Milano: Il fascino dei suoi ferri

Milano: il fascino dei suoi ferri

Foto di Francesco Morgana

Non è raro, passeggiando per le vie di Milano, incantarsi davanti ad un cancello, un’inferriata o ad una ringhiera mai vista prima e notata per caso. Impossibile, in questi casi, sottrarsi al fascino di un’opera in ferro battuto, non fermarsi almeno per un momento ad ammirarla e constatare che questa città, oltre alle opere più conosciute, nasconde tanti altri piccoli tesori.

Generalmente, si attribuisce la tradizione della lavorazione del ferro battuto alla Spagna del XIII secolo, da dove si diffuse in Europa arrivando anche in Italia, soprattutto a Milano che, per questo motivo, da alcuni viene considerata la capitale di questa forma d’arte.

La metallurgia lombarda

In Lombardia interi paesi del bresciano e del bergamasco, lungo le valli accanto ai corsi d’acqua,
ovunque ci fossero miniere di ferro, si dedicavano all’estrazione ed alla forgiatura del ferro eseguendo,
accanto alle opere di uso corrente, quali forbici, coltellerie, pezzi agricoli e da taglio per boscaioli, armi di pregevole fattura. La metallurgia vive un momento d’oro nei secoli XIII e XIV, quando nell’Europa centrale, in Germania, in Francia e nell’Italia settentrionale nascono numerose ferriere e nuove strategie di politica mineraria da parte di signori e aristocratici: il diritto di proprietà della terra è distinto dal diritto di sfruttamento delle miniere e le fornaci vengono concentrate rispettando nuove esigenze tecniche e di mercato. Sia i Visconti che gli Sforza adottano provvedimenti a favore di questa tradizione in cui proiettano uno dei pilastri della prosperità produttiva dello Stato. Si pensi alle disposizioni atte a favorire la vicinanza delle miniere ai boschi ed ai corsi d’acqua, resi navigabili con una attenta politica di canalizzazione che avrà il suo miglior momento nel XV secolo. Il XV secolo porta la siderurgia lombarda ad una fase di particolare favore per lo sviluppo dell’artiglieria e la diffusione di utensili di uso domestico. La perdita delle zone minerarie e siderurgiche del bresciano (che passano sotto il dominio di Venezia) fanno, però, perdere a Milano il dominio incontrastato in questo settore.

Lavorazione e commercio del ferro in lombardia

I forni, per la lavorazione dei minerali ferrosi, venivano allestiti vicino alle miniere per diminuire le spese incidenti sul prezzo del greggio. Il ferro diventa oggetto di intensi commerci per tutto il XIV e XV secolo in forme dette “broza” nel
bormiense, “quadrones” nella bassa Valtellina; a Milano si compra in verghe dal bresciano e dal bergamasco, in lamine ed in foglie da Avignone. Nelle trattative molta attenzione si fa alla qualità del ferro: quello bresciano è ferro da corazze,
ferro “verniciato nero” per armature, ferro in tavole per bracciali, ferro stagnato in foglie ricercato dai sellai e dai merciai.

Arte e tecnica del ferro battuto

Con il profilarsi della nuova fioritura di vita cittadina e borghese, l’arte si andò sempre più laicizzando e meglio specificandosi nei vari mestieri. Infatti, anche se non pare che il diverso modo di chiamare il fabbro quale faber ferrarius o magister clavarius sottointendesse una diversa attività o una diversa lavorazione del medesimo metallo,
è probabile competessero al primo le opere puramente decorative ed al secondo le opere complementari all’architettura.
Il compenetrarsi di forme decorative, evidenti nel sovraccarico ornamentale delle superfici, con le forme architettoniche, che ordinano e delimitano linearmente gli spazi, contraddistingue le tipologie e le forme di cancelli, balconi, parapetti,
balaustre nelle diverse epoche. La spranga di ferro a sezione cilindrica, quadrangolare o piatta è comunque l’elemento lineare fondamentale a cui ricondurre tutte le molteplici possibilità di struttura del ferro artisticamente lavorato: un insieme di spranghe forma guarnizioni e inferriate. L’inferriata è il manufatto essenziale dei “magistri clavari”.
La scelta del tipo di spranga rivela un particolare importante che caratterizza gli stili ed aiuta a riconoscerli.

Cancelli e recinzioni

I FAMOSI ARMORARI DI MILANO

La storia del ferro battuto è lunga, ma per quanto riguarda Milano è nel periodo rinascimentale che i suoi fabbri diventarono famosi in tutto il mondo per la realizzazione di armi cesellate con eccezionale maestria. Alcune vie del centro furono dedicate agli “Armorari ed agli “Spadari”, da cui appunto presero il nome.

Il ferro, ispirando una rassicurante sensazione di robustezza, viene spesso utilizzato per la realizzazione delle cancellate che,con i loro ricci, le loro curve e le loro decorazioni fantasiose entrano a far parte dell’arredo urbano,
separando lo spazio pubblico da quello privato, senza però nasconderlo alla vista dei passanti. Punte e spuntoni
si arricchiscono di elementi decorativi, ma non perdono la loro funzione originaria: quella di deterrente per eventuali visitatori indesiderati. (Gli esempi di queste foto si trovano via Mozart a Milano)

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Per farne comprendere meglio la particolarità della lavorazione, di alcune realizzazioni si sono pubblicati anche i disegni.

