NELLE CAMPAGNE CATALANE
Un’idea ambiziosa basata sul restauro e la conservazione delle parti storiche e strutturali per mantenere vivo il rapporto con il territorio. Non solo un progetto architettonico, ma di vita e soprattutto d’arte; un connubio tra l’amore per la terra e quello per la creatività.

Progetto di: Carmen Escoda 

Servizio e foto di: Rodriguez Ferrer Emilio

Inizialmente era una fortificazione eretta per segnare il territorio conquistato con l’avanzata delle armate cristiane. Nel XVIII secolo è stato trasformato in villa signorile, poi viene usato come masseria all’inizio del secolo scorso, infine lasciato andare in rovina. Viene acquistato da una pittrice la quale lo recupera completamente lasciando intatta la struttura e lo adibisce ad abitazione-atelier. L’idea progettuale si basa sul mantenimento dell’involucro edilizio per rispettare il più possibile l’origine storica dell’edificio. Internamente si è optato per grandi spazi aperti ritmati solo da pilastri e da un’innovativa canna fumaria tubolare che percorre l’ambiente, nella quale converge il condotto fumario di una stufa in ghisa; per enfatizzare ancora di più questo elemento, il tubo è stato dipinto di un giallo caldo e intenso.

AL CENTRO DELLA STANZA SPICCA UNA STUFA IN GHISA

CON UNA INSOLITA CANNA FUMARIA

BIOGRAFIA

Montse Gomis, pittrice, trascorse la sua infanzia in campagna, poi all’età di 11 anni si trasferì a Barcellona. Vivere in una grande città le diede la possibilità di fare tante cose, in definitiva vivere intensamente. Seguì un periodo in cui fece spola tra la capitale catalana e Essaouira, una città del Marocco dove comprò una casa e la restaurò, comprendendo quale fossero i suoi reali desideri. Dopo 10 anni si trasferì a Segarra, una regione nell’entroterra catalano. Qui acquistò il “Castel de la Cardosa” una fortezza costruita nel XII secolo e ormai ridotta a rovina; lo restaurò e lo trasformò in sua abitazione e atelier nel quale organizza corsi di calligrafia, tipografia, poesia figurata e weekend gastronomici in cui scoprire la cucina tipica regionale. Inoltre, ospita eventi artistici, concerti, esposizioni, letture e conferenze.

L’abitazione, oltre che essere dimora della pittrice, è anche utilizzata come spazio dedicato alle attività creative ed è composta da un’area attrezzata per la pittura e un’altra per ospitare gli artisti che soggiornano per aderire ai vari seminari artistici programmati nel corso dell’anno. Altra attività è quella culinaria: si organizzano infatti corsi gastronomici per riscoprire i sapori regionali e tipici del luogo; per questo motivo la casa ha, sia all’interno che all’esterno, dei particolari bracieri per la cottura dei cibi che esaltano ancora di più il significato della convivialità e dello stare insieme. Il volume totale dell’intera abitazione necessita di avere, oltre alla stufa in ghisa che padroneggia nella stanza, un sistema di riscaldamento composto da pannelli radianti che percorrono tutta la superficie. Con questo sistema integrato nel pavimento si riesce a superare il clima estremo di questa regione selvaggia che è molto rigido in inverno.

FACILE DA USARE E RISPETTOSA DELL’ AMBIENTE

Una stufa inconfondibile per originalità, bellezza ed eleganza, è frutto di una sapiente combinazione tra tecnologia e arte, che si esprime nella varietà delle maioliche refrattarie rifinite con cura nelle forme, nei colori, nelle decorazioni esclusive fatte a mano. Questa tipologia di stufa richiede pochissima manutenzionee non crea problemi di utilizzo. Per ottenere una temperatura ideale nel corso della giornata, basta seguire poche
semplici regole: è sufficiente accendere il fuoco dopo aver caricato la stufa con un cesto di legna asciutta e tagliata sottile. Dopo circa 45/60 minuti al massimo, quando la legna sarà diventata brace, sarà possibile chiudere lo sportello lasciando che la stufa continui a emettere quel gradevole calore in modo continuo nelle 24 ore. Inoltre, essendo costruita completamente in refrattario e considerato il ridotto consumo di legna, comporta una limitata produzione di cenere che viene rimossa raramente in piccole quantità. In questa realizzazione la rotondità delle forme risulta evidente: una presenza imponente e amichevole, solida ma accogliente. Si presenta come un grande organismo capace di dare un senso a tutto l’intorno: si erge al centro della stanza ma, lungi dall’ingombrarla, la abita e la rende piacevolmente abitabile. (Stephan Keramik)

QUALITÀ DELL’INTERVENTO
Centralità del progetto: il recupero di un rudere, un’antica fortificazione costruita nel XIII secolo, tramite un progetto moderno che predilige grandi spazi aperti che accolgono opere d’arte. Innovazione: per mantenere intatta l’estetica interna, è stata creata un’innovativa canna fumaria, realizzata tramite un tubolare dipinto di giallo che attraversa la stanza come una sorta di pilastro. Uso dei materiali: l’involucro è stato completamente restaurato mantenendo a vista la pietra delle pareti. Per aumentare la luminosità si è inserito un cavedio in vetro che accoglie il vano scala. Nuove tecnologie: data l’imponente volumetria dell’immobile, oltre al tradizionale riscaldamento tramite radiatori e una stufa in ghisa, sotto al pavimento si sono inseriti dei pannelli radianti.