Lampade e lampioni

Le prime lanterne per esterno, che illuminavano le strade di Milano e gli atri dei suoi palazzi, funzionavano con lampade
ad olio o candele di cera (che venivano spesso sostituite da quelle di sego, in quanto più economiche), poi si passò
all’illuminazione a gas. I lati in vetro proteggevano dal vento la fiamma delle candele che altrimenti si sarebbe spenta
in continuazione. Ai fabbri il compito di creare pezzi decorativi soprattutto variando le forme ed i decori dei cappelli
e dei bracci che le sostenevano. (La lanterna della foto sopra è collocata in via Lanzone; quella della foto sotto
in Corso Venezia)

CURIOSITA’ STORICA

Il ferro non è entrato nell’architettura solo come elemento decorativo: l’ottocentesco mercato delle Grandes Halles a
Parigi, ad esempio, che è una delle prime strutture realizzate prevalentemente con questo materiale, è stato progettato da Victor Baltard su richiesta di Napoleone III e del prefetto Haussmann che voleva “Du fer! Rien que du fer!” Ma parlando di strutture di ferro a Parigi non si può scordare di citare la famosa Torre Effeil.

Delimitazioni Artistiche

Delimitare il proprio spazio è un’esigenza atavica dell’uomo, in molti casi, però, è sufficiente che questa separazione
sia solo simbolica. Ne è un esempio il cancelletto della foro sopra, la cui funzione di difesa è stata soverchiata da quella decorativa Nonostante il risultato sia piacevolmente leggero e un po’ lezioso, segna chiaramente il confine della poroprietà. I disegni mostrano alcuni particolari ingranditi della lavorazione di questo cancelletto dipinto di bianco affinchè risalti maggiormente sull’azzurro del portoncino in stile inglese. (Esempi di di piazza Fratelli Bandiera a Milano)
Più massiccia, invece, l’inferriata presentata nella foto sotto.

Particolari di grande effetto

La necessità di difendere con un’inferriata un’apertura rotonda è stata felicemente risolta con disegno dal sapore Liberty, formato da una griglia a nodi passanti ed un fitto intreccio di barre in parte piatte. Anche semplici motivi
geometrici possono arricchire una cancellata. (esempi di ferro battuto in via Goldoni a Milano).

BARRE E STILI

Il tipo di barra usato contribuisce a determinarne lo stile.
Gli antichi romani, ad esempio, utilizzavano barre rotonde; nel periodo gotico si prediligevano le spranghe piatte battute a foglia; mentre durante il Barocco venivano usate quelle quadrangolari.

La varietà delle ringhiere

LA NOBILTA’ DI UN EDIFICIO

Il piano nobile di un edificio corrisponde al primo piano e viene così chiamato perché in passato ospitava gli
appartamenti migliori, mentre la se
rvitù abitava ai piani più alti (decisamente più scomodi in quanto non c’era ancora
l’ascensore). Spesso il balcone di questo piano, posizionato in corrispondenza all’ingresso, aveva una ringhiera più ricca e maggiormente decorata rispetto agli altri balconi.

Inferriate e divisori

Decorazioni floreali e frutti in rilievo sono tipici delle ringhiere che completano le facciate degli edifici Liberty. Ne è un esempio la cancellata (via Serbelloni a Milano) dall’andamento verticale arricchita da un ramo di quercia completo di foglie e ghiande. A questa pianta, fin dall’antichità, sono stati attribuiti numerosi significati simbolici.
Nel balcone presentato in questa pagina, rami e foglie si intrecciano creando un sinuoso gioco di pieni e vuoti che si alterna ai pilastri in pietra scolpita. Come in questo caso, il ferro battuto è stato usato per segnare i confini tra le diverse proprietà con elementi divisori (Piazza Fratelli Bandiera)

L’ART NOUVEAU

Numerosi gli esempi di quest’arte, conosciuta anche come stile Liberty, in cui l’elemento ornamentale si aggiunge a
quello funzionale. Gli edifici risalenti a questo periodo si arricchiscono di “decorazione”, soprattutto con soggetti floreali che conferiscono alle architetture un plus valore consistente anell’apporto creativo dell’artista.

Motivi decorativi e simobologia

Nelle opere in ferro battuto, spesso, un determinato elemento decorativo viene ripreso e ripetuto più volte.
In alcuni casi questa scelta è determinata semplicemente da una logica estetica dell’artista che l’ha eseguito, in altri i motivi decorativi vengono, invece, scelti in base al loro significato simbolico.

A PROPOSITO DI STORIA

Giulio Carlo Argan, famoso storico dell’arte, ha detto:
”Una buona politica dei beni culturali non dovrebbe limitarsi alla protezione degli oggetti. Le botteghe artigiane
ancora esistenti sono anch’esse beni culturali da conservare perché, a loro volta, conservano i caratteri delle città antiche e dei centri storici”

Effetti speciali sul vetro

Nati con lo scopo di dar luce ad un ambiente privo di finestre, i sopraportoni sono determinanti nel caratterizzare le porte di ingresso con le loro decorazioni che, in alcuni casi, contengono un inserto che indica il numero civico o le iniziali
dei proprietari di casa. (Via Lanzone)

LE PORTE "BLINDATE" DEL PASSATO

Tra i primi utilizzi del ferro ci sono le ferrature delle porte in legno che servivano a renderle più resistenti e sicure.
Gli elementi di rinforzo avevano le forme più svariate e, spesso, chiodi e borchie venivano fatti con la testa sbalzata a
forma di fiore.

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