Alcune viste dell’open space in cui convivono più funzioni: la zona notte, composta da un letto fouton semplicemente adagiato al pavimento e un’area living con un tavolo per i pasti e una scrivania per lo studio. Per aumentare la luminosità interna sul tetto si sono aperti dei lucernari.

NELL’AMPIO GIARDINO UN ALTRO BRACIERE

PER MANGIARE ALL’APERTO

CUCINARE ALL’ APERTO CON LA LEGNA

Non c’è cosa più bella di trovarsi tutti insieme a mangiare all’aperto. Da sempre organizzare grigliate è sinonimo di allegria e convivialità. Forse perchè si coglie il lato meno informale del pasto e maggiormente quello più goliardico e festoso perchè non si teme di sporcare e di sporcarsi, si può mangiare con le mani e si ha l’idea di un’estrema libertà. Inoltre, c’è da ricordare che la cottura alla griglia con la legna è forse il modo più sano di mangiare e ogni cibo cucinato ha un’aroma delizioso a cui nessuno può resistere. Oggi come oggi esistono diverse tipologie di barbecue, sia fissi, ossia ancorati al terreno o realizzati in materiale tale da non poter essere spostati, oppure mobili, che una volta utilizzati possono essere comodamente riposti. Se non si ha la possibilità di avere o uno spazio all’aperto o un ampio terrazzo nel quale poter utilizzare un barbecue o braciere a legna, un’alternativa è la variante elettrica che ha il vantaggio di essere più semplice e sicura da utilizzare ma non riesce a donare al cibo quell’irresistibile gusto di affumicato dato dalla cottura alla brace.

Lumos è un caminetto da esterni in alluminio presso fuso che si trasforma facilmente in barbecue: si rovescia la parte superiore lasciando che la cappa poggi a pavimento, quindi si inserisce la griglia barbecue sul lato sinistro e un piano di appoggio in legno sulla parte destra e il gioco è fatto. (Mont Export)
Jacques è un blocco cucina realizzato in conglomerato cementizio, focolare in refrattario, forno e scaldavivande in acciaio inox, tetto in rame. (Palazzetti)
Barbicù non è un semplice barbecue è contemporaneamente portatile e da giardino, può avere bracieri a gas o a carbonella. Design di Piero Lissoni. (AdiAlessi by Fochista)

Barbecue realizzato a mano
in modo artigianale in maiolica refrattaria, che garantisce sicura e lunga vita al prodotto anche se tenuto all’aria aperta, ispirati agli antichi manufatti artigianali della nobile tradizione della maiolica fiorentina. Il braciere è in ferro smaltato con cassetta raccogli-cenere e gli sportelli esterni sono in ottone completamente lavorati a mano. Composizioni, decori e colori dei diversi modelli possono essere forniti su richiesta del cliente (Ceramiche Pugi).

AL PIANO INTERRATO CI SONO

UNA SALA ADIBITA ALLA STAMPA ARTISTICA E UNA STUFA ANTICA

Stufa antica in ghisa (Stewart)

RESTAURARE LA VECCHIA STUFA

Il fascino della stufa antica, anche se inserita in un ambiente moderno, non passa mai di moda. L’arte del restauro di oggetti così antichi deve innanzitutto essere fatta da persone competenti e non persone improvvisate perchè si rischia, oltre che di rovinare opere preziose, di mettere a repentaglio la vita della gente, perchè stiamo giocando con il fuoco, nel vero senso della parola… Prima di intervenire sulla parte estetica della stufa, occorre verificarne la funzionalità. Se si tratta di modelli in cotto o in ceramica la prima cosa da fare è quella di visionarla per vedere se esistono rotture o crepe. Particolare attenzione va anche riservata a come ripararle; da evitare assolutamente i leganti sintetici che in fase di combustione potrebbero essere pericolosi rilasciando sostanze tossiche o comunque dannose alla salute.

Se invece la stufa è irriparabile dal punto di vista funzionale, o semplicemente non ci interessa farlo, e la si vuole solamente restaurare esternamente trasformandola in “oggetto d’antiquariato”, allora si agisce come su un normale manufatto, senza prestare attenzione a riportarla all’antico scopo per cui è stata creata, cioè scaldare. (Ceramiche Castellamonte)

